L’evento mondano dell’anno

Aprile 30, 2008

Ricordate il matrimonio tra Francesco Totti e Ilary Blasi? Vendettero i diritti televisivi a Sky. Vincenzo Frascà e Claudia Cusato, invece, hanno ceduto gratuitamente i diritti delle immagini del loro matrimonio, concluso da qualche ora, all’inutile blog. Sono dei grandissimi amici, non c’è che dire. E quindi, eccovi le fasi salienti della cerimonia. Cominciamo, ovviamente, dall’arrivo della sposa, nello splendido scenario del santuario della Madonna di Prestarona. Sono da poco trascorse le 11.30


La cerimonia è stata bella e partecipata. Noi di Calabria Ora quest’amore l’abbiamo visto nascere, ed era giusto che fossimo testimoni della sua celebrazione


Fuori dalla chiesa, tengo alta la bandiera in mezzo a un gruppo di destraioli, forte della mia cravatta “giallo Calabria Ora”


Dopo avere apposto la propria firma, Peppe Cavallo riconsegna la busta alla cassiera Domenica Bumbaca


Ecco il momento più emozionante. Quello del “sì”

E poi un’esperienza nuova, almeno per me e per altri invitati, quella dell’offertorio. Da buona “bestia da soma” quale sono, mi hanno affidato l’offerta più pesante: un grosso cesto di prodotti alimentari, ma non mi sono tirato indietro, fingendo nonchalance dopo aver consegnato il cesto al sacerdote


Ottimo il lavoro svolto dagli altri “portatori” dell’offertorio. Qui vediamo Agostino Riitano che riguadagna in gran fretta la propria postazione dopo aver portato il “suo” dono


Terminata la cerimonia, l’immancabile lancio del riso


Dopodichè l’allegra carovana si è trasferita al ristorante “L’Orchidea” di Bovalino. Ecco uno dei due tavoli di CO: Antonella Scabellone, Io, Giuseppe Cavallo, Antonio Baldari, Elia Fiorenza, Maria Teresa D’Agostino e Domenica Bumbaca


Tra i più soddisfatti, la cara amica Antonella, che oltre a essere stata eletta “Miss Matrimonio” da una selezionata giuria, ha rivelato ottime doti organizzative, per quanto attiene all’addestramento degli addetti all’offertorio


E poi, musica danze e anche un omaggio musicale che però nel blog non si può pubblicare. Lo posso inviare a chi me ne farà richiesta. W GLI SPOSI!


Atmosfera unica

Aprile 25, 2008

Adesso basta con questa politica. Meglio parlare della splendida serata di ieri. Ore 22 sotto casa di Domenico. Ci si ritrova più per mantenere un impegno preso che non per reale convinzione. Del resto, il sonno incalza e in Tv c’è Anno Zero, che non offre solo le meravigliose fattezze della Borromeo, ma una puntatona con in studio lo scrittore anticamorra Saviano e un Sandro Ruotolo da brivido coi suoi servizi nel cuore della terra dei casalesi. Ma io, Mimmo e Peppe, andiamo lo stesso, tanto l’obiettivo è a dir poco minimalista: un bicchiere di vino in compagnia da Micuicola (storica enoteca di Marina di Gioiosa Jonica) e poi a nanna. L’atmosfera, una volta giunti, è quella di sempre. I tavoli sono tutti occupati ma non importa, si sta bene lo stesso. In un tavolo c’è Giorgio che allieta i commensali con la sua pungente ironia, poi il concerto dei Gozza Ensemble inizia. Sono in tre, dei quali conosco molto bene Mimmo Cavallaro, suonatore di chitarra, lira e altri strumenti a corda, da tempo uno degli artisti più apprezzati nel panorama musicale regionale. Antesignano del Tarantella Power di Caulonia, Mimmo e suoi compagni di concerto, propongono un repertorio di brani tradizionali, tra i quali spicca il “Caterinè Ccì Ccì” che vi propongo su You Tube. E’ un crescendo. Il concerto dura fino alle 2 e la gente si scatena. Si fa amicizia tra i tavoli e il personale del locale è cordiale. Tra i presenti, un imprenditore scozzese che ha deciso di investire nel settore immobiliare a Roccella Jonica (il signore biondo e panciuto che entra ed esce dal locale) e la sua compagna australiana, donna particolarmente simpatica che si è esibita nel “fischio con le dita” e non ha esitato a gettarsi nel vortice delle danze. Succede solo da Micuicola. Nella sua atmosfera unica, coi suoi manicaretti e la sua ricchissima cantina. E soprattutto, coi suoi frequentatori speciali. Sembrava di essere in Europa. Davvero :-D


Meno male che c’è la magistratura

Aprile 25, 2008

Nel periodo in cui l’asse della rappresentanza parlamentare non è mai stato così a destra, arriva la sentenza di Cosenza che assolve tutti i No Global e smonta il teorema accusatorio del pm Fiordalisi. Meno male che c’è la magistratura. E poi non lamentatevi se un magistrato scende in politica e guadagna sempre maggiori consensi, perchè adesso la gente che si fida sempre meno dei politici, confida nella magistratura. Speriamo che ora si prosegua in percorso iniziato con Montesquieu e durato, tra alti e bassi, fino a oggi, ovvero l’indipendenza della magistratura, fortemente a rischio se si pensa che il premier è stato un piduista. ORA E SEMPRE RESISTENZA!


Io preferisco l’aspartame

Aprile 22, 2008

Mio cognato mi ha mandato la foto di una bustina di zucchero che gira nei bar del Piemonte, e in tutto il nord in generale.

Io il caffè lo prendo amaro,ma se proprio devo…meglio l’aspartame. Non trovate?

Ah, a proposito del concetto di modernità tanto caro a certi neoliberisti. L’avete sentita la sparata del signor Fenech…pardon, Montezemolo, che ha subito alzato la cresta dopo la vittoria della coalizione amica, arrogandosi la rappresentatività dei lavoratori e chiedendo a gran voce un “sindacato più moderno”, che tradotto in soldoni, significa “sindacato giallo”? In questo momento in cui la Sinistra non è in Parlamento , ritengo prioritario rinforzare i sindacati, le associazioni, i corpi intermedi in genere e tutta la Sinistra sommersa che nel Paese c’è ma magari non è andata neanche a votare. Altro che sindacato “moderno”!


E se fosse davvero tutto inutile?

Aprile 19, 2008

Sono davvero orgoglioso della vivace discussione che si sta sviluppando dopo l’esito delle consultazioni elettorali. Spesso, per dire cose interessanti, scrivere pareri stimolanti e ascoltare opinioni costruttive basta anche un inutile blog come questo. Mi è venuta in mente una riflessione, sulla Sinistra radicale, quella che voto io: quando sta all’opposizione guadagna consensi; quando va al Governo ne perde tantissimi, perchè l’elettorato percepisce che quelle cose che vorrebbe fare non le fa, quasi sempre per via dei vincoli imposti dall’appartenenza all’Unione Europea (patto di stabilità in primis…). E allora, mi dico che se è così, non ha senso una Sinistra radicale in Italia, così come non ha senso, ma per motivi di carattere storico-culturale, più che di politica economica, un’estrema destra. Già, perchè votare un partito che sa fare solo l’opposizione è come canalizzare il proprio dissenso nei confronti dei governanti sotto un simbolo, ma se così fosse, avrebbe più o meno la valenza dell’astensionismo. Vorrei che non fosse così, ma mi sa che la realpolitik non faccia altro che avallare questa tesi. :-(


Dubbi di ieri sul nostro domani odierno

Aprile 18, 2008

Il titolo è apocrifo. Infatti, è il vero titolo della canzone meglio conosciuta come “Abitudinario” di Elio e le storie tese. E’ che le riflessioni da fare di questi tempi sono tante. Partiamo da un dato poco confortante: in Parlamento abbiamo un Forgione in meno e un Cuffaro in più…che bello! E, come acutamente ha osservato Crozza nella copertina di Ballarò di martedì “Veltroni è riuscito a fare in un mese quello che nè la P2 di Licio Gelli, nè la Cia sono riusciti a fare in quarant’anni: eliminare i comunisti dal Parlamento”. Ho letto tutti i vostri commenti con attenzione. Mi piace evidenziare l’alto livello degli interventi in questo inutile blog. Ovviamente, quello che mi ha colpito di più è stato quello di Enzo, che commentava le parole di Diliberto dette a Ballarò. E’ vero quello che dice Enzo: oggi il livello medio d’istruzione è cresciuto e gli insegnanti non hanno più il prestigio di una volta. Ma è vero anche quello che dice Diliberto, cioè che oggi conta solo chi ha i soldi ed è compito della Sinistra far sì che siano altre le doti che danno dignità umana alla gente, in un mondo che concede troppe  vetrine ai soliti parvenue come Briatore, Ricucci ecc. Da troppo tempo sento parlare di modernità, di evoluzione dei tempi, di cambiamento, e ho la sensazione che ci sia una vulgata secondo la quale tutto ciò che riguarda i diritti dei lavoratori, la solidarietà e l’assistenza ai bisognosi sia antico, mentre il precariato, l’aumento dei profitti dei capitalisti, la detassazione delle rendite finanziarie, sarebbero “moderni”. Bene, se è così, voglio essere vecchio come il cucco, e mi sia consentito dire che non è bastato al Pd candidare i vari Calearo per conquistare voti al centro. Molti suoi elettori, infatti, provengono dalla Sinistra, e hanno percepito il Pd come un partito di Sinistra. Chiedo, quindi, al Pd di riaprire un canale privilegiato di dialogo con la Sinistra e di non corteggiare troppo l’Udc. Già stamattina i giornali parlano di un “due di picche” di Occhiuto dopo le avances di Minniti. Se questa è Sinistra…


La Rinascita

Aprile 15, 2008

Per Marianna: scusa il ritardo. Il link per i risultati a Siderno è questo http://politiche.interno.it/politiche/camera080413/C230670880.htm

Per il resto, ringrazio tutti quelli che hanno scritto qualcosa su questa data tristemente storica per la vita di chi pensa che un’altra Italia sia possibile. Farò tesoro di tutto ciò che avete scritto. Sto finendo di guardare Ballarò, e devo ammettere che rivedere Diliberto dire le cose che avrebbe potuto e dovuto dire in campagna elettorale ha avuto lo strano effetto di rincuorarmi. Ha detto semplicemente che la Sinistra deve lottare per far sì che certi valori sociali siano di nuovo considerati: «Una volta - ha detto - una persona veniva considerata per la cultura, per l’educazione, per la moralità. Ora è qualcuno soltanto chi ha i soldi». Un concetto semplice che però dice tanto, tantissimo. Ho il sospetto che il leader del Pdci si sia volutamente defilato in campagna elettorale per mettere a nudo gli errori e le incapacità dei vari Bertinotti e Pecoraro Scanio. Non sarà il massimo della disciplina di partito (o di cartello elettorale). Ma ora è l’unico che può ricostruire una Sinistra dai suoi cocci. E mi appassiona più sentire parlare lui che un Franceschini che ribadisce che «il Pd deve andare avanti da solo e continuare su quella strada». Tuttavia, rimarrò vigile sull’evolversi della situazione, senza presunzione, ascoltando chi come Virginia potrebbe buttarsi con Grillo, magari con l’ottimismo di Caterina, o con la schiettezza di Francesca (potrebbe essere una Dilibertina, vista la chiarezza espositiva), la saggezza di Paolo e il fair play di Matteo, tenendo sempre nella dovuta considerazione le ragioni di Alessia e Pietro, pur con lo scoramento di Peppe e Marianna, che un pò è anche il mio. Ma ora è tardi. Per citare Peppe (o meglio, Ligabue) “Buonanotte all’Italia”. :-(


Caro Presidente

Aprile 14, 2008

L’esito di exit poll e proiezioni è a dir poco sconfortante, ma siccome io sono uno che vede sempre il bicchiere mezzo pieno, ho deciso di scrivere al Presidente del Consiglio in pectore. Si tratta, come comprenderete, di un atto di grande cavalleria politica. Questo è il testo della missiva:

«Caro Presidente, chi Le scrive è un elettore della Sinistra Arcobaleno, già uno di quei personaggi pericolosi e folkloristici che finalmente Lei e il suo degno compare romano e cinefilo vi state togliendo dai piedi, visto che la loro fastidiosa presenza scomparirà da Palazzo Madama e forse anche da Montecitorio. Caro Presidente, dovrei essere triste, amareggiato, ma non lo sono, perchè penso che grazie a Lei non dovrò più pagare l’odioso bollo auto. Già immagino quei comunisti dell’Ufficio riscossione tributi quando vengono a chiedermi il pagamento della tassa di circolazione e io potrò loro rispondere “il mio presidente ha abolito il bollo auto”…che soddisfazione! Sapesse quanti hanno votato per Lei per questo motivo! Ma non solo, ora che il Presidente sarà lei, non pagherò più un cazzo, tanto ci sarà sempre Lei a venirmi in soccorso con uno dei suoi fantastici condoni! Grazie Presidente. La ringrazio anticipatamente, e poco importa se dovrà sottostare ai ricatti della Lega, senza la quale potrebbe perdere la maggioranza in Parlamento, ci sarò anch’io a proteggerla, e se Borghezio pulirà con l’alcool etilico i sedili dei treni provenienti dal Sud, io strofinerò, centinaia, migliaia di peperoncini piccanti sui sedili degli Eurostar di ultima generazione, quelli che viaggiano solo al Nord, quel Nord che ha votato in massa Lega, così ai passeggeri brucerà il culo, non solo metaforicamente. Certo, presidente, saranno tempi duri per gli immigrati, ma ne risparmi qualcuno. Anzi, visto che stiamo diventando amici, le raccomando due in particolare: uno si chiama Mohamed Sissoko ed è uno di quelli che a noi poveracci ci fa tanto divertire. Arriva dal Mali, in Africa occidentale e, se mi passa il gioco di parole, non ha mai fatto del male a nessuno. So che un suo picchiatore (tale Bonera) ha già avuto (ed eseguito) l’incarico di azzopparlo, ma lui resiste, non si dà per vinto, e allora lo lasci perdere. L’altro, invece, arriva dal Senegal e si chiama Fayè Moussa. Gioca nel Siderno, che ora dovrà disputare i play out per salvarsi e c’è anche bisogno di lui. Sia buono presidente, ci lasci almeno loro. E ci faccia divertire, lei che è un uomo di spettacolo. Ora, Ballarò tornerà ad essere pungente come un tempo, rivedremo certi personaggi che ci facevano ridere così tanto come Socci e poi tanto di quel pilo in Tv da risvegliare ardori che sembravano sopiti. Bravo Presidente, pensi che fra un paio di settimane i nostri sindacati confederali organizzeranno tanti scioperi generali e, lo ammetto, quando il capo del Governo è Lei, riescono molto meglio, c’è molto più gusto a manifestare. E non si faccia scappare l’occasione di nominare Dell’Utri ministro della Cultura e dell’Educazione, lui che ha già detto che farà riscrivere i libri di storia contemporanea, in modo che si sappia finalmente che i partigiani erano dei brutti delinquenti. Bravo Dell’Utri, continui a offrire l’immagine migliore del Sud. E poi la stampa, la stampa. Stavolta la farà tribolare di meno, caro Presidente. Biagi, pace all’anima sua, è morto; la Guzzanti e Luttazzi non li caga più nessuno dopo che sono scomparsi dai grandi circuiti televisivi nazionali e Santoro non merita neanche la Sua considerazione, anzi, lo cacci pure, che tanto quello trova sempre il modo di riciclarsi come parlamentare europeo. Ma una preghiera, per chiudere l’argomento, gliela devo fare: Presidente, CI LASCI ALMENO LA BORROMEO!!!!!!!!!».


Sono abitudinario

Aprile 13, 2008

Stamattina sono andato a votare. Di buon ora. Faccio sempre così, per evitare la fila del tardo pomeriggio di domenica quando c’è gente che evidentemente per esercitare il proprio diritto-dovere civico deve imbellettarsi come se dovesse andare a un party. Solita sezione (la 12), solito voto (Sinistra Arcobaleno), soliti poliziotti annoiati all’ingresso della scuola (uno parlava al telefonino, l’altro aveva un notebook col quale presumibilmente navigava in rete) ma seggio più simpatico del solito, visto che conoscevo sia il presidente che qualche scrutatore. Dopo la domanda di rito («Hai il videofonino addosso?») e l’auto-perquisizione per dimostrare che non avevo nulla del genere, le operazioni di voto sono state velocissime: il tempo di poggiare le schede sulla superficie, dribblare l’enorme falce e martello del Pcl verso cui la matita, ormai abituata da vent’anni di voto, si stava dirigendo e contrassegnare il simbolo dell’Arcobaleno. «Sei stato velocissimo» mi fa il presidente con un largo sorriso. «Figurati - rispondo io - lo sanno anche le pietre per chi voto». Già perchè sarà anche vero che vado a votare con minore entusiasmo rispetto al passato, ma rivendico ancora una volta la mia totale libertà nell’esercizio di voto. Non devo documentare nulla, non ho obblighi, non mi struscio con i politici per strada e non ho nè padrini, nè padroni. Non è il massimo, ma aiuta.
Dopo il voto, la spesa al supermercato e poi in edicola a prendere i giornali. Mi scopro abitudinario. E così per compensare il grigiore di questa domenica, vado a rispolverare una simpaticissima canzone di Elio e le Storie Tese, che conosco da più di vent’anni. Davvero esilarante nel suo essere trash ma senza mai scadere nel cattivo gusto. La offro in una versione dal vivo con la grandissima Paola Cortellesi, verso la quale ho sempre avuto un debole, che nel verso finale imita Loredana Bertè. Da cineteca


Un artista controcorrente

Aprile 10, 2008


Forse è il luogo che ha sempre desiderato creare. Anzi, togliamo pure il forse. Damocle Argirò, pittore sidernese, artigiano ed ex ciclista agonista ha inaugurato lunedì sera il suo studio d’arte in contrada Cerchietto a Siderno. La struttura, vicinissima al centro sportivo “Fossa dei leoni” è accogliente e piena di quadri, fotografie, ritagli di giornali, collage. L’occhio del visitatore è subito rapito dalla verosimiglianza dei ritratti.

Primi piani di personaggi locridei famosi. Molti di loro sono vivi e vegeti, altri non ci sono più, ma rivivono nei colori vivaci delle creazioni di Argirò. Ma non ci sono solo i volti più o meno noti. C’è anche spazio per gli angoli di una Siderno che non c’è più, paesaggi bucolici o marini.

E poi foto storiche, come quella scattata alla fine degli anni ’70, quando i principali esponenti politici sidernesi scesero in piazza rivendicando il diritto a un ospedale cittadino, quella stessa struttura che dopo quarant’anni sta velocemente perdendo attribuzioni, fino a trasformarsi in un hospice, un presidio per malati terminali.

Ritratti del “Che” e prime pagine di giornali riempiono le pareti dei tre luminosi locali. Damocle accoglie tutti con lo stesso sorriso e la disarmante umiltà. Una vita controcorrente la sua. Militante comunista da sempre, non ha mai fatto mistero della propria fede politica, fatta di valori e ideali inossidabili, che resistono all’usura del tempo e al crollo dei muri. Ora, dopo quarant’anni di carriera da apprezzato artigiano (per decenni fu l’autore dei carri allegorici del carnevale sidernese) si gode il meritato riposo. Ma uno come lui, da sempre impegnato nel sociale e nello sport (dopo essere stato ciclista agonista ha presieduto una società di atletica leggera) non potrà mai rassegnarsi a una vita da pensionato pantofolaio. Ecco perchè ora che non è più oberato da impegni di lavoro, si può dedicare a tempo pieno all’arte, la sua grande passione.

Ma non solo. Come ammette lo stesso Argirò a margine della serata inaugurale dello studio d’arte: «dobbiamo sfruttare la struttura non solo come studio d’arte, ma anche e soprattutto come circolo culturale, che sia il punto di riferimento di chi condivide certi valori e non vuole appiattirsi sul pensiero unico. Qua potrebbe prendere corpo un circolo d’ispirazione comunista che sia il punto di riferimento della sinistra sidernese, che da un paio d’anni vive una crisi di rappresentatività. Il punto – prosegue – è che la gente che la pensa come noi c’è, ma forse non si sente adeguatamente rappresentata. Basti pensare che i principali partiti della sinistra sidernese non hanno un segretario e molti militanti hanno abbandonato la politica attiva. Potremmo ricominciare il discorso da qui – conclude. Dalle idee, dalla cultura, dall’arte per poi costruire qualcosa di più importante per il futuro».

John Lennon diceva nella sua “Imagine” «you may say I’m a dreamer, but I’m not the only one» (“direte che sono un sognatore, ma non sono l’unico”), e Argirò è un sognatore nato. Ma tra un sogno e l’altro crea, coinvolge e s’impegna. Mica male per un pensionato.