Le immagini dei Tg nazionali ieri ci hanno proposto, tra l’altro, la presentazione del simbolo della Sinistra Arcobaleno. Una cerimonia di basso profilo, in un bar romano. Così, tanto per fare. Sorrisi stiracchiati e aria di aggregazione dettata più da necessità elettorale che da un progetto unificante vero e proprio. Via il simbolo che ci faceva votare col cuore, presentazione di un altro che mi ricorda tanto la confezione di un detersivo che lava bianco “che più bianco non si può” e facce poco convinte. La immaginavo diversa la sinistra unita, quella che ancora oggi qualcuno chiama “Cosa Rossa”. E invece, eccoli lì, ad attribuire a Bertinotti (nei confronti del quale non ho mai provato grande stima e simpatia, soprattutto dopo i fatti del ‘98) una sorta di leadership naturale, mentre il più capace di tutti, il più convincente, il più intelligente (indovinate chi) è costretto a un ruolo da gregario. Ma siamo sicuri che Bertinotti venga considerato universalmente il leader, o magari si poteva procedere ad una qualsivoglia consultazione per far scegliere alla base? Si vota con la testa, non solo col cuore. Ma se proprio devo votare con la testa, a questo punto penso che studierò per bene le liste, e certe indiscrezioni che giungono in queste ore in Calabria mi inducono a riflettere prima di votare “Col cuore” anche perchè, stando così le cose, la vittoria del borlotto nano appare assai meno scontata dopo la scelta dell’Udc di correre da sola (bisogna vedere se Casini terrà duro, perchè al suo fare “ondivago” siamo fin troppo abituati). Sì, insomma, qualche piccolo barlume di speranza per quelli che non vogliono tornare indietro al governo piduista/postafascista/leghista (forse non doroteo…) c’è. E quindi le scelte vanno ponderate per bene. Va visto chi c’è in lista (Vedere Pignataro relegato in una posizione centrale della lista non mi farebbe piacere, anche perchè sarebbe scalzato da personaggi che stimo molto meno come Tommasi e De Gaetano) e scegliere attentamente. Certo che se Veltroni garantisse che dopo le elezioni non fa l’inciucio…beh, un pensierino di “turarmi il naso e votare Pd” ce l’avrei. Sarebbe un voto di testa e non di cuore. Ma il sistema elettorale attuale mal si concilia con i voti di cuore. Bisogna rimanere vigili in queste settimane e vedere attentamente la composizione delle liste. Altrimenti si fa il gioco del borlotto nano e dei suoi accoliti. Vediamo.


Febbraio 14, 2008 alle 11:10 am |
Sono d’accordo con te che bisogna prima aspettare che si facciano le liste e poi valutare.
Ciao da Maria
Febbraio 14, 2008 alle 1:19 pm |
Ieri sera ho visto Veltroni a Porta a Porta e, sinceramente, se manterrà quel che ha detto, potrei votare per il Pd. Onestamente, seppur avrei preferito una formazione più determinata a sinistra, penso che Walter sia in questo momento l’unico capace di battere Berlusconi e condurci verso una nuova strada. Non so se fidarmi, ma alcune considerazioni fatte ieri dal leader del Pd e la scelta di correre da solo, mi inducono a pensare che egli sia ispirato da una volontà precisa: rompere col sistema. Certo, rimane il timore di un nuovo centrismo moderato, ma, su alcuni temi scottanti come l’aborto o il salario, Veltroni è stato chiaro e ha parlato da uomo di sinistra. E poi non può negarsi, nonostante i tanti problemi ancora esistenti, che Roma sia stata gestita nel migliore dei modi; per ammissione anche di cittadini che normalmente votano a destra. Insomma, poter governare senza mani legate, anche con qualche sacrificio ideologico, sarebbe una novità importante. E, in caso di vittoria, neanche Walter potrà avere capri espiatori dietro cui pararsi se non manterrà le promesse….Siamo ad un bivio ragazzi…Riflettiamo tutti con attenzione.
Febbraio 14, 2008 alle 2:18 pm |
Anch’io ho visto in televisione Veltroni da messer Vespa, sinceramente è stato chiaro in tutto ed ha saputo dare risposte degne di un leader politico, nonchè ha zittito sempre quello spaventapasseri del direttore del Giornale.
Finalmente chiunque dei due grandi partiti vincerà le elezioni politiche potrà portare avanti i propri programmi senza subire ricatti o (pseudopoliticifalegnami) che giorno dopo giorno tagliano rami al governo.
Io rimango nel PD per portare avanti un progetto Progressista, Riformista e Sociale, adeguato al nuovo secolo, senza dimenticare mai le radici storiche del passato.
Febbraio 14, 2008 alle 2:49 pm |
Al PD non deve bastare correre da solo per portare la novità nella politica italiana!!!
Un bella pulizia nelle liste farebbe bene, magari verrebbe imitata dagli altri partiti, anche se ho i miei dubbi.
Una pulizia non solo di fedina penale, ma anche di doppie e/o triple cariche politiche o in enti pubblici.
Per quanto riguarda i candidati in calabria, tutto dipende da come si evolve la situazione della regione.
Staremo a vedere
Febbraio 14, 2008 alle 3:51 pm |
beh…. comunque è vergonoso il tagliafuori che Veltroni ha fatto nei confronti dei socialisti pretendendo che il PSE si sciogliesse nella palude del Partito Democratico senza se e senza ma…
Invece a l’Italia dei Valori di Di Pietro l’apparentamento ed il mantenimento del simbolo è stato immediatamente consentito…. non vi pare strano? a me si e molto!
Secondo me una volta costituito il gruppo unico in parlamento fra Italia dei Valori e PD, Di Pietro troverà l’occasione per dire che gli intenti dei due partiti sono molto simili, che c’è convergenza in tutta la linea programmatica e scioglierà il suo partito nel PD. Di Pietro sa che adesso questa operazione sarebbe prematura e che i suoi elettori non la capirebbero e magari sottrarrebbero consensi al partito. Di Pietro ha già promesso a Veltroni tutto questo mentre Boselli non ha ceduto…..
è questa la differenza….
Insomma io sto Veltroni non l’ho capito ancora, in tv appare democratico, moderato, dialogante, ma secodno me non lo è per niente e si sta già facendo una buona dose di cazzi suoi…
meditate gente meditate….
d.
Febbraio 14, 2008 alle 4:35 pm |
ma siamo sicuri che questa del “pd da solo” sia una novità? che sia in grado di garantire stabilità al governo? anche la dc governava sola con il 38-40% dei voti e ogni 12 mesi (quando andava bene) cadeva il governo. il pd più che unico partito è un’aggregazione di anime diverse, spesso in contrapposizione tra di loro e quasi tutte affamate di potere e visibilità. la stabilità mi sembra un miraggio se non un bluff… per il popolo di sinistra le alternative sono poche: si può votare con il cuore la vera sinistra disperdendo il voto ma mantenendo la coscienza pulita, oppure votare il pd sapendo che la merda tiepida è sempre meglio di quella calda…
Febbraio 14, 2008 alle 5:11 pm |
in questo momento voglio parlare come semplice cittadina, come spettatrice, e quello che sto vedendo mi entusiasma giorno dopo giorno. cono fermamente convinta che Veltroni sia il nuovo, il vero cambiamento, la rottura con il passato che ormai ha stancato tutti e la possibilità di un futuro in cui l’Italia sia ancora unita, forte e sana. il nuovo direttivo del partito, con facce nuove, giovani, è la dimostrazione più efficace di quello che dice. la mia idea è che le candidature, stavolta più che mai, debbano essere “imposte” da Roma, calate dall’alto soprattutto in Calabria dove il pericolo che le primarie si trasformino in maniera innaturale in una gara a chi ha più voti, ottenuti magari in modo poco chiaro, lasciando a terra chi potrebbe portarci ad una vera e propria svolta, sono una eventualità non proprio remota. ci vorrebbe un atto di forza e di coraggio per imprimere il segno che la Calabria onesta e libera vuole da tempo. il patto con gli elettori, saldo, non verrà tradito da transfughi dell’ultim’ora che non avranno posto, come non sarà offuscato dalla presenza di candidati con un passato dubbio e un presente da chiarire: le condanne in primo grado precluderanno la candidatura. mi sembrano decisioni sagge, ma viste prima d’ora.
l’altra parte cosa propone? la brutta copia del veltroniano “correre da soli” con uno strano gruppo di popolani, con Fini che cerca di cogliere l’eredità politica (e di voti) di Berlusconi pagandola a caro prezzo: la scomparsa di AN che in tanti anni era riuscito a ripulire dai rigurgiti anti-razziali e che per ciò stesso era cresciuto in consensi. davvero ci sarà un solo partito di centro-destra? per ora c’è solo la vecchia, stantia, già vista, coalizione e la chiamata diretta a Casini ne è la prova: con noi governi, senza di noi otterrai solo un modesto risultato!
è questa la loro idea di politica nuova? mah…
Febbraio 14, 2008 alle 5:43 pm |
Dunque, voglio fare una premessa: a me Diliberto non dispiace affatto. Credo, tuttavia, che lui esageri nel voler sembrare colui che non chiede mai poltrone, colui che si sacrifica in nome dell’unità etc. A volte bisogna anche avere il coraggio di farsi avanti, di proporsi nei momenti difficili, perché questo è sinonimo di personalità e coraggio. Ora, dico io, hanno fatto una scissione all’epoca della sciagurata scelta di far cadere Prodi, negandogli l’appoggio esterno di RC, e adesso Bertinotti diventa il candidato Premier; mentre colui che scelse la via governativa, anche con qualche capatina in piazza, giusto per non smentirsi mai, è relegato, come dice Gianluca, a poco più di una comparsa. Anche le nespole maturano, ma possibile che le nespole di sinistra debbano maturare con decenni di ritardo e con errori grossolani, come le continue scissioni e i battibecchi sui simboli, per poi ritrovarsi tutti sotto un arcobaleno?
Tutti a dire che il PDS tradiva la sinistra, che i DS tradivano la sinistra, e adesso che il PD tradisce la sinistra…ma quale sinistra? Tutti a criticare l’entrata nel PD di Follini, figlio di un Partigiano, e poi pronti ad accogliere uno dei traditori della sinistra, cioè Mussi, come collante per l’unità a sinistra! Tutti traditori, sia che si corra coalizzati insieme, sia che si corra da soli…e insomma, non è che poi la pazienza possa essere mantenuta in eterno! Tutti noi auspicavamo una sinistra più unita, ma i valori fondanti non bastavano, c’era bisogno della necessità elettorale perché ciò avvenisse. Tutti a fare gli scienziati sulla fusione del PD con DL: fredda, calda, né fredda né calda, ma guai a cercare di trovare un minimo di unità vera a sinistra.
Ma c’è una frattura che può essere catalogata come attenuante per i leader’s della sinistra radicale, che è una frattura interna alla loro base.
All’interno della base della sx radicale, infatti, la frattura esiste, ed è anche molto importante e netta tra i filogovernativi e filo oppositori a vita. C’è, infatti, chi ingoia i rospi pur di stare al Governo, e chi non vuole stare in nessun Governo e preferisce le bandiere, i berrettini rossi e gli slogan da sventolare in piazza o dar fiati a vecchi fischietti. Sta a loro, ai dirigenti di quell’area politica, decidere quale parte della base premiare e assecondare e quale perdere per strada. Chiaramente, se la componente, per così dire ragionevole e filogovernativa fosse più consistente, allora questa unità fittizia da cartello elettorale ma che esprime comunque un candidato Premier, potrebbe consentir loro di mantenere l’elettorato di riferimento e, come spero, di incoraggiarli a proseguire nell’unificazione, trasformando questo cartello elettorale a grande Partito della nuova sinistra italiana. Spero, dunque, di non vederli sfilare in piazza anche contro loro stessi.
Per ciò che riguarda il PD, invece, spero davvero che il rinnovamento continui soprattutto adesso che c’è da scegliere i candidati! Ora bisogna aprire le finestre, far cambiare aria alle segrete stanze e guardare in faccia le persone candidate, non il numero dei voti che porterebbero in dote. Bisogna guardare anche chi vota chi e perché lo vota. Se deludono adesso, credo che si autocondanneranno senza possibilità di appello. Hanno la possibilità di restare in sella. Hanno la possibilità di cambiare la politica, di rimediare ai propri errori. Se la sciupano sono degli emeriti coglioni!!!
Febbraio 14, 2008 alle 8:30 pm |
Marianna….e le liste elettorali cosa sono? Chi ha chiesto alla base se AN debba o meno confluire nel futuro Paerito del Popolo? Io non ho visto primarie, non ho visto Congressi, non ho visto consultazioni di nessun genere! All’annuncio del PD di correre da solo, con relativa sfida di Veltroni a Berlusconi a fare altrettanto, come per miracolo Fini è confluito nel listone del futuro, ipotetico nuovo partito di plastica. Allora dove sta la novità?
Il PD ha avuto il coraggio di non fare esattamente l’errore che tu gli imputi nel tuo post, cioè non continuare ad essere una coalizione litigiosa. Una litigiosità che non giovava principalmente all’Italia, più che alla coalizione in se stessa!
Febbraio 15, 2008 alle 7:11 am |
Francamente rifacendomi a quanto detto da Domenico, il paragone tra i socialisti e la Lista Di Pietro non lo farei neanche lontanamente…….. Si propongono degli obiettivi completamente diversi. Di Pietro come elemento fondamentale chiede che venga inserito la indandidabilità di chi è stato condannato, su questo Veltroni è stato d’accordo ma i socialisti non lo saranno mai….. Quindi Veltroni doveva scegliere
Febbraio 15, 2008 alle 8:49 am |
oddio pietro non vorrei averti dato l’impressione di essere di centrodestra. non ho mai detto nè pensato che ci sia qualcosa di nuovo nel pdl. ma anche il pd non mi pare una grossa novità… parli di primarie: ma perchè quelle del pd sono state vere primarie? non si doveva scegliere tra hillary e obama ma tra veltroni e rosy bindi!!! hai mai pensato che potesse uscire un nome diverso da walter? diciamo che le primarie sono servite al pd per contare un ipotetico elettorato e quando hanno visto quanti milioni di persone si sono messe in fila per votare hanno pensato di potercela fare da soli. dici che non sono litigiosi? certo, siamo in campagna elettorale!!! credi che si metterebbero mai a litigare adesso? ma che siano un’unica anima non ci credo. la distinzione tra ds e margherita è ancora molto netta (basta vedere nelle amministrazioni locali come continuano a essere divisi su questioni importanti come coppie di fatto e legge 194 e come continuano a fare la conta dei posti assegnati agli uni o agli altri). il pd è composto da frange opposte, è attraversato da correnti diverse e la perfetta sintonia che tu vedi adesso è solo di facciata, per scopi puramente elettorali. niente di male, per carità, in campagna elettorale è normale, basta esserne coscienti. quanto alle liste elettorali tu credi veramente che avrai la possibilità di scegliere i candidati attraverso delle vere primarie? innanzitutto il pd avverte di non chiamarle primarie ma ampie consultazioni, il che vuol dire che tu puoi dire la tua ma non è detto che serva a qualcosa. gli iscritti e gli aspiranti fondatori del pd potranno pronunciarsi non su tutta la lista ma su una quota, che molto probabilmente sarà piccola. i nomi, i big, li decide walter a roma. questa sì che è vera democrazia!!! ti dirò, tra la finta novità del pd e la coalizione che si sta raggrumando attorno al nano di cera la sceltà è davvero difficile. io preferisco votare a sinistra
Febbraio 15, 2008 alle 11:14 am |
Maria, scusa, ma questo chi te lo ha detto…. almeno il beneficio del dubbio, voglio dire! e poi se Loiero e addirittura Prodi venissero condannati per l’inchiesta Wy Not cosa succederebbe… Veltroni li toglierebbe dal PD….. mmah! non so!
d.
Febbraio 15, 2008 alle 11:15 am |
Why Not….
Febbraio 15, 2008 alle 12:32 pm |
Anche io come Alessia mi sono entusiamato per la scelta coraggiosa di Veltroni pero’…… se il candidato della sinistra fosse stato Diliberto, io avrei votato la Sinistra Arcobaleno, perche’ Oliviero ha dimostrato con i fatti, nell’Unione, di non essere attaccato alle poltrone, mentre Bertinotti alla fine e’ stato come tutti gli altri.
Certo ha Ragione Luca, la riflessione e’ lacerante, ma alla fine votero’ per chi puo’ far piu’ male a chi non vede l’ora di attaccare di nuovo i diritti dei lavoratori e la solidarieta’ sociale… ed in questo momento e’ il PD.
Febbraio 15, 2008 alle 1:41 pm |
Ragazzi, già da queste vostre considerazioni si comprende che Veltroni avrà serie difficoltà ad acquisire consensi anche a sinistra. Ancora una volta, rischiamo di dividerci. Per quanto mi riguarda sono socialista, più europeo che italiano, e comprendo i dubbi di Domenico che un pò sono anche i miei. Se dovessi seguire la mia linea ideologica voterei addirittura per la cosa rossa, ma, c’è un ma… E se si ricreasse una situazione parlamentare nuovamente bloccata? Che si fa? Personalmente, se faccessi parte di Rifondazione Comunista, ad esempio, ed entrassi in Parlamento, all’interno della coalizione mi batterei strenuamente per le idee del mio partito, ma se alla fine, nelle determinazioni da prendere, la mia proposta risultasse in una posizione di minoranza non potrei fare altro che accettare le decisioni deliberate all’interno della coalizione. Insomma, se si vuole governare, è necessario raggiungere un compromesso. Chi governa esercita un potere ed il potere non può, per sua natura, purtroppo, accogliere sempre e comunque le ideologie; le ideologie, non gli ideali, sia chiaro. Per quanto riguarda invece la questione dei candidati, personalmente, le liste bloccate le trovo assurde e, mi auguro, in seguito, che si riesca a modificare questa legge elettorale. L’importante è, però, non candidare personaggi con sentenza di condanna già in primo grado. Questo, non vorrebe dire venir meno al principo della presunzione di innocenza garantito da lla nostra Carta costiutzionale, ma semplicemente mettere da parte situazioni ambigue per opportunità politica. La politica non è un Tribunale, dove giustamente si enunciano questioni tecniche di diritto sostanziale e processuale; la politica è espressione di una società che nel suo modellarsi necessita di scelte chiare e trasparenti. Un condannato in primo grado per reati gravi, seppur non ancora colpevole in via definitiva, nella società rappresenta una posizione di ambiguità e defunta trasparenza. Anzi, sarebbe il caso che i partiti, nel momento di fare le scelte dei candidati, verificassero, caso per caso, la capacità, l’onesta e, diciamolo, le “frequentazioni” dei papabili parlamentari. Può sembrare un principio antidemocratico e forse difficile da realizzare, ma quando chiedo ai miei figli con chi escono e chi frequentano, se permettete, preferisco che essi vivano tra persone civili e perbene…I potenziali eletti non sono altro che i nostri figli (rappresentanti) di questa Repubblica. Ed allora più severità non guasta, altrimenti rischiamo di cadere nella logica del “carretto dei voti” a prescindere e comunque…
Febbraio 15, 2008 alle 2:20 pm |
trovo quanto mai rischiosa la scelta adottata , sia a destra che a sinistra, di far sparire i simboli dei partiti. Che effetto questo provocherà sull’emotività dell’elettore medio assolutamente impreparato ad una simile evenienza?L’esito del voto diveta così ancora più incerto..
Febbraio 15, 2008 alle 4:57 pm |
Giuseppe, le liste bloccate avevano una logica che sfugge ai più. Provo a farmi capire copioincollando un post scritto sul mio forum da un’amica di Roma che lavora a queste organizzazioni per conto del PD.
“Velocemente PASSO ALLE LISTE. Ad un certo punto della trasmissione, Anna Finocchiaro (una dei 45) ha detto: O LE LISTE SONO COMPOSTE DI UN NUMERO IDENTICO DI DONNE E UOMINI ALTERNATI (una donna, un uomo, una donna…), O IO STO REGOLAMENTO NON LO FIRMO.
A questo punto ci siamo trovati ad avere, e ti faccio l’esempio della lista dove stavo io:
1.Elisabetta
2.Antonio
3.Caterina
4. Pierluigi
Mò devi sapere ciò che già immagini: da noi ci sono cordate, cordatine e correnti. Lo dico come elemento di ESTREMA CRITICITA’. Pierluigi è un consigliere provinciale: lui da solo dispone di “voti suoi”. Elisabetta e Caterina NO, sono compagne di base che nessuno ha mai messo in lista. Antonio ha 23 anni, in ogni caso non avrebbe avuto il tempo di farsi cordate. Perchè al momento la politica è in gran parte in mano ai soliti noti, e i soliti noti sono per lo più maschi cinquantenni e oltre IN TUTTI I PARTITI DELLA SINISTRA, NESSUNO ESCLUSO, la scelta era: consentire il voto di preferenza (democraticissimo, ma vince Pierluigi, non ci sono santi) oppure blindare la lista: se la lista ha diritto ad un seggio, se lo prende Elisabetta, e se prende abbastanza voti entra pure Caterina, e anche Antonio.
2. Questo è il punto DOLENTE: chi decide che Elisabetta è capolista? Mia cara: CI SI E’ FATTA UNA BATTAGLIA. Che non abbiamo vinto del tutto. All’inizio è stato un casino. Le prime indicazioni davano capolista Pierluigi, mi pare ovvio. E ti comunico che in Campania, ad esempio, sto problema ce l’avevamo con De Mita, capisci il guaio? Si è visto di tutto: sedie rotte, piatti sbreccati, urla e cataclismi. Eravamo semi morti: pensa a Roma, dove in lista ci volevano stare tutti i ministri Ds e Margherita…Pensa in Campania, dove i Ds andavano commissariati anni fa, e la Margherita che te lo dico a fare…ma anche altrove è stato così.
Battaglia vinta per metà, se hai letto le cronache della prima riunione dell’assemblea costituente a Milano, avrai letto che moltissimi (e moltissime) erano alla loro “prima occasione”. Fassino, ma anche Mario Rossi.
E’ un inizio di cambiamento: con tutti gli errori, le cose incomprensibili, i mal di pancia, le critiche, il dibattito.”
Febbraio 15, 2008 alle 5:12 pm |
Scusate alla mia nuova intrusione, ma credo che ancora non avete capito nulla, volete ragionare con una nuova ottica politica legata al nuovo secolo o dobbiamo caratterizzarci ognuno coltivando il proprio orticello, da me le rape, a Domenico i pomodori, a Peppe il cetriolo, ad Alessia le mele, ad Antonia i mandarini, a Max le melanzane ecc. siete proprio piccoli, cercate di avere una lungimiranza e di andare oltre.
Un PD, che raccoglie tutte le anime progressiste, socialiste, cattoliche e riformiste all’interno di un unico grande partito proiettato a discutere all’interno delle varie tematiche economiche e sociali. Così da proiettare all’esterno della società ed ha trasformare in pratica le proposte oggi tanto attese dalle donne e uomini.
P.S. oggi pecco di presunzione e vi chiedo anticipatamente scusa se pensate che vi ho toccato e nella vostra razionalità
Febbraio 15, 2008 alle 5:16 pm |
perchè a Peppe il cetriolo?
Febbraio 15, 2008 alle 5:27 pm |
Marianna, passi per Obama, ma Hillary…
Tornando a noi, da uno a dieci io non saprei dare un voto al rinnovamento proposto dal PD. Chiedo però a te di indicarmi chi ha fatto di più in fatto di rinnovamento: l’Arcobaleno? La lista BerlusFini? Chi ha provato a cambiare qualcosa? NESSUNO!!! Che il PD sia la vera novità non lo dico io, lo dicono in tanti. Chiaro che non basta che siano nuove peché un paio di scarpe piacciano…
Nel PD si sono dimezzate le cariche interne, si sono elette le assemblee ad ogni livello, c’è il più alto numero di donne elette nei vari direttivi…insomma, se poi si pensava ad una rivoluzione a 360 gradi in poco tempo, chiaro che allora ci si può dichiararsi scontenti…
Allora diggiamolo: se il rinnovamente del PD è insufficiente, quello degli altri come lo giudichiamo? Stiamo attraversando un periodo nero per la politica e il cambiamento è assolutamente necessario. Ma chi si è rinnovto più del PD? Ora posso essere d’accordo sul fatto che Veltroni non sia certo un candidato presentabile come nuovo, ma a chi si oppone, lui? Berlusconi, Bertinotti, Casini (?)…insomma, se non nelle facce (ma credo che anche in questo il PD sia molto più avanti), vogliamo amettere che almeno nelle forme eletteve il PD ha fatto lo 0,01 con lo 0 assoluto di tutti gli altri?
Febbraio 15, 2008 alle 6:07 pm |
E se Veltroni e “quello” del PDL si fossero messi già d’accordo sul dopo elezioni? Ad esempio chi prende più voti fa il presidente del Consiglio, ecc. ecc.
Febbraio 15, 2008 alle 6:47 pm |
l’intervista di stamattina che Veltroni ha rilasciato ad Unomattina è stata l’ulteriore conferma che la strada dello scossone politico premia: le vecchie sirene del centro-destra, col loro essere anti-comunisti, cercano ora di fare quadrato in nome di una unità che, come è stato ampiamento detto, è solo di facciata e dettata da opportunità. non ci si candida per servirsi del potere per migliorare il nostro Paese ma per quella sensazione di onnipotenza che il potere stesso da.
d’altronde già Andreotti aveva saggiamente detto che il potere logora chi non ce l’ha!
l’operazione di Fini, a mio avviso, è puro opportunismo; è la triste consapevolezza di non poter mai diventare premier senza prima assalire e conquistare la nave di FI.
e la posizione di Casini, finalmente ferma e decisa, li ha messi in crisi e ha scardinato il castello di sabbia che avevano costruito.
quanto ai socialisti è opportuno usare saggezza ma anche obiettività, e riconoscere che le risicate percentuali che gli si attribuiscono non depongono a loro favore, nè per una eventuale corsa solitaria nè per riconoscergli quel potere contrattuale che è necessario ma che non hanno.
la condizione per entrare nel PD (e non è un segreto) che Di Pietro ha già accettato era quella di sciogliersi nella nuova componente, come hanno fatto DS e Margherita, oltre ai tanti piccoli partiti e movimenti che vi hanno aderito.
non è innaturale, e la cosa non deve scandalizzare nessuno, che in un grande partito ci siano correnti interne: è così anche in America dove ci sono solo due grandi partiti. le correnti non impediscono di essere un solo gruppo, forte, unito e consapevole del proprio ruolo. la corsa è apertissima, ora più che mai, anche a campagna elettorale non ancora iniziata. la sola prospettiva di una pluralità di candidati premier mi entusiasma e mi incoraggia a credere davvero che qualcosa di diverso dall’immobilismo a cui ci eravamo assuefatti possa essere.
le primarie come condizione per un posto in lista, l’ho già detto, non sono utili se si vuole creare una nuova classe dirigente: chi non ha un bacino di voti sufficiente verrebbe conseguentemente escluso da possibili candidature. e allora i giovani e le donne, rappresentanti di associazioni, movimenti o semplicemente appassionati di politica, come faranno a farsi includere nelle liste? gli abusi e le storture, specialmente dalle nostre parti, sono pericolosamente dietro l’angolo ed è per questo che mi auguro che Veltroni scelga senza farsi condizionare dai pacchetti di voti offerti, anche a costo di strappi o lacerazioni.
la cosa più bella del congresso costituente del PD a Milano è stato scoprire che una giovane ragazza di 18 anni era lì, che uno studente universitario era lì, che la donna che ogni giorno lavora e si impegna per gli altri era lì!
ho creduto davvero che il futuro è nelle mie mani!
YES, WE CAN!
Febbraio 15, 2008 alle 7:24 pm |
Se entro in politica, faccio la lista degli inciucisti, da non confondersi con inciucioni…Voi credete che la base del PD sia composta da una massa di pecoroni che manda giu ogni cosa, ma non è così! Un accordo Berlusconi Veltroni ci può stare su certe riforme come la legge elettorale, però, non esageriamo…
Magari vincessimo, altro che inciuci!!! Ma ve l’immaginate Visco e Tremonti insieme? Per favore…
Febbraio 15, 2008 alle 8:09 pm |
Alessia, l’operazione di Fini è stata l’ennesima dimostrazione che chi l’ha soprannominato “Il nulla in cravatta” ci ha preso veramente!
Berlusconi non avrebbe accettato il pericolo di un suo successore moderato, così ha chiamato a se il pretendente di destra, molto più disposto a fare il servo pecoreccio in attesa che il padrone tiri le cuoia!
Però, credo tuttavia che il rinnovamento necessiti di una stagione ulteriore, la stagione dall’assestamento di questa nuova fase politica che, per quanto nuova e più semplice possa sembrare, porterà con sé ancora tanta confusione.
La cosa rossa, come quella rosa, come quella bianca e quella nera, necessitano di chiarezza interna, e questa stagione di chiarezza non si avrà certamente in campagna elettorale.
Febbraio 15, 2008 alle 8:34 pm |
Scusate se esco fuori dai cannoni della politica e dei discorsi seri, ma mi è stato chiesto perchè a Peppe il cetriolo.
Ormai da diverso tempo il nostro carissimo amico non partecipa più alle uscite del Sabato con noi.
Ebbene da un’informazione sicura abbiamo saputo il perchè.
Gianluca hai capito benissimo è a………o al cetriolo.
P.S. le s……. se lo sanno lo sgridano e poi non lo vedremo più per tutta la primavera, forse uscirà solo il 13 aprile per votare.
Febbraio 16, 2008 alle 9:23 am |
diamo ad ogni fase il tempo giusto: per crescere, per affermarsi, per assestarsi. se è il cambiamento quello che chiediamo, abbiamo la fortuna di assistere ad un primo piccolo passo in questa direzione. i frutti è presto per coglierli ma bisogna premiare la volontà e l’impegno, il coraggio e la determinazione. volevamo una possibilità? ora l’abbiamo! io ci credo, ci credo fermamente e spero che come me tanti italiani ci credano.
Marzo 12, 2008 alle 7:38 pm |
Voglio sperare che un Pilastro della legalità come Dalla Chiesa Nando sia nel Partito Democratico