Giù la maschera!

Ottobre 22, 2007

La foto ritrae Walter Veltroni col pugno chiuso. Sicuramente si tratta di un gesto scevro da significati politici e casuale. Ora, dalle dichiarazioni rilasciate dal suo fedelissimo Peppino Caldarola ad “Affari italiani” apprendiamo che se si andasse a elezioni anticipate, il neonato Pd si presenterebbe insieme all’Udeur, senza Idv e la Sinistra (sinistra e basta, non “radicale”, tanto è l’unica forma di sinistra rimasta) e sarebbe pronto ad allearsi con l’Udc. Minchia! Che scenario suggestivo! Una riedizione del pentapartito bella e buona, nella quale Mastella si presta più di Di Pietro a fare l’alleato e la sinistra viene trattata come il vecchio Pci, con una nuova “conventio ad excludendum”. Si profilerebbero, quindi, due opposizioni : una di sinistra e una della destra più becera, individualista e razzista, sull’asse Fi-An-Lega.

Questo scenario, dimostra che i Democratici hanno gettato la spugna e il loro progetto neocentrista altro non è che un ritorno al pentapartito. E la sinistra? Si sbrighino a fare la fusione tra Prc, Verdi, Pdci e movimenti e lascino perdere i loro singoli orticelli e i sofismi dietro i quali si celano difese di posti di potere. Oggi Diliberto prometteva «terremo sempre il nostro simbolo, la falce e il martello e non faremo fusioni, ma solo una federazione”. Caro Diliberto, il Paese non ha bisogno di simboli o di bandiere. Ha bisogno di riposte sul piano della solidarietà e dell’inclusione sociale che solo la sinistra, quella vera, può dare. Quindi sbrigatevi ad unirvi, altirmenti diventerete marginali come fino a quindici anni fa.


E poi dicono che uno si butta con Grillo…

Ottobre 22, 2007

La puntata di Report di ieri sera avrà sicuramente sollevato una poderosa ondata di antipolitica “alla Grillo”, proprio quel movimento che sembrava sopito dopo l’esito delle Primarie del Pd, la “Marcia su Roma” di An dell’altro sabato e la manifestazione della sinistra radicale di due giorni fa. Un uso distorto e spregiudicato dei regolamenti parlamentari, ha permesso, fino a poche settimane fa, al pregiudicato Cesare Previti (nella foto) di ricevere centinaia di migliaia di euro di indennità parlamentare pur essendo stato condannato dalla giustizia penale e (udite udite) pur non essendo mai andato a sedere nel suo scranno in parlamento. L’assenteismo parlamentare, del resto, è una piaga assai diffusa da noi, e Previti era in buona compagnia tra i deputati e senatori assenteisti. C’erano, infatti, Berlusconi, Cicchitto, ma anche Fassino e Boselli. L’ennesimo schiaffo alla nostra dignità nazionale è giunto con la comparazione col sistema parlamentare e le consuetudini di una civiltà superiore come quella svedese, ma anche in Germania e Francia le cose vanno meglio che da noi. Già, perchè qua la stragrande maggioranza dei parlamentari e degli uomini di potere ha perso il senso del pudore. Mi è venuto in mente un piccolo episodio che mi riguarda. Quattro anni fa mi trovavo a Roma per una delle mie frequenti trasferte per motivi sindacali. Le mie spese (viaggi, vitto e alloggio) venivano rimborsate a piè di lista al mio ritorno a Siderno. Una sera capitai in un ristorantino dietro piazza Navona, dove allora lavorava un ragazzo argentino che per qualche tempo aveva soggiornato a Siderno. Mi faccio consigliare da lui e ceno nel mio tavolino all’esterno in una delle gradevolissime ottobrate capitoline. Al momento del conto,mi dice che “scontato” mi viene 60 euro. Dopo un momento di comprensibile sbigottimento, gli chiedo di farmi due ricevute fiscali separate, da 30 euro l’una. Ovviamente, al mio ritorno inserii nella lista dei rimborsi spese solo una ricevuta. Provavo davvero vergogna a portare una ricevuta di una cena costata 60 euro. Anche se nelle mie trasferte facevo il mio dovere appieno e non mi potevo (o mi potevano) rimproverare nulla. Ma una ricevuta da 60 euro no, non avrei mai avuto il coraggio di presentarla. Il pregiudicato Previti invece no. Si è intascato circa 150.000 euro.E non ha provato nemmeno un briciolo di vergogna.