La domenica di merda è finita. Ma è finita bene, perchè ho appena assistito in Tv a una partita che mi ha riconciliato col calcio. Sicuramente il più bello spettacolo calcistico dell’anno. Palermo-Juventus è finita 3-2, ma sono contento lo stesso. Perchè lo sportivo prevale sul tifoso e quindi plaudo a tutti i protagonisti in campo, che hanno dimostrato che in serie A non ci sono solo i Cassano, i Materazzi e altri personaggi diseducativi per le giovani generazioni, ma campioni e uomini esemplari. Bravo Del Piero che ci stava conducendo alla vittoria, bravo Amauri perchè è un campione, e il prossimo anno potrebbe giocare con noi, bravo Sissoko che è una forza della natura, bravi Migliaccio e Colantuono, perchè i pelati sono sempre una potenza. Ma l’applauso più forte lo riservo a un ragazzo di Melito Porto Salvo che conobbi nel 1998. Giocava in serie D in un Locri che si stava riprendendo dalla batosta di una mancata promozione in C2 e probabilmente la sera guardava i posticipi della serie A sulla Tv satellitare. Guardava Del Piero vincere tutto. Questa sera, al termine del partita, ha stretto la mano allo stesso Del Piero che ammirava in Tv. Ma da vincitore. Sto parlando, ovviamente, di Fabio Caserta. Lo ricordo magrissimo e i capelli pieni di gel conciliare l’impegno calcistico con gli studi di ragioneria. Era l’ultimo anno di scuola per lui nella stagione 1997-98 ma in campo era già un leader. Giocava a testa alta e tagliava il campo col piglio di un veterano. Tanto peregrinare per lui in Sicilia (C2 con l’Igea Virtus ecc.) poi l’esperienza col Catania, la serie A e il trasferimento a metà stagione nel Palermo, per indossare quella maglia che forse gli ha regalato questa sera la più bella gioia sportiva della sua carriera. Fabio Caserta, la dimostrazione vivente che, come cantava Gianni Morandi, uno su mille ce la fa. Ed è uno che merita. Sono contento per lui. E orgoglioso di una squadra che anche se perde lo fa con l’onore delle armi e a testa alta, altissima.
Ma che domenica bestiale
Aprile 6, 2008Piove e fa freddo da quasi una settimana, l’ospedale di Siderno diventa ufficialmente un cronicario e a me sta capitando troppo spesso di non avere il tempo di curare le amicizie e mi trovo costretto a rifiutare inviti, o semplicemente a fuggire dietro ai miei impegni nell’eterna corsa contro il tempo. Dovrei ritagliarmi più spazio per me stesso. Facile a dirsi. Certo che non ho tanti motivi per essere allegro oggi. O forse è solo questo cazzo di cielo grigio che veramente ha rotto i coglioni. Ecco perchè l’altra notte ho sognato di essere a Cuba. Ho sempre pensato di andarci, ma non ho mai trovato il tempo e i soldi. Ma poi mi domando: «mi piacerà davvero?». Specie ora che il governo sta somministrando al popolo pillole di beni di consumo come da noi, nelle nostre discoteche, spacciano pasticche di extasi. State attenti che si va a finir male. Si inizia col DVD e si finisce col diventare come l’Europa dell’Est con mafia, corruzione, emigrazione e prostituzione diffuse. Ma sì, in fondo sono cazzi loro. E poi forse io a Cuba non ci andrò mai. E va bè. Mando un abbraccio a tutti gli amici vicini e lontani che in questo periodo ho trascurato un pò. Ma non l’ho fatto apposta, credetemi. Buona domenica

Pubblicato da gianlucalbanese
