«Ma come fai a scrivere sempre la verità? Ma ti lasciano fare? Sei l’unico che descrive le cose per come stanno…». Era sempre prodigo di immeritati elogi nei miei riguardi il cavalier Domenico Baggetta. Da oggi non è più con noi, e sinceramente mi manca già. La frase a inizio post è stata l’ultima che mi ha rivolto, un paio di mesi fa, incontrandomi, come spesso accadeva, nella centralissima edicola Sgambelluri a Siderno. Era la sua seconda casa. Democristiano atipico, il cavalier Baggetta si era guadagnato la stima e la fiducia dei big dello Scudo Crociato nei decenni passati (in primis il cosentino Riccardo Misasi), ma non esitava a cantargliele in faccia, se questi non lo appoggiavano nelle sue mitiche battaglie per lo sviluppo di Siderno e della Locride. Costruire scuole, strade, difendere posti di lavoro (era anche sindacalista nella Cisl) erano i suoi desideri. Non sempre gradito alle redazioni dei giornali (noi di Calabria Ora, però, siamo lieti di aver ospitato spesso i suoi scritti e i suoi interventi) aveva capito che il migliore strumento di diffusione delle proprie idee erano i volantini. Fogli in formato A3 fotocopiati a sue spese e distribuiti per le strade cittadine, per lanciare le sue grandi proposte, in primis l’istituzione della provincia della Locride. Sembrava uno studente contestatore con i suoi dazebao, il cavaliere. Solo che i palazzi della politica li conosceva davvero, tanto che alcuni suoi interventi ricevettero perfino il plauso di molti parlamentari europei e aveva ricoperto più volte gli incarichi di consigliere comunale ed assessore. Era convintissimo delle sue idee e non lesinava energie per cercare di conquistare nuovi adepti. La sua ultima uscita pubblica fu nel corso di una riunione alla sala della Giunta comunale, in cui politici, cittadini e operatori sanitari, dovevano decidere se manifestare o meno a favore della sanità locridea. Alla fine prevalse (a ragione) la scelta di non scendere in piazza e intraprendere il percorso diplomatico, ma lui, da buon barricadero, era per manifestare, insieme ad Angelo Macrì Gerasoli e pochi altri. Per i soliti idioti superficiali era “quello dei volantini”, una sorta di icona di una sidernesità dei tempi che furono. In realtà è tremendamente attuale il suo pensiero e la città perde uno dei suoi principali protagonisti,uno che è sopravvissuto alla grande alla Prima Repubblica, forse perchè quelli da noi erano i tempi della “Siderno bella e gentile”, di una classe politica che, in ogni schieramento e colore, era nettamente migliore di quella odierna. Rimpiango le sue battaglie, la sua verve, il fatto di non essere stato suo coetaneo e di non aver mai combattuto insieme lui (magari sotto un altro simbolo) le battaglie comuni. Sentiremo la sua mancanza. La mancanza del Cavaliere. Quello buono. Addio
Addio Cavaliere!
Gennaio 5, 2008Wake up America!
Gennaio 5, 2008Stanotte ho ricevuto altri messaggi. Per fortuna il tenore era assai diverso. C’era uno di una signora che mi incoraggiava ad andare avanti, ma non l’ho pubblicato perchè non si è firmata col suo nome. La ringrazio comunque. Così come ringrazio Annalisa Costanzo, collaboratrice di Calabria Ora e blogger per il commento sul post precedente. Ma lo sai, cara Annalisa, che quello che tu hai definito “bambino invidioso” ha un’età che è maggiore alla somma della tua e di quella di Salvatore messi insieme? Auguriamoci di non fare la stessa sua fine.
Ma veniamo all’oggetto del nuovo post. Ieri,il primo responso delle primarie presidenziali degli Usa ha decretato la vittoria del candidato afrocamericano Barak Obama nello stato dell’Iowa. Questo non può farmi che piacere, anche se siamo solo all’inizio. Un candidato democratico forte, vicino alle istanze della popolazione di colore ma attento a tutto quello che il popolo desidera è un buon segnale. Certo, anche Hillary Clinton è una con le palle, e lo dimostrò durante la presidenza del marito, quando tentò (purtroppo non riuscendovi per la strenua opposizione dei parlamentari comprati dalle lobbies della sanità privata) a introdurre elementi di assistenza sanitaria nel Paese in cui se hai i soldi ti curi, sennò puoi anche morire in mezzo alla strada. Chissà se il prossimo presidente americano penserà a queste cose…Certo, sarebbe bello avere di nuovo un democratico alla Casa Bianca, dopo una lunga notte a guida repubblicana che sembra non avere fine, in cui un alcolista inetto ha pensato solo di fare la guerra per aprire nuovi business in Medio Oriente. Per approfondimenti, vi suggerisco la visione dei capolavori di Michael Moore, in particolare “Fahrenheit 9/11″ e “Sicko”.
Pubblicato da gianlucalbanese 
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