
Forse è il luogo che ha sempre desiderato creare. Anzi, togliamo pure il forse. Damocle Argirò, pittore sidernese, artigiano ed ex ciclista agonista ha inaugurato lunedì sera il suo studio d’arte in contrada Cerchietto a Siderno. La struttura, vicinissima al centro sportivo “Fossa dei leoni” è accogliente e piena di quadri, fotografie, ritagli di giornali, collage. L’occhio del visitatore è subito rapito dalla verosimiglianza dei ritratti.

Primi piani di personaggi locridei famosi. Molti di loro sono vivi e vegeti, altri non ci sono più, ma rivivono nei colori vivaci delle creazioni di Argirò. Ma non ci sono solo i volti più o meno noti. C’è anche spazio per gli angoli di una Siderno che non c’è più, paesaggi bucolici o marini.

E poi foto storiche, come quella scattata alla fine degli anni ’70, quando i principali esponenti politici sidernesi scesero in piazza rivendicando il diritto a un ospedale cittadino, quella stessa struttura che dopo quarant’anni sta velocemente perdendo attribuzioni, fino a trasformarsi in un hospice, un presidio per malati terminali.

Ritratti del “Che” e prime pagine di giornali riempiono le pareti dei tre luminosi locali. Damocle accoglie tutti con lo stesso sorriso e la disarmante umiltà. Una vita controcorrente la sua. Militante comunista da sempre, non ha mai fatto mistero della propria fede politica, fatta di valori e ideali inossidabili, che resistono all’usura del tempo e al crollo dei muri. Ora, dopo quarant’anni di carriera da apprezzato artigiano (per decenni fu l’autore dei carri allegorici del carnevale sidernese) si gode il meritato riposo. Ma uno come lui, da sempre impegnato nel sociale e nello sport (dopo essere stato ciclista agonista ha presieduto una società di atletica leggera) non potrà mai rassegnarsi a una vita da pensionato pantofolaio. Ecco perchè ora che non è più oberato da impegni di lavoro, si può dedicare a tempo pieno all’arte, la sua grande passione.

Ma non solo. Come ammette lo stesso Argirò a margine della serata inaugurale dello studio d’arte: «dobbiamo sfruttare la struttura non solo come studio d’arte, ma anche e soprattutto come circolo culturale, che sia il punto di riferimento di chi condivide certi valori e non vuole appiattirsi sul pensiero unico. Qua potrebbe prendere corpo un circolo d’ispirazione comunista che sia il punto di riferimento della sinistra sidernese, che da un paio d’anni vive una crisi di rappresentatività. Il punto – prosegue – è che la gente che la pensa come noi c’è, ma forse non si sente adeguatamente rappresentata. Basti pensare che i principali partiti della sinistra sidernese non hanno un segretario e molti militanti hanno abbandonato la politica attiva. Potremmo ricominciare il discorso da qui – conclude. Dalle idee, dalla cultura, dall’arte per poi costruire qualcosa di più importante per il futuro».

John Lennon diceva nella sua “Imagine” «you may say I’m a dreamer, but I’m not the only one» (“direte che sono un sognatore, ma non sono l’unico”), e Argirò è un sognatore nato. Ma tra un sogno e l’altro crea, coinvolge e s’impegna. Mica male per un pensionato.
Un artista controcorrente
Aprile 10, 2008Volti decisamente soddisfatti
Aprile 10, 2008
Mercoledì 9 aprile, ore 22,30 circa. Il merito della soddisfazione nei volti dei tre soggetti ritratti è da ascrivere al fantasmagorico staff diretto dallo chef Fabio, nella foto assieme ai tre buonGustai. Queste le meraviglie della serata:
Moscardini al sugo, scampi crudi con rucola, polpo alla greca, seppia gratinata e poi spaghetti al nero di seppia, pezzo duro e limoncello. Il tutto innaffiato dal “solito” Greco di Tufo. Come non essere contenti dopo una cena così? Grande Fabio e grande tutto lo staff del Gusto. Alla prossima
Pubblicato da gianlucalbanese
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