Espn classic…che gran cosa!
Marzo 3, 2008Il palinsesto televisivo di stasera non è un gran che. “Chi l’ha visto” mi ha sempre messo una grande angoscia, “Il grande Fratello” non lo vedo da un sacco di anni e le Tv locali peggio che andar di notte. Provo con Sky. Tra i miei canali preferiti c’è Espn classic, incentrato sullo sport a sfondo storico. Cosa becco? La finale integrale dei mondiali dell’82. Guardo solo il primo tempo, perché il secondo lo conosco a memoria. Come si fa a dimenticare, infatti, il partigiano presidente Pertini esultare in tribuna, il guizzo di Rossi, l’urlo di Tardelli, il capolavoro di tecnica di Altobelli? Meglio concentrarsi sul primo, quello più difficile. Il gioco appare molto più lento di quello attuale, meno fisico, ed esalta la classe cristallina di Conti, una difesa retta da uno Scirea praticamente perfetto, Tardelli a centrocampo a fare sfoggio di qualità e quantità. I giocatori sembrano più magri e palestrati di quelli di oggi. I tedeschi Breitner e Schumacher sfoggiano zazzerone ricce. Addirittura, in sede di commento, il leggendario Nando Martellini, definisce il trentunenne capitano tedesco “l’anziano Breitner”. Anziano? A 31 anni? Ma se adesso Nedved a 36 corre come un forsennato, Ballotta e Maldini giocano ancora, per non parlare dei vari attaccanti quarantenni d’assalto dei tornei dilettantistici? Il commento del telecronista è scarno, e si limita a pronunciare il nome del giocatore in possesso di palla. Tecnicamente, bisogna dirlo, Caressa è un’altra cosa, sia come enfasi che ci mette che come ricchezza descrittiva. Anche l’arbitro sembra diverso. Il brasiliano Coelho, sembra molto più autorevole dei fischietti attuali. Sarà che indossava una “giacchetta nera” propriamente detta, con tanto di colletto bianco, ma era molto più rispettato di quelli attuali, e difficilmente avrebbe tollerato una “cassanata”. Le immagini che più ci sono rimaste impresse sono state quelle del secondo tempo. Il primo si chiuse sullo 0-0 e un minuto di quest’ultimo me lo ricordo nitidamente da oltre un quarto di secolo, specie quando Martellini disse una frase impressa nella mia memoria «Il rigorista è Cabrini». Atterramento di Conti in area e per l’inflessibile arbitro Coelho è rigore. Ma dagli undici metri il “bell’Antonio” sbaglia, mandando a lato un fiacco rasoterra tirato dal suo maledetto sinistro. Quella sera imparai che tutto è bene quel finisce bene. E che ride bene chi ride ultimo. Vero presidente Pertini?P.s.: era ancora il tempo in cui si poteva gridare “forza Italia” senza che ti venissero in mente il borlotto nano e compare Dell’Utri. Ma questa - direbbe Lucarelli - è un’altra storia.

Pubblicato da gianlucalbanese
