“Sicko”, un film imperdibile!



Ho appena finito di guardare l’ultima fatica cinematografica di Michael Moore, il regista americano che ci racconta il vero volto degli Usa, quello che i media e le loro lobby ci nascondono sempre. “Sicko” parla dello scellerato sistema sanitario americano, in cui chi non ha un’assicurazione privata non si può ricoverare (il film inizia con uno che si cuce da solo i punti di sutura sulle gambe), ma non solo. Anche chi ha un’assicurazione, deve fare i conti con gli innumerevoli cavilli dei contratti, che spesso, rendono di fatto impraticabile la cura anche a chi ha pagato fior di quattrini. Come in ogni suo documentario, Moore raccoglie numerose testimonianze, di gente finita in bancarotta per potersi curare, ma si spinge oltre. Attraverso un buon metodo comparativo, fa vedere i cittadini Usa che per farsi curare attraversano la frontiera e vanno a farsi curare in Canada, dove c’è l’assistenza sanitaria universale, come da noi. In realtà, anche Hillary Clinton, su mandato del marito e allora presidente Bill, nei primi anni ‘90 aveva iniziato un deciso cammino verso l’istituzione di una sanità pubblica negli Usa, ma le grandi case farmaceutiche e la lobby delle assicurazioni se la mangiarono, convincendo i soliti caproni degli americani che una sanità pubblica sarebbe stato il primo passo verso una sovietizzazione dell’economia Usa. Corsi e ricorsi storici…quando chi detiene il potere economico sente il pericolo di perderne una fetta, agita sempre lo spettro dell’arrivo dei comunisti. Vero Silvio? Ma cazzate a parte (a proposito, naturalmente la proposta della Clinton non trovò attuazione e molti membri del congresso Usa dopo aver votato contro quel provvedimento fino a bocciarlo andarono a lavorare presso le grandi imprese di assicurazioni, che tra l’altro gratificarono economicamente anche la Clinton, fino a comprare la sua acquiescenza) Moore ci aveva già fatto vedere che il Canada è più civile degli Usa, in “Bowling for Columbine” e quindi si è spinto oltre, documentando le “mirabilie” dei sistemi sanitari inglese e francese. Poi, torna in patria e scopre che c’è gente che non ha più i soldi per curarsi, altri ammalati vengono scaraventati in strada dagli ospedali perchè avevano finito i soldi, mentre nell’enclave della base militare in territorio cubano di Guantanamo i terroristi detenuti avevano diritto all’assistenza sanitaria gratuita. Ed è qui che scatta la provocazione : Moore carica tre barche di disperati e li porta a Guantanamo per farsi curare là, ma le imbarcazioni vengono respinte dai soldati di guardia. E dove troveranno l’assistenza sanitaria che hanno sempre desiderato, senza pagare? Elementare…a Cuba! Dove tutti saranno ricoverati e assistiti nel migliore dei modi, proprio nello “Stato canaglia” che Bush non vede l’ora di colonizzare. Memorabile l’immagine dei malati in lacrime che ringraziano i medici cubani per il loro supporto morale oltre che terapeutico. Insomma, l’umanità socialista trionfa sull’egoismo di un sistema sanitario improntato sul profitto. Vi ho rotto le palle raccontandovi il film? Non temete c’è ancora tanto da scoprire e un finale che è tutto un programma…Non perdetevelo!

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