«With money, everything is possible»

Novembre 29, 2007

La frase è facilissima da tradurre. Significa «col denaro, tutto è possibile». La pronunciò un venditore di souvenir di una città turistica europea a uno sprovveduto turista in cerca di facili avventure. Oggi, la ricerca di denaro facile ha portato a una tale degenerazione dei costumi che sicuramente non lascia ben sperare per l’avvenire. La notizia che sta girando sui telegiornali e i siti internet, è quella della ragazzina di 15 anni di Udine, che vende proprie immagini hard in cambio di ricariche telefoniche. Siamo alla prostituzione virtuale. Ma la colpa di chi è? Della ragazzina furba almeno quanto il venditore di cui sopra, o di una società che disconosce i valori in nome del dio denaro, unica divinità che accomuna tutti? Le adolescenti di oggi sognano di fare le veline; i loro coetanei maschi i calciatori. Insomma, il prototipo della coppia moderna è costituito da Francesco Totti e Ilary Blasi, mirabili esempi di intelligenza e cultura. E poi, ci sarà qualcuno che vorrà studiare e rappresentare degnamente la classe dirigente che verrà, o saremo al blocco di ogni forma di mobilità sociale, in un mondo nel quale chi ha i soldi arriva a detenere persino il potere politico (volete un esempio?), nel quale la stampa e la Tv generaliste e non solo “Eva tremila” mostrano immagini di modelle e calciatori in vacanza su isole deserte o alle feste nei locali di Lele Mora (amico del cuore del sindaco di Reggio Calabria) e di Briatore? Che esempi ha avuto questa ragazza nata nel 1992? Ha visto la tv commerciale mostrare tette e culi in abbondanza per fare audience; ha visto ragazze procaci fare i calendari e guadagnare cifre astronomiche; ha visto gnocche senza particolare formazione politica sedere in Parlamento, solo perchè “la figa tira”. E poi vi stupite se a 15 anni commercia le proprie immagini senza veli? La friulana tutto pepe fra qualche anno farà la velina, o la diavolina di Lucignolo, o la soubrette per la platea tamarra del Bagaglino. Poi farà il calendario e tra i 25 e i trent’anni probabilmente sarà un deputato di Forza Italia o come si chiamerà la nuova formazione politica di stampo populista. E’ questo il concetto di meritocrazia caro a certa destra? Siamo seri. Recuperare dei valori etici e far capire alle giovanissime generazioni che non conta solo il denaro è una priorità assoluta per la società occidentale. Altrimenti, si arriverà a un punto di non ritorno che potrebbe aprire la via a fanatismi e rivoluzioni culturali ad oggi inimmaginabili. Nel 1988, quasi vent’anni fa, Franco Battiato in “Zai Saman” cantava «vuoto di senso, crolla l’Occidente, soffocherà per ingordigia e assurda sete di potere, e dall’Oriente orde di fanatici». E’ un verso che mi è rimasto impresso, e che mi viene in mente spesso. Una seria battaglia per l’emancipazione della donna, deve combattere sia chi costringe le ragazze a portare il burqa, sia chi incentiva le giovanissime a fare le troie per guadagnare soldi facili. Altrimenti, andiamo a finir male. Ma pensiamoci subito. Del resto…«life is now».


VERGOGNA!

Novembre 29, 2007


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dal sito www.repubblica.it, leggiamo :

“La Rai ha sospeso dalle funzioni la giornalista e direttore della sezione marketing Deborah Bergamini. La lettera dell’azienda è già stata consegnata alla Bergamini, attualmente direttore del Marketing Strategico di Viale Mazzini. Ma non si tratta di una punizione. “Nei confronti della dottoressa Deborah Bergamini non è stato preso alcun provvedimento disciplinare”, precisa in una nota l’ufficio stampa della Rai. “L’Azienda – si legge – ha deciso di dispensare temporaneamente la Dottoressa Bergamini dal rendere prestazione lavorativa fino alla conclusione del procedimento istruttorio in corso. Si tratta di una misura cautelativa presa a tutela della RAI, per consentire al Comitato Etico di completare gli accertamenti e alla stessa Bergamini, dopo le sue audizioni allo stesso Comitato Etico e all’Internal Auditing, di fornire gli elementi a sua disposizione”.

La Bergamini compare nelle intercettazioni, pubblicate da Repubblica, da cui sembra che lei – così come altri giornalisti Rai – prenda accordi con Mediaset su programmazione e contenuti dei notiziari. Con Bergamini coinvolti anche Bruno Vespa, Carlo Rossella, Fabrizio Del Noce, Clemente Mimun. Bergamini era stata convocata anche dall’Ordine dei giornalisti di Milano presso cui è iscritta come giornalista professionista.

Proprio oggi la Bergamini ha inaugurato un suo blog (www.deborahbergamini.it) sfondo azzurro e come sottotitolo “intercettazioni di conoscenza”. Il tema del blog del resto sono proprio le intercettazioni pubblicate da La Repubblica che la vedono protagonista. Nel sito in primo piano l’articolo di Maria Giovanna Maglie che la difende su Il Giornale, e un intervento video di Bruno Vespa a Tetris su La7 intitolato “Le intercettazioni? Sono una schifezza, vi auguro di capitarci”.

In realtà la Bergamini aveva già una sua second life sul web nelle spoglie di Cartimandua, regina dei Celti. Nel nuovo sito, infatti c’è anche un suo unico commento dal titolo “Essere nel mondo senza essere del mondo”. “Cartimandua, Regina dei Celti – scrive la giornalista – non c’è più. Era un personaggio di fiaba, abitava un territorio libero, immaginario. Quello in cui ogni tanto mi piaceva fare qualche incursione di poesia e gioco. Ma gli accadimenti degli ultimi giorni, le intercettazioni pubblicate su Repubblica e su altri giornali e la bufera che ne è seguita, non mi consentono più di rifugiarmi in un mondo di sogno, per quanto poetico. Come ho detto qualche giorno fa al Tocqueville Party, oggi sono una persona diversa, e credo che quanto accadutomi nei giorni scorsi mi abbia cambiato per sempre. Così Cartimandua lascia il posto a Deborah Bergamini. E il mondo di Keltia, nel quale ogni tanto mi rifugiavo in cerca di libertà, deve lasciare spazio al mondo reale, quello in cui ho deciso di combattere in prima persona, per affermare il diritto – conclude – di difendere la mia dignità di individuo e la mia voglia di disegnare un futuro che mi piaccia”.

Questa qui era (anzi, è, visto che non è stata licenziata, ma solo sospesa), pagata coi soldi del nostro canone Rai. Sì, avete capito bene, pagata coi soldi del nostro canone per fare gli interessi del Borlotto Nano. Alla faccia del “Marketing Strategico”…