I Presi per caso cantano Girolimoni

Febbraio 9, 2008

Una “letteracanzone”. Un Cd singolo per supportare un’iniziativa tesa a ottenere l’intitolazione di una via di Roma a Gino Girolimoni, vittima storica di uno dei casi più eclatanti di errore giudiziario. E così, è uscito il Cd dei Presi per caso, band capitolina composta da ex detenuti, in cui sono state incise due tracce : la title track “Girolimoni”, e “Lettera aperta”, che è la vera e propria “letteracanzone”, con la quale i cinque del gruppo invitano a ritmo di rock il sindaco Veltroni (definendolo “il signor Buono”) a raccogliere il loro appello. I testi e le musiche dei due brani sono del sidernese Salvatore Ferraro, che suona chitarre e tastiere. Decisamente curati gli arrangiamenti che risultano assolutamente consoni ai testi, e se “Lettera aperta” è un classico rock’n’roll alla Rolling Stones con tanto di riff alla maniera di Keith Richards, molto ricercato è lo stile di “Girolimoni”, nel quale il suono iniziale delle tastiere evoca il tintinnio delle manette ed esalta le doti del cantante Nasini, la cui voce ricorda parecchio quella di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Man mano che il testo cresce d’intensità drammatica, il tappeto musicale si arricchisce, tanto che ricorda i Pink Floyd di “Shine on you crazy diamond”, fino a sfumare tra il mormorio della gente di quartiere al passare del “mostro”, col brano che si chiude in stile ballata alla Tom Waits. I disegni in copertina dei piccoli Giulia e Gabriele regalano tinte pastello ad un packaging molto curato, e va ricordato che l’iniziativa è supportata dall’invio di cartoline da indirizzare a Veltroni, in cui compare già la targa con l’indicazione della via Girolimoni - Innocente. Proprio lui, quel “Sor Gino” additato come mostro quand’era in vita e ora simbolo del riscatto contro la malagiustizia. Per informazioni e download dei brani www.presipercaso.it.Questo video, invece, si riferisce a “Fiesta”, canzone ironica e orecchiabile, alla Sergio Caputo con l’incubo di un detenuto che sogna di godere delle gioie del furto di una Ford Fiesta nell’assolata estate di una borgata capitolina. Si ascolta piacevolmente