Il pensiero di un Grande Uomo

Marzo 26, 2008

Molti di voi lo ricorderanno nella parte finale dello speciale di “Blu Notte” di qualche anno fa sulla storia della ‘ndrangheta, lanciare un accorato appello a tutte le amministrazioni pubbliche calabresi al fine di costituirsi parte civile in tutti i processi di ‘ndrangheta. E’ l’ex sindaco di Rosarno Giuseppe Lavorato, uno che ha fatto l’amministratore in una delle realtà comunali più difficili della Calabria, con le cosche che da qualche decennio allungano i propri tentacoli su tutto : autostrada, porto di Gioia e così via. Oggi, la rubrica “Il Chiosco” di Calabria Ora, ospita a pagina 19 un suo illuminante intervento, in cui invita la Sinistra unita a tornare a essere quel punto di riferimento per le masse giovanili che hanno bisogno di punti di riferimento sani e certi. Lo fa riscoprendo (finalmente) uno dei capisaldi della teoria marxista :la Lotta di Classe, da parte degli sfruttati contro gli psuedoimprenditori mafiosi. Già perchè da noi il precariato è stato sempre diffuso,molto prima della Legge 30 purtroppo molti giovani in cerca di lavoro e con una esistenza ben lontana da quegli standard di benessere imposti dalla Tv e della pubblicità, si fanno ammaliare dalle sirene delle consorterie criminali. Ma plaude anche alla scelta di Confindustria siciliana che pare abbia preso posizione contro la mafia. Dalle parole di Lavorato, dunque, emerge la necessità di riscoprire il gusto della partecipazione nelle realtà associative, in quei “corpi intermedi” teorizzati da Durkheim qualche secolo fa, nei quali il singolo,aggregandosi, diventa cittadino e non si limita a fare l’individuo isolato e vulnerabile. Lavorato racconta che durante il fascismo e subito dopo, la gente povera per “contare”, o meglio, per “annacarsi” aderiva alle ‘ndrine. Poi vennero i partiti politici, i sindacati, le associazioni portatori di interessi collettivi, ideali e valori e i più illuminati lasciarono le ‘ndrine per darsi all’impegno politico e sociale. Oggi occorre rifare quel passaggio, superare il riflusso dell’ultimo ventennio e riscoprire il gusto della partecipazione. E si badi bene che oggi è più facile, coi mezzi di comunicazione a disposizione e l’alto tasso di scolarizzazione. In ogni caso, l’inytervento di Lavorato è da leggere, staccare e conservare. E magari, perchè no, tramandare alle giovani generazioni. Per chi non ha potuto prendere il giornale in formato cartaceo, lo trova dopo le 18 di oggi all’indirizzo www.calabriaora.it (edizione completa on line)