L’anno 2007 si chiude nel peggiore dei modi per la politica sidernese. La maggioranza di centrodestra decide di non costituirsi parte civile nel procedimento per l’assassinio di Gianluca Congiusta, sulla scorta di un parere tecnico-giuridico del pool di legali del comune. Una posizione che personalmente non condivido. Ma non è un mistero, in quanto non sono stato (e forse non lo sarò mai) un elettore del centrodestra. Sono stato, invece, un elettore di centrosinistra, e ciò che mi ha colpito è stato il silenzio assordante degli otto consiglieri di opposizione sulla vicenda. Tutti e venti i consiglieri, infatti, avevano ricevuto la sollecitazione a costituirsi parte civile da parte di Mario Congiusta, padre della vittima. E l’opposizione cosa fa? Vede che della questione viene investita una semplice riunione di maggioranza e non viene convocato un consiglio comunale e non dice nulla. La riunione di maggioranza decide che l’ente non si costituirà parte civile e l’opposizione non dice nulla. I giornali, il giorno dopo, trattano la questione con grande enfasi (chi più, chi meno, ma anche la stampa gratuita nel bell’articolo di Pasquale Violi ha espresso una posizione critica sulla vicenda) e non dice nulla. Poi, dopo che la cosa comincia a decantare, il capogruppo del Pd in consiglio comunale, ex sindaco di Siderno e sub-commissario dell’Afor Domenico Panetta cosa fa? Legge il mio articolo uscito a pagina 3 su CO del 30 dicembre in cui dico che il giorno successivo alla decisione del comune di non costituirsi parte civile, si è registrato solo il silenzio di maggioranza e opposizione consiliare e cosa fa? Tradisce un certo fastidio per il passaggio in cui stigmatizzo il silenzio dell’opposizione, ma invece di chiamarmi (sia ben chiaro, nelle vesti di lettore, non di esponente politico) per esternarmi questo fastidio, cosa fa? Si rivolge a un altro giornale, per ricordare che quasi un annetto fa aveva chiesto in consiglio comunale di inserire nello statuto una norma che prevedesse la costituzione di parte civile in ogni processo di ‘ndrangheta, automaticamente. Il civico consesso si pronunciò per la valutazione dei processi caso per caso. Quello che dice Panetta al collega dell’altro giornale è vero. Però, poi esce dal seminato nel momento in cui conclude la sua dichiarazione virgolettata dicendo : «perciò non capisco le accuse alla minoranza di tacere sulla mancata costituzione dell’amministrazione nel processo». Accuse? Caro Mimmo, il vostro silenzio è un dato di fatto fin troppo evidente. Io, nel mio articolo, mi sono limitato a registrare quello che (non) è accaduto. O forse pretendevi che mi prendessi la briga di ricordare una tua proposta fatta in un consiglio comunale di diversi mesi fa? L’informazione quotidiana registra quello che accade al momento e i cronisti, in quanto tali, non sono gli addetti stampa di alcuno. Voi consiglieri di opposizione, dal 28 al 30 dicembre siete stati in silenzio, dimostrando mancanza di tempismo nella vostra strategia della comunicazione. Del resto, qualsiasi forza politica, quando vuole fare sapere qualcosa, inonda le e-mail dei giornali di comunicati stampa. In questi giorni non è arrivato nulla. Gli unici interventi sulla vicenda sono stati quelli di Giacomo Mancini jr. e Doris Lo Moro. Poi, nulla più. Magari, se ti fossi preso la briga di ricordare, con un apposito comunicato, reso più attuale da alcune considerazioni sulla vicenda di questi giorni, la tua proposta fatta tempo fa, ti saresti risparmiato, come leader dell’opposizione (o di una parte di essa) alcune sacrosante e meritatissime critiche, alle quali rispondi con due righe su un altro giornale, dicendo a nuora perché suocera intenda. Io, invece, non sfrutto spazi altrui. Replico nel mio inutile blog, augurandoti un felice 2008 e dedicandoti una delle mie canzoni preferite, sperando che nel 2008 la politica diventi migliore.
Non c’è che dire. L’inutile blog e il suo altrettanto inutile gestore si sono proprio montati la testa. Nel goffo tentativo di scimmiottare le riviste internazionali, infatti, ha eletto le due donne dell’anno che sta per finire. Sono una bionda e una mora, sono molto carine, ma non faranno mai le veline in vita loro, perchè sono troppo intelligenti. Chiarisco, a scanso di equivoci, che non sto facendo il tacchino : una è felicemente sposata e madre di un bellissimo bambino di due anni e mezzo; l’altra è felicemente fidanzata e quindi sgombriamo il campo da possibili pettegolezzi da “cummarelli ‘i ruga”. Certo, sono due grandissime amiche. Questo sì.Antonella Scabellone, brillante giornalista della redazione della Locride di Calabria Ora, ha vissuto nel 2007 l’anno della sua definitiva maturità professionale, dimostrando grandi progressi e, in tutte le manifestazioni della sua vita, quando se ne è presentata l’occasione, ha saputo anche essere dura senza mai perdere la tenerezza, dote fondamentale per una fatina buona come lei. Mi onoro di essere suo amico da sette anni.Alessia Ferraro, invece, ha vissuto un 2007 in cui è diventata dirigente politica. Sono lontani anni luce i tempi in cui era una ragazzina intelligente e un tantino pestifera, sempre a bordo del suo Aprilia SR 50. L’ho ritrovata dopo una decina d’anni ed è diventata una brava professionista che ha abbracciato la causa del Partito Democratico (provenienza Pdm) con l’entusiasmo che solo la passione più pura ed autentica per la politica le possono donare.A loro va il premio “Women of the year 2007″ (”fimmini d’auannu”), certo che costituiranno un mirabile esempio da imitare per le altre ragazze che frequentano l’inutile blog e hanno la sventura di conoscermi.Ovviamente, il premio non prevede consegna di riconoscimenti materiali, men che meno remunerazioni pecuniarie :-)A tutti quelli che frequentano quotidianamente l’inutile blog, a quelli che lo visitano occasionalmente e anche a coloro che lo spiano dal buco della serratura e a quelli che hanno provato a insudiciarlo, auguro un felicissimo 2008!Gianluca
Stamattina il tempo è buono. L’ideale per una camminata a passo svelto o, come dicono gli esperti del settore che vogliono fare i fighi “fitwalking”. Scelgo la migliore sede per queste cose. Il lungomare di Roccella Jonica, il più bello della Riviera dei Gelsomini. Il percorso area fitness-porto delle grazie - Castello - area fitness è bello e rilassante, tanto che un’oretta e mezza passa velocemente. Addominali e stretching all’area fitness e tanto sole in faccia, come non si vedeva da tempo, che ha reso primaverile la temperatura. Peccato che non si possa entrare al Castello. E’ tutto sbarrato. E il cartellone dei lavori di restauro (o ristrutturazione, non ricordo…) dava come data di consegna dei lavori fine 2005. Siamo a fine 2007. Ed è tutto chiuso. ma tant’è.Eccovi un’altra bella canzone di Natale.E’ dei Modena City Ramblers. S’intitola “Canto di Natale”
Questa è la migliore immagine che descrive quello che è il mio Natale ideale. Ritrae i miei due nipotini, Manuele e “Toio” (Vittorio) mentre scivolano sullo slittino nei monti piemontesi. Sarebbe bello che tutti tornassimo per un giorno ad avere il loro spirito puro e spensierato, il loro sincero stupore davanti a ogni nuova scoperta e che quando diventeranno adulti siano finite molte delle porcherie che attanagliano la società attuale. Ma forse chiedo troppo. Va bè…buon Natale a tutti. E grazie anche a tutti quelli che mi hanno mandato, in buona fede, gli SMS di auguri preconfezionati. Li ringrazio da qua. Dall’inutile blog. Costa meno
Gli editori e il direttore (come si vede dalla mimica di quest’ultimo) ci hanno chiamati a raccolta per un piacevole rendez-vous di fine anno. E noi, da tutte le redazioni di Calabria Ora sparse su tutto il territorio regionale, non ci siamo certo fatti pregare.Domenica 23 dicembre 2007. Il primo megaraduno di redattori e collaboratori del quotidiano dal logo giallo e nero. La sede è Belmonte Calabro, ridente paesino poco distante da Amantea. Il viaggio di andata non è stato dei migliori, visto che la truppa dei prodi cronisti locridei, nonostante la presenza del navigatore satellitare sull’auto ammiraglia del capo/sindaco Vincenzo Frascà, aveva sbagliato strada, complice l’interruzione di una via, non rilevata dal tecnologico accessorio. Poi, intorno alle 13 il piacevole arrivo, giusto in tempo per i saluti di rito e quelli informali tra persone che si conoscevano solo per telefono, ma non di persona. Ovviamente, la nostra tavolata era composta da persone squisite, e viene immortalata durante la breve visita del direttore.
Questi i commensali :SEDUTI : Elia Fiorenza, Vincenzo Frascà, il direttore Paolo Pollichieni, Gianluca Albanese, Agostino Riitano, Ilario “Lello” Filippone. IN PIEDI (DALLA REDAZIONE DI GIOIA TAURO) : la mia “linkamica” Flavia Amato, Carmen Ieracitano, Kety Galati e la mia “linkamica” Francesca Pugliese.Tra una portata e l’altra, giro per i tavoli, e chi ti vedo? Il prode Antonio Baldari nell’inedito ruolo di “provolone”…noooooooooo! Proprio lui, così serio e posato che va in cerca di conquiste. No, scherzavo. Lui è un gentleman nato e qui lo vediamo immortalato nientepopodimeno che col caporedattore Barbara Talarico. Il tutto sotto lo sguardo perplesso di Alessia Principe (la biondina in basso a sinistra), mentre sullo sfondo, sempre a sinistra, si intravedono due curiosi individui : seduto “G.B.” Francesco Altomonte (quello coi capelli brizzolati) e in piedi “D.J.A.” Antonio Marafioti.Davvero una bella giornata. Ad majora semper. Auguri a tutti i lettori di Calabria Ora. E grazie per la loro fedeltà e preferenza.
La dotta citazione (Checco Zalone) ci sta tutta. Ma la squadra Calabria Ora (redazione Locride) e Pubblical non ha rivali. Stasera ha celebrato il brindisi di auguri di fine anno e vuole, con la foto pubblicata in questo inutile blog, trasmettere un pò del suo entusiasmo ai lettori di CO e dell’inutile blog.AUGURIIIIIIIIIIIIII!Legenda (da sinistra verso destra) : Maria Teresa “Marisa” Calautti “la tunisina” (CO), Ilario Balì (CO), Ferdinando Armeni (alto dietro Balì) (Pubblical), Agostino Riitano (occhiali davanti allo sguardo da “Sol Levante”), un insignificante frammento di Elena Pullano, Joe Infusini (titolare Pubblical), Gianluca Albanese (relegato nelle retrovie, come sempre), uno scorcio di Simona Ansani, Vincenzo Frascà (responsabile redazione Locride di CO, nonchè sindaco di Martone), Enzo Romeo (punta di diamante della truppa di CO), Rocco Muscari (CO), Domenica Bumbaca (CO), Giuseppe Futia (Pubblical) e Giorgio Verteramo. Gli altri non c’erano. Peggio per loro…
Meno cinque giorni a Natale e meno otto dal compimento del quarto mese dell’inutile blog, che galoppa verso i 16.000 contatti. Più o meno 4.000 al mese. E chi se l’aspettava, quel giorno di fine agosto quando le ferie erano già finite e con l’umore sotto i tacchi ricevevo la telefonata di Annalisa che mi informava della sua iniziativa di crearmi l’account e di darmi i primi rudimenti per gestire il blog. In questi quattro mesi ho scritto di tutto qui. Tranne le notizie. Quelle le lascio al giornale e bado bene a non mischiare le due cose. Infatti, l’inutile blog, in quanto tale, non deve informare alcuno, non dev’essere un punto di riferimento per i “cari amici vicini e lontani”, non è uno spazio virtuale nel quale si copiano e incollano notizie dei giornali e comunicati delle agenzie, non riporta il pensiero “in conto terzi”, non ha finalità politiche, economiche o di altra natura. In questi quattro mesi abbiamo scritto di tutto, in assoluta libertà. Qualcuno, questa libertà, non l’ha saputa gestire, e ha pensato di usarlo come i bagni di certe stazioni ferroviarie, nei quali taluni fanno i bisogni senza rispetto delle più elementari norme igieniche e scivono qualsiasi cosa sui muri. Per fortuna, si è autoescluso. L’entusiasmo verso l’inutile blog non è scemato. Anzi. Ogni giorno qualcuno trova un motivo per visitarlo. Il mio amico Paolo mi ha detto che ha un ottimo pageranking di Google (non so che cosa sia, ma a orecchio sembra una bella cosa) e ho visto pure che è entrato nel motore di ricerca Technorati, specifico della galassia dei blog. Evidentemente, scrivere, scambiarsi le opinioni, dire la propria, piace a molti, che non vogliono subire la presenza dei nuovi mezzi di diffusione di informazioni e pensieri, ma desiderano farli propri. E l’inutile blog è proprio questo, una piazza virtuale nella quale si discute. Dedico quindi, questo mio ringraziamento, a tutti quelli che l’hanno visitato, a chi ha lasciato traccia della propria presenza (alcuni come certi gatti quando vogliono delimitare il territorio), a chi lo legge spiando dal buco della serratura e, semplicemente, a chi lo visita ogni tanto e per puro caso.
“ma se io avessi previsto tutto questo
dati causa e pretesto, forse farei lo stesso
Mi piace far canzoni e bere vino,
mi piace far casino, poi sono nato fesso
E quindi tiro avanti e non mi svesto
dei panni che son solito portare
Ho tante cose ancora da raccontare
Per chi vuole ascoltare, e a c….tutto il resto!”
Dedico questo post a Max che poco fa mi ha lasciato un bellissimo commento.
La frase del titolo, come i più attenti sapranno, non è mia. Era il motto del più grande eroe rivoluzionario della storia. Un giovane medico argentino, che decise di lasciare la vita agiata di una famiglia borghese, colta e illuminata, per andare a combattere per i diritti dei più deboli. Quando lo fece lui (metà del secolo scorso) forse era più difficile che farlo adesso. Il giovane professionista si chiamava Ernesto Guevara de La Serna, ma per tutti era il “Che”. Non aspirava a un posto in una clinica di prestigio, preferiva curare i lebbrosi a mani nude; non rimaneva indifferente di fronte al triste spettacolo del caporalato nelle miniere, stava a fianco degli sfruttati e le cantava agi sfruttatori; non cercava posti di rilievo nel governo cubano dopo la rivoluzione, ma girava l’Africa e l’America Latina al fianco degli oppressi. Se in ognuno di noi ci fosse una piccola parte di lui, il mondo sarebbe sicuramente più giusto. Intendiamoci, non c’è bisogno di essere eroi, anche perchè i “barbudos” in Europa sarebbero considerati alla stregua dei brigatisti. Basterebbe ricordarsi che il senso della vita può andare oltre alla difesa del singolo orticello, al vantaggio di un momento, all’elemosina di un favore magari ottenuto a scapito di un altro che ne aveva diritto. Basterebbe non lasciarsi ammaliare dalle sirene del potere e da chi lo detiene. Sarebbe sufficiente non svendere la propria dignità «per qualche calore di pelle o prebenda», trattare i potenti di qualsiasi genere alla pari, e magari ricordarsi che sono persone come tutte le altre, con le loro debolezze, i lori difetti e che non possono trattare il prossimo come se fosse uno dei propri servi. Oggi, chi detiene il potere economico o politico pensa di avere il mondo ai propri piedi, e forse molti glielo fanno anche credere. Io e quelli che la pensano come me, no. Sarà per questo che stiamo antipatici a molti. Perchè con chi ha fatto dell’arroganza il proprio modo di agire, non si può che essere duri, anzi durissimi. Mentre con chi subisce delle ingiustizie, non si può non dimostrare una grande tenerezza. Il Che era duro contro chi sfruttava, e anche contro chi era forte coi deboli e debole coi forti (che è più o meno lo sport preferito di quelli che credono di avere capito tutto nella vita). Anch’io, nel mio piccolo, sono duro con gli arroganti e i prepotenti e chi commette ingiustizie. Poco importa se la lettura del mio conto in banca mi mette sempre di pessimo umore. Ho ancora la forza di guardarmi allo specchio. Sempre. Negli occhi. Peccato per chi non lo può fare con la mia stessa naturalezza. Dovrebbe imparare a diventare più duro. Ma senza perdere la tenerezza.
Mancano otto giorni a Natale e colgo l’occasione per rivolgere un accorato appello a tutti quelli che mi conoscono : VI PREGO, NON MANDATEMI SMS O E-MAIL CON I MESSAGGI DI AUGURI PRECONFEZIONATI! LI ODIO! Maledetta cartauguri : ha tolto il piacere di augurare buone feste solo alle persone a cui tieni, sostituendo il nobile gesto con un messaggio che va a tutti i numeri in rubrica. C’è un’altra cosa che non mi piace affatto, di questo periodo. Sono le “novene” dei complessini estemporanei, che girano di casa in casa suonando “Tu scendi dalle stelle” per chiedere, a fine novena, l’offerta. Niente di illecito o di inopportuno, per carità, solo che a me queste cose non piacciono, perchè sono una delle tante manifestazioni consumistiche del Natale, quelle che io detesto. L’unica novena che mi piacque, fu quella di un paio d’anni fa. Erano tre ragazzi che suonavano e cantavano “Happy Xmas (War is over)” di John Lennon. Davvero una scelta di buon gusto. L’unica. Ruppe l’ortodossia di “Tu scendi dalle stelle” e quindi ora provo a immaginare altri esperimenti analoghi. Scarto l’ipotesi della nenia “Buon Natale” di Paolo Barabani, più adatta a una pianola Bontempi che a degli strumenti acustici, la tristissima “Notte di Natale” di Claudio Baglioni e “Natale” di Francesco De Gregori, che ambedue parlano di amori venuti meno proprio sotto le feste. Potrei optare per “Last Christmas” degli Wham. Famosissima, orecchiabilissima e col ritornello che riguarda sempre l’amore perduto, ma lascia intravedere una punta di ottimismo : “Last Christmas, I gave you my heart, but the very next day, you gave it away. This year, to save me from tears, I’ll give it to someone special” (”Lo scorso Natale ti ho dato il mio cuore, ma il giorno immediatamente successivo tu l’hai dato via. Quest’anno, per prevenire le lacrime, lo darò a qualcuno speciale”). Tralasciamo a chi diede il proprio cuore (e forse qualcos’altro) il cantante degli Wham George Michael. No, troppo leggera e commerciale…Ecco…l’ho trovata! La canzone ideale per una novena alternativa è “O è Natale tutti i giorni, o non è Natale mai” di Jovanotti e Luca Carboni. E’ l’unica che dice cose serie
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