L’ospedale si svuota. Nell’indifferenza generale

Di solito non pubblico mai i miei articoli nel blog, ma questo, che è uscito stamattina su CO, merita di essere messo anche qua. Perchè riguarda una cosa troppo importante : l’ospedale di Siderno, che stanno lentamente ma inesorabilmente smantellando nell’indifferenza generale. Mi chiedo dove siano finiti i membri del comitato bipartisan di difesa dell’ospedale di Siderno, che lo scorso giugno raccolsero migliaia e migliaia di firme contro il suo declassamento a “casa della salute”. Allora, il trasferimento di Chirurgia a Locri sembrava l’apocalisse da evitare. Ovviamente, i commissari dell’As, pur in assenza di un nuovo Piano Sanitario regionale, trasferirono Chirurgia, declassarono il Pronto soccorso a “Punto di primo intervento” aperto 12 ore, hanno trasferito da poco Anestesia e tra pochi giorni anche Urologia andrà a Locri. E i politici, dove sono? I caporioni che, applauditi dalla folla, durante la festa de l’Unità dello scorso agosto minacciavano di restituire il certificato elettorale per protesta contro la classe politica dalla quale non si sentivano più rappresentati, che faranno? Voteranno, come sempre, l’amico, il parente o l’amico dell’amico? Un politico lungimirante, in fase di campagna elettorale da noi dovrebbe parlare di lotta alla criminalità organizzata e difesa della sanità. Finora non ne ha parlato nessuno. Attendiamo fiduciosiSarà anche uno “zuccherino” o, se preferite, un contentino, ma cittadini e operatori sanitari assicurano che questo zuccherino ha un sapore terribilmente amaro. Stiamo parlando della disposizione n° 25/CS dell’As 9 di Locri datata 14 marzo, con la quale si dà seguito a quella che i più definiscono come una spoliazione di attribuzioni dell’ospedale di Siderno iniziata lo scorso luglio col trasferimento immediato del reparto di Chirurgia all’ospedale di Locri e proseguita col declassamento del pronto soccorso sidernese a punto di primo intervento e, recentemente, col trasferimento del reparto di Anestesia al presidio locrese (disposizione 22/CS del 7 marzo). Il tutto, in assenza di un Piano Sanitario Regionale che ad oggi non è stato nemmeno discusso dal consiglio regionale e del quale esiste solo una bozza licenziata dalla Giunta Loiero lo scorso novembre, che prevedeva 23 posti per acuti per il nosocomio sidernese. Rimane difficile capire dove saranno collocati questi ipotetici posti per acuti, visto che l’orientamento dei vertici aziendali sembra mirato a proseguire con l’opera di spoliazione dell’ospedale di Siderno, a prescindere dall’iter relativo al Psr. E così, tornando alla disposizione di venerdì scorso, il direttore sanitario Sansotta, assicura che «garantirà la presenza anestesiologica presso lo stabilimento di Siderno per le attività programmate delle Unità Operative». Tradotto in soldoni, significa che il reparto di Anestesia a Siderno non ci sarà più, ma che per le attività programmate (non relative a pazienti acuti, quindi) delle Unità operative di Oncologia, Dermatologia, Riabilitazione Cardiologica, e Radiodiagnostica ci sarà «una presenza specialistica di anestesia». Un pò poco come contentino, vero? La stessa disposizione, inoltre, ribadisce che «quanto prima si darà attuazione al trasferimento dell’U.O. di Urologia dal P.O. di Siderno a quello di Locri, liberando gli spazi in Siderno destinati ad essere occupati dalla Struttura Medicina Fisica e Riabilitativa e dalla Struttura Lungodegenza». Insomma, l’ospedale di Siderno si va via via tramutando in quella “Casa della Salute” di cui parlò l’ex assessore regionale al ramo Doris Lo Moro lo scorso luglio, nel corso di un incontro con cittadini, operatori sanitari e amministratori locali. Cambiano gli assessori regionali, ma non cambia la musica che ora, per il nosocomio sidernese, assomiglia sempre di più a un de profundis.

3 Risposte a “L’ospedale si svuota. Nell’indifferenza generale”

  1. marianna Dice:

    ammetto di aver seguito poco le vicende dell’ospedale di siderno e quindi non capisco dov’è il problema. con questi trasferimenti a locri si perdono posti di lavoro? posti letto? ci sono meno servizi? o semplicemente si devono fare più km per andare in ospedale? la struttura sidernese non mi è mai sembrata un granchè, ci saranno sicuramente bravi medici ma il giudizio complessivo è negativo. perchè fare una battaglia per tenerlo aperto? l’ospedale di locri lo conosco un po’ di più e ho visto cose da terzo mondo: scarafaggi morti, mozziconi di sigarette nelle sale di analisi, ascensori fermi, infermieri improbabili, medici che quando li nomini la gente si tocca, etc. è banale dire che un ospedale decente (se questo è l’obiettivo) è meglio di due semi-disastri? siderno e locri sono così vicine e complementari che sembra ovvio che ci debba essere un solo ospedale, l’importante è che funzioni.

  2. gianlucalbanese Dice:

    Il tuo ragionamento, in linea di principio, non fa una grinza. Il punto è che la situazione dei due nosocomi porta, inevitabilmente, a un peggioramento dell’offerta sanitaria nel comprensorio. Mi spiego meglio. L’ospedale di Siderno, stando alle testimonianze degli addetti ai lavori, è sempre stato “meno peggio” di quello di Locri. Meno condizionato dalle assunzioni clientelari (anche di “infermieri improbabili”), meno grande e dispersivo ma abbastanza efficiente, almeno se si considerano gli standard qualitativi calabresi. I reparti d’eccellenza, Oncologia e Cardiologia (seppur declassata a Riabilitazione cardiologica) sono rimasti. Gli altri reparti che hanno sempre funzionato (Chirurgia, Urologia e Anestesia) sono stati trasferiti a Locri. Ma come? Chirurgia a Locri ha creato un “imbuto” di pazienti per l’esiguo numero di sale operatorie a norma (non tutte quelle presenti a Locri lo sono), altri reparti verranno collocati insieme ad altri, creando quindi dei “reparti promiscui” e soprattutto il pronto soccorso (l’unico rimasto, visto che a Siderno è stato declassato a “punto di primo intervento” aperto 12 ore dalle 8 alle 20) è regolarmente intasato e funziona alla meno peggio. Sicuramente siamo lontani da standard qualitativi accettabili. E soprattutto a Siderno non hanno ancora trasferito niente. Tanto che al terzo piano, dove fino a un anno fa c’era Chirurgia la notte vanno a dormire alcune persone senza fissa dimora, anche se le porte di accesso ai reparti sono sigillate. E come vi accedono? Semplice, dall’ascensore! A Siderno, se ti fai male, conviene fare in modo che capiti dalle 8 alle 20, altrimenti dovrai correre a Locri e di notte il medico di guardia è solo. Non c’è il posto di polizia, non c’è un citofono o un semplice spioncino alla porta del locale della guardia medica. Tempo fa realizzai un servizio con la testimonianza di una dottoressa di guardia medica all’ospedale di Siderno. Sola a lavorare di notte. Non c’è più neanche l’ambulanza del 118 e i pazienti vengono visitati su un lettino nel corridoio, dimodochè se arriva qualcuno dopo di te, vede tutto mentre ti visitano e ti prestano le cure del caso.
    Il risultato di questo scempio? Emigrazione sanitaria. Anche nelle As vicine. Io stesso,quando mi sono dovuto ingessare, ho preferito andare a Polistena.
    Questo è il quadro desolante della sanità sidernese. E quasi nessuno dice niente.

  3. giuseppe Dice:

    Cari ragazzi, dietro quest’operazione, a mio modesto avviso, c’è la volontà di scardinare l’Ospedale di Siderno per sostituirlo con un nosocomio privato in cui convergono interessi politici e imprenditoriali. Secondo me taluni politici recitano la parte dei difensori dell’ospedale, ma, in realtà, conoscono già la fine del gioco…Vedrete, vedrete…Per il resto ogni popolo ha chi si merita. Noi calabresi, avendo una spina dorsale “liscia” siamo incapaci a ribellarci. Quel tratto di mare che ci divide dai siciliani è lungo un secolo!!

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