Meno cinque giorni a Natale e meno otto dal compimento del quarto mese dell’inutile blog, che galoppa verso i 16.000 contatti. Più o meno 4.000 al mese. E chi se l’aspettava, quel giorno di fine agosto quando le ferie erano già finite e con l’umore sotto i tacchi ricevevo la telefonata di Annalisa che mi informava della sua iniziativa di crearmi l’account e di darmi i primi rudimenti per gestire il blog. In questi quattro mesi ho scritto di tutto qui. Tranne le notizie. Quelle le lascio al giornale e bado bene a non mischiare le due cose. Infatti, l’inutile blog, in quanto tale, non deve informare alcuno, non dev’essere un punto di riferimento per i “cari amici vicini e lontani”, non è uno spazio virtuale nel quale si copiano e incollano notizie dei giornali e comunicati delle agenzie, non riporta il pensiero “in conto terzi”, non ha finalità politiche, economiche o di altra natura. In questi quattro mesi abbiamo scritto di tutto, in assoluta libertà. Qualcuno, questa libertà, non l’ha saputa gestire, e ha pensato di usarlo come i bagni di certe stazioni ferroviarie, nei quali taluni fanno i bisogni senza rispetto delle più elementari norme igieniche e scivono qualsiasi cosa sui muri. Per fortuna, si è autoescluso. L’entusiasmo verso l’inutile blog non è scemato. Anzi. Ogni giorno qualcuno trova un motivo per visitarlo. Il mio amico Paolo mi ha detto che ha un ottimo pageranking di Google (non so che cosa sia, ma a orecchio sembra una bella cosa) e ho visto pure che è entrato nel motore di ricerca Technorati, specifico della galassia dei blog. Evidentemente, scrivere, scambiarsi le opinioni, dire la propria, piace a molti, che non vogliono subire la presenza dei nuovi mezzi di diffusione di informazioni e pensieri, ma desiderano farli propri. E l’inutile blog è proprio questo, una piazza virtuale nella quale si discute. Dedico quindi, questo mio ringraziamento, a tutti quelli che l’hanno visitato, a chi ha lasciato traccia della propria presenza (alcuni come certi gatti quando vogliono delimitare il territorio), a chi lo legge spiando dal buco della serratura e, semplicemente, a chi lo visita ogni tanto e per puro caso.
“ma se io avessi previsto tutto questo
dati causa e pretesto, forse farei lo stesso
Mi piace far canzoni e bere vino,
mi piace far casino, poi sono nato fesso
E quindi tiro avanti e non mi svesto
dei panni che son solito portare
Ho tante cose ancora da raccontare
Per chi vuole ascoltare, e a c….tutto il resto!”
F. Guccini “L’avvelenata”

Pubblicato da gianlucalbanese
