Ottobre 25, 2007

Non vi azzardate a dire che il soggetto in fotografia mi assomiglia. Abbiamo in comune soltanto un buon rapporto con la lametta da barba. Per il resto lui è un militare americano e io no; lui è un assassino e io no. Si tratta di Mario Lozano, il militare americano che ha ucciso Nicola Calipari. E’ di oggi la vergognosa notizia che non potrà essere processato in Italia. Brutta razza, i militari americani, ad Abu Grahib hanno torturato i prigionieri, il loro “fuoco amico” ha ucciso un eroe che aveva appena salvato una sua connazionale, nelle basi del Veneto si ubriacano, e poi vanno in giro tra schiamazzi, danneggiamenti, stupri e altre nefandezze che commettono, senza che la popolazione locale si ribelli più di tanto (tranne che i manifestanti contro l’allargamento della base al Dal Molin). Loro godono di un’immunità particolare, e il caso Lozano lo dimostra ancora una volta. Il Che definiva gli yankees “nemici dell’umanità”. Pensando a Lozano e ai suoi commilitoni di Abu Grahib, forse non aveva tutti i torti.
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Pubblicato da gianlucalbanese
Ottobre 25, 2007

L’approvazione del pacchetto sicurezza da parte del Consiglio dei Ministri, è slittata di qualche giorno. L’importante provvedimento, che contiene al suo interno la delega all’esecutivo per la redazione di un Testo Unico per la lotta alla criminalità organizzata, è stata rinviata per il veto posto dai partiti di Sinistra a quella parte in cui i reati commessi da writers e lavavetri venivano equiparati a quelli commessi dai mafiosi. In effetti, non hanno tutti i torti. Prima fanno l’indulto per superare la crisi di sovraffollamento delle carceri e poi intasano i tribunali con dei processi a carico di estrosi creativi e poveri sventurati?
Riguardo il T.U. di cui sopra, penso che sarà molto utile, nella fase di redazione, ascoltare il parere di magistrati da sempre in prima linea, come il nostro Nicola Gratteri, uno che, ripeto ancora una volta, dobbiamo apprezzare adesso mentre è nel pieno della sua attività e non rimpiangerlo in un futuro che ci auguriamo il più lontano possibile. Il magistrato di Gerace sostiene che sia più importante la diffusione di un libro sulla legalità nelle scuole che dieci arresti eccellenti. Ma anche la necessità di inasprire le pene, affinchè non passi quel concetto di impunità che l’opinione pubblica sembra percepire in maniera chiara. Un Testo Unico che non dovesse tener conto delle indicazioni dei magistrati come Gratteri, assomiglierebbe molto ad aria fritta.
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