Anche quest’anno è andata

Settembre 9, 2007


Meno male. Anche quest’anno sono sopravvissuto alla Festa di Portosalvo, momento apicale del calendario mondano dello sterminato popolo tamarro. Una settimana terribile, quella che si sta fortunatamente concludendo, in cui il paese (sì, “paese”, altro che città…) viene invaso da orde barbariche di venditori di ogni specie merceologica di roba inutile e da greggi di potenziali acquirenti che nel paese dei due centri commerciali, dei discount, delle decine di supermercati e delle centinaia di negozi, aspettano “Portosalvo” per uscire (in questi giorni vedi in giro gente che per il resto dell’anno rimane rigorosamente tappata in casa) e comprare tutta quella roba inutile, spesso scadente e ancor più spesso contraffatta. Una delle cose che mi ha intristito di più, inoltre, durante le camminate all’alba, è stata la lunga teoria di “baracche” che cucinano e vendono i famigerati panini con salsicce. Ma chi li mangerà tutti quei panini con salsiccia, e soprattutto, da dove vengono quelle salsicce? In questi giorni, tutti si improvvisano ristoratori e somministrano al pubblico cibi e bevande non sempre sicuri dal punto di vista igienico. Una persona ci ha raccontato di uno di loro che arrostiva una salsiccia che invvertitamente cade per terra. Buttarla nella spazzatura? Macchè! Via, di nuovo sulla graticola, per la gioia del malcapitato acquirente. Ovviamente, in questo bailamme di rosticcerie “on the road” non potevano mancare le centinaia di pizzerie e ristoranti, che in questi giorni si attrezzano con i loro stand perchè il piatto più gettonato non può mancare dal loro menu. Abbiamo visto perfino alcuni vendere frittole fuori stagione…mah! In ogni caso, mi sarei anche accontentato dell’odore delle salsicce arrosto, ma purtroppo, dovendo svolgere ugualmente alcune piccole commissioni, tipo prendere le copie dei giornali dalla centralissima edicola di corso della Repubblica per portarle in redazione, mi sono dovuto mio malgrado inserire nel bordello e dribblare bancarelle, rivenditori di palloncini, gente imbalsamata che blocca le poche vie di accesso disponibili e soprattutto sorbirmi l’insopportabile odore di piscio in ogni angolo della strada. Già, perchè nonostante i numerosi bagni chimici disseminati nel territorio, molti hanno pensato bene di farla dove capita! Ora dovrò turarmi il naso almeno fino a domani mattina, visto che oggi è domenica e chi è preposto alla concessione degli spazi pubblici, ha pensato bene di prolungare la tortura fino a tutta la giornata di oggi. Quindi, la tristezza dell’ulteriore giornata di rottura di coglioni, viene acuita dalle condizioni atmosferiche. Cerco un pò di relax al mare e magari qualche raggio di sole a ridare un pò di allegria e riprendere un minimo di tintarella da tempo perduta e invece no, nuvoloni grigi, vento fresco e voglia di imprecare in cosentino …:«’ncul’a chi…». Il tragitto a piedi per raggiungere il mio ombrellone (a proposito oggi è l’ultimo giorno di apertura dello stabilimento balneare) mi fa capire che l’estate è davvero finita. Quasi tutti i lidi sono in via di smantellamento e molti hanno tolto le insegne. Non mi resta che giocare a indovinare i nomi dei lidi, magari dal colore dei pochi ombrelloni rimasti. Il mio ha gli ombrelloni gialli e blu ma per oggi resta intatto. Ci penseranno Lillino e la sua band a smontare tutto domani. Sfumata ogni ipotesi di bagno (sembra di essere a inizio novembre) e di abbronzatura, non mi resta che tornarmene a casa. Resta il piacere della salutare passeggiata e la speranza che venga un bell’acquazzone ad accelerare le operazioni di smobilitazione della fiera e, perchè no, a lavare via quell’insopportabile odore di piscio. Resistere, resistere, resistere!