Davvero un bel giochino

Marzo 31, 2008

Se non sapete per chi votare, potete almeno scoprire quanto siete vicini a determinati partiti e quanto lontani da altri. Cliccate pure il bannerino qui sotto e vedete che è un bel giochino davvero, bastano pochi minuti e schiarisce le idee. Indovinate dove mi colloco? :-)

Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?


Che mi succede?

Marzo 31, 2008

Non avrei mai pensato di non avere neanche il tempo di aggiornare il blog. Invece è successo. Colpa del superlavoro di questi giorni… ma tornerò. Ah, se tornerò! A presto :-)


Cari compagni, non fate i cattivi maestri!

Marzo 28, 2008

Ho sentito dire che l’ex segretario provinciale dei Verdi Sasà Albanese ha scritto sulla free press che non andrà a votare e ha invitato anche i cittadini a seguire il suo esempio. Comprendo la delusione, già esternatami personalmente, patita durante la sua pur bella carriera politica, e rinnovo la mia stima personale nei suoi confronti, ma penso che non andare a votare sia sempre un errore. Rinunciare, così, a cuor leggero, all’esercizio dei propri diritti politici fa solo il gioco dei potentati economici e pseudopolitici che “comandano” nel Paese. Spero che Sasà e gli altri compagni verdi si ravvedano. Altrimenti, ad avvantaggiarsene sarebbe solo il pernicioso fintocrinito :-(


Il pensiero di un Grande Uomo

Marzo 26, 2008

Molti di voi lo ricorderanno nella parte finale dello speciale di “Blu Notte” di qualche anno fa sulla storia della ‘ndrangheta, lanciare un accorato appello a tutte le amministrazioni pubbliche calabresi al fine di costituirsi parte civile in tutti i processi di ‘ndrangheta. E’ l’ex sindaco di Rosarno Giuseppe Lavorato, uno che ha fatto l’amministratore in una delle realtà comunali più difficili della Calabria, con le cosche che da qualche decennio allungano i propri tentacoli su tutto : autostrada, porto di Gioia e così via. Oggi, la rubrica “Il Chiosco” di Calabria Ora, ospita a pagina 19 un suo illuminante intervento, in cui invita la Sinistra unita a tornare a essere quel punto di riferimento per le masse giovanili che hanno bisogno di punti di riferimento sani e certi. Lo fa riscoprendo (finalmente) uno dei capisaldi della teoria marxista :la Lotta di Classe, da parte degli sfruttati contro gli psuedoimprenditori mafiosi. Già perchè da noi il precariato è stato sempre diffuso,molto prima della Legge 30 purtroppo molti giovani in cerca di lavoro e con una esistenza ben lontana da quegli standard di benessere imposti dalla Tv e della pubblicità, si fanno ammaliare dalle sirene delle consorterie criminali. Ma plaude anche alla scelta di Confindustria siciliana che pare abbia preso posizione contro la mafia. Dalle parole di Lavorato, dunque, emerge la necessità di riscoprire il gusto della partecipazione nelle realtà associative, in quei “corpi intermedi” teorizzati da Durkheim qualche secolo fa, nei quali il singolo,aggregandosi, diventa cittadino e non si limita a fare l’individuo isolato e vulnerabile. Lavorato racconta che durante il fascismo e subito dopo, la gente povera per “contare”, o meglio, per “annacarsi” aderiva alle ‘ndrine. Poi vennero i partiti politici, i sindacati, le associazioni portatori di interessi collettivi, ideali e valori e i più illuminati lasciarono le ‘ndrine per darsi all’impegno politico e sociale. Oggi occorre rifare quel passaggio, superare il riflusso dell’ultimo ventennio e riscoprire il gusto della partecipazione. E si badi bene che oggi è più facile, coi mezzi di comunicazione a disposizione e l’alto tasso di scolarizzazione. In ogni caso, l’inytervento di Lavorato è da leggere, staccare e conservare. E magari, perchè no, tramandare alle giovani generazioni. Per chi non ha potuto prendere il giornale in formato cartaceo, lo trova dopo le 18 di oggi all’indirizzo www.calabriaora.it (edizione completa on line)


Odio i rave party!

Marzo 25, 2008

Mi ha fatto molta impressione la morte per overdose di un 19enne in un rave party alla periferia di Milano. Non è la prima morte di un giovane e mi sa che non sarà nemmeno l’ultima, ma perdere la vita in maniera così stupida lascia esterrefatti. Ora, amici e familiari si chiedono chi sia il pusher che gli ha venduto quella robaccia, ma mi sa che il problema non è solo il pusher, quanto gli stessi rave party. Megaraduni in aree squallide e sterminate, nei quali si ascolta un rumore indefinibile (non osate chiamarla musica) che viene fuori da gigantesche casse acustiche e, sostenuti da ogni tipo di droga, ci si muove (non osate definirla danza) anche per un paio di giorni di seguito. Da soli, in mezzo a tanta gente ma in maniera singola. Una volta si andava in discoteca per “cuccare” o, come si dice da noi “per andare a pilo”. Ora grandi club e rave party sono fatti per sballarsi e basta. E che non mi si venga a dire che il significato originario dei rave fosse anarchia, anticonformismo, ribellione. Mica stiamo parlando del megaconcerto di Woodstock! La c’era musica di qualità, coi grandi gruppi rock. Si socializzava, si faceva l’amore e ci si girava anche una cannetta, ma niente di che. Oggi no. Ai rave si muore. Perchè i rifiuti di questa tanto celebrata “economia di mercato” che domina la c.d. “civiltà occidentale” non trovano altro da fare che sfruttare il proprio tempo libero così, magari convincendosi che il divertimento sia quello. Io che ho il doppio della loro età ma non sono abbastanza vecchio da condannarli per partito preso o per distacco generazionale, m’intristisco per loro. Dicono che i rave sono momenti di aggregazione, mah… e se avessero optato per un megaraduno di trekking? Tutti a scarpinare in montagna e là sì a socializzare e fare una scelta anticonformista contro la società occidentale e i suoi disvalori. O se più semplicemente fossero andati in spiaggia a fare un falò con una chitarra, due bottiglie, sguardi nella penombra e… No, a quanto pare queste cose sono roba antica. Meglio strafarsi di porcherie in un rave party e morire. «Tanto la polizia non viene - pensano i frequentatori di questi macelli - e l’ambulanza c’è solo se la chiamiamo». Oggi qualcuno reclamava la presenza di un presidio fisso di soccorso fuori dai rave. Come se il malore fosse qualcosa che fa parte del gioco e va messo in preventivo. No, ragazzi, così non va. Siete le vittime ignare di questa società di merda che propone solo disvalori. Il denaro,il successo, il rampantismo ecc. Quelli che ce la fanno vanno al Billionnaire; quelli che non ci arrivano si accontentano. Vanno in un rave e si fanno di qualsiasi cosa. Fino a morire…MAI PIU’ RAVE PARTY!


E’ davvero una buona Pasqua

Marzo 23, 2008

Il calcio divide e aggrega. Ieri sera io e Matteo, agli antipodi per le idee politiche, abbiamo gioito per lo stesso motivo. Mentre tanti miei cari amici interisti, assidui frequentatori di questo blog, hanno dovuto incassare l’amarezza di una sconfitta. Per me la gioia, però, è stata parziale. E non mi riferisco solo al valore relativo di una partita di calcio, quanto al fatto che, pur essendo abbonato a Sky, e pure essendo questa “la partita che da sola vale il prezzo di un abbonamento annuale”, non ho potuto guardarla, perché impegnato per il giornale al comizio di Lombardo dell’Mpa che, bontà sua, si è presentato con un’ora e mezza di ritardo sul palco. Pazienza. Mi resta il piacere autentico di contemplare questa squadra operaia, come scrissi mesi fa, nella quale non ci sono solo i campioni come Nedved, Buffon, Trezeguet e Camoranesi, ma tanti atleti di valore assoluto che hanno dimostrato, ancora una volta, di meritare la maglia che indossano. Due nomi su tutti : Chiellini e Sissoko. Rivediamo volentieri, quindi, le fasi salienti della partita, col buffo commento di un telecronista inglese che con voce stridula, ma anche con grande pathos, commenta la gara. Davvero risibile la sua pronuncia dei cognomi dei giocatori italiani. E ovviamente…buona Pasqua.


Si presenta bene

Marzo 22, 2008

Stasera arriva a Siderno il leader dell’Mpa Raffaele Lombardo. Terrà un comizio alle 19 in piazza Vittorio Veneto, di fronte al Municipio. Sabato santo e un’ora e mezza prima di Inter-Juventus. E va bè. Intanto gustiamoci questo video di ieri sera, relativo a un suo litigio con Michele Placido, reduce da un’esperienza umana e professionale a San Luca. 


Guccini, Guccini, Guccini

Marzo 21, 2008


Voglio dedicare questo post a Virginia, a Max e a ‘u sindac. Rispondo a Virginia, dicendo che ho assistito a tre concerti di Guccini. 1996, 2004, 2007. Tutte le volte è stato al PalaCorvo, il palazzetto dello Sport di Catanzaro. Un grande appuntamento diventato, per noi, una piacevole abitudine. La foto pubblicata, si riferisce all’ultimo concerto, l’anno scorso di questi temi. Anzi, si riferisce al pre-concerto, quando si prende posto, si mangia qualcosa e ci si scambia il vino insieme ai vicini di posto. Ricordo che c’era vicino a noi il gotha dei politici di Sinistra della Locride e l’ex presidente della Provincia di Reggio Calabria Cosimo Antonio Calabrò, il cui figlio adolescente conosceva a memoria tutti i testi delle canzoni. Per la serie…buon sangue non mente! Colgo l’occasione per ringraziare della piacevole compagnia gli amici immortalati nella foto : Vincenzo e Claudia, Max e Cosimo. Ma anche Rosy, Giovanna (che non c’era), Angela e il suo ragazzo. E anche quel simpaticone del collega catanzarese Vito Fabio, che ha seguito il concerto con noi, ha bevuto insieme a noi, e mi ha concesso il privilegio di scrivere l’articolo a quattro mani con lui. Mi dici che ci sarà un tour anche quest’anno! Lo spero. A differenza di quello che cantavano i Nomadi…”Noi ci saremo”!. W il Guccio!


E’ arrivata la primavera

Marzo 21, 2008

Non so voi, ma io ho un terribile ricordo dei temi con questa traccia che ci davano alle scuole elementari. Come si fa, quando si è bambini, a fare delle riflessioni che vanno sul poetico e svilupparle in un tema, senza dire le solite banalità? Ricordo che avevo una gran voglia di scrivere “E’ arrivata la primavera…e chi se ne frega?”. Mah, meno male che a scrivere dei versi sulla stagione più bella dell’anno ci hanno pensato i nostri grandissimi cantautori, altrimenti… Provo a fare, quindi, una carrellata sui versi e le canzoni che mi vengono in mente.

Boccio decisamente la banalissima e ipercommerciale “Questa primavera” di Pino Daniele, davvero un brano di qualità subsanremese (Lo so ViDi che a te piace, ma è colpa tua se me la sono ricordata, visto che l’altro giorno era nel tuo blog)

Molto bella invece “Primavera” di Luca Carboni, che ripercorre il classico filone dei pensieri del bimbo rivalutati con l’esperienza dell’adulto.

E Ligabue in “Ti sento” con “Ti sento, nell’aria che è cambiata, che anticipa l’estate e che mi sbrina un pò” (bello l’uso del verbo “sbrinare”)

E Jovanotti in “Puttane e spose” “ma io ascolto tanta musica mattina e sera, la stagione che io amo di più è la primavera, quando sbocciano negli alberi i germogli dei fiori e la gente ricomincia a stare un pò più fuori”

O il Guccini brontolone degli esordi, quando davanti alla finestra in una giornata grigia e uggiosa come quella di oggi, diceva in “Al trest” “E’ primavera nel calendario, ma pare che l’inverno sia tornato” (tradotto dal modenese)

Questo post sarà in continua evoluzione, arricchito con tutti i contributi e i ricordi musicali che ognuno di voi saprà fornire. Io a quest’ora sono ancora arrugginito e non mi viene in niente altro.

Però la canzone più bella che sta girando in questo periodo è questa :


L’ospedale si svuota. Nell’indifferenza generale

Marzo 18, 2008

Di solito non pubblico mai i miei articoli nel blog, ma questo, che è uscito stamattina su CO, merita di essere messo anche qua. Perchè riguarda una cosa troppo importante : l’ospedale di Siderno, che stanno lentamente ma inesorabilmente smantellando nell’indifferenza generale. Mi chiedo dove siano finiti i membri del comitato bipartisan di difesa dell’ospedale di Siderno, che lo scorso giugno raccolsero migliaia e migliaia di firme contro il suo declassamento a “casa della salute”. Allora, il trasferimento di Chirurgia a Locri sembrava l’apocalisse da evitare. Ovviamente, i commissari dell’As, pur in assenza di un nuovo Piano Sanitario regionale, trasferirono Chirurgia, declassarono il Pronto soccorso a “Punto di primo intervento” aperto 12 ore, hanno trasferito da poco Anestesia e tra pochi giorni anche Urologia andrà a Locri. E i politici, dove sono? I caporioni che, applauditi dalla folla, durante la festa de l’Unità dello scorso agosto minacciavano di restituire il certificato elettorale per protesta contro la classe politica dalla quale non si sentivano più rappresentati, che faranno? Voteranno, come sempre, l’amico, il parente o l’amico dell’amico? Un politico lungimirante, in fase di campagna elettorale da noi dovrebbe parlare di lotta alla criminalità organizzata e difesa della sanità. Finora non ne ha parlato nessuno. Attendiamo fiduciosiSarà anche uno “zuccherino” o, se preferite, un contentino, ma cittadini e operatori sanitari assicurano che questo zuccherino ha un sapore terribilmente amaro. Stiamo parlando della disposizione n° 25/CS dell’As 9 di Locri datata 14 marzo, con la quale si dà seguito a quella che i più definiscono come una spoliazione di attribuzioni dell’ospedale di Siderno iniziata lo scorso luglio col trasferimento immediato del reparto di Chirurgia all’ospedale di Locri e proseguita col declassamento del pronto soccorso sidernese a punto di primo intervento e, recentemente, col trasferimento del reparto di Anestesia al presidio locrese (disposizione 22/CS del 7 marzo). Il tutto, in assenza di un Piano Sanitario Regionale che ad oggi non è stato nemmeno discusso dal consiglio regionale e del quale esiste solo una bozza licenziata dalla Giunta Loiero lo scorso novembre, che prevedeva 23 posti per acuti per il nosocomio sidernese. Rimane difficile capire dove saranno collocati questi ipotetici posti per acuti, visto che l’orientamento dei vertici aziendali sembra mirato a proseguire con l’opera di spoliazione dell’ospedale di Siderno, a prescindere dall’iter relativo al Psr. E così, tornando alla disposizione di venerdì scorso, il direttore sanitario Sansotta, assicura che «garantirà la presenza anestesiologica presso lo stabilimento di Siderno per le attività programmate delle Unità Operative». Tradotto in soldoni, significa che il reparto di Anestesia a Siderno non ci sarà più, ma che per le attività programmate (non relative a pazienti acuti, quindi) delle Unità operative di Oncologia, Dermatologia, Riabilitazione Cardiologica, e Radiodiagnostica ci sarà «una presenza specialistica di anestesia». Un pò poco come contentino, vero? La stessa disposizione, inoltre, ribadisce che «quanto prima si darà attuazione al trasferimento dell’U.O. di Urologia dal P.O. di Siderno a quello di Locri, liberando gli spazi in Siderno destinati ad essere occupati dalla Struttura Medicina Fisica e Riabilitativa e dalla Struttura Lungodegenza». Insomma, l’ospedale di Siderno si va via via tramutando in quella “Casa della Salute” di cui parlò l’ex assessore regionale al ramo Doris Lo Moro lo scorso luglio, nel corso di un incontro con cittadini, operatori sanitari e amministratori locali. Cambiano gli assessori regionali, ma non cambia la musica che ora, per il nosocomio sidernese, assomiglia sempre di più a un de profundis.