Non ci crederete, ma da ieri ho la bronchite. 30 maggio, cose mai viste. Domani inizio coi soliti antibiotici e poi pazienza e fare finta che fuori non sia estate. Il punto è che le variazioni climatiche sono all’ordine del giorno: a mezzogiorno vai al mare e sudi e poi la sera si alza quel ponentino frizzante (in realtà sembra più Tramontana) che prima ti fai starnutire e poi, il giorno dopo, comincia quella “bestia alla gola, che cammina e non passa” come cantava De Gregori in “Piccoli dolori”. Ma tant’è. L’estate non vuole arrivare in maniera stabile, ci prende un pò per il culo. Ce la fa annusare – l’aria estiva, che avete capito? – e poi ci lascia così “tra color che stan sospesi”. «E’ giunto – come diceva Ciampi – il momento», di proporre uno dei pochi referendum intelligenti mai proposti in Italia. Un quesito referendario che non è mai passato neanche per la testa dei pur fantasiosi radicali: «Volete completare il processo di estinzione delle mezze stagioni e abrogare completamente l’inverno, lasciando solo un’estate per dodici mesi all’anno con la presenza costante dell’anticiclone delle Azzorre?». Quante volte ho pensato di diventare il primo firmatario, fino a portare i cittadini a pronunciarsi su un quesito del genere. Ma ci pensate? Estate 12 mesi all’anno. Sarebbe l’unico referendum che farebbe votare il 50%+1 degli aventi diritto! Ma le immaginate le reazioni?
Gli operatori turistici sarebbero entusiasti: «finalmente potremmo realizzare la nostra antica aspirazione di un turismo non più solo stagionale, ma per dodici mesi all’anno»;
I geni della politica economica penserebbero già all’importante risparmio energetico e alla cessazione di ogni spesa per riscaldamento domestico, indumenti invernali, scarpe e quant’altro. La finirebbero di menarla con i dolci natalizi che fanno ingrassare e col caldo non vanno giù. Idem per schifezze come cotechino, zampone ecc. Finirebbe la mattanza dei maiali nelle nostre campagne e il macabro rito del «morti a ‘ttia e saluti a cu’ ti mangia». Tutti a coltivare cocomeri (da noi “zipangoli”) e a farli raffreddare in riva al mare, o nei torrenti. Ditemi che non è una proposta rivoluzionaria! Altro che abolizione totale dell’Ici. Con un clima sempre caldo si potrebbe dormire in tenda, sulla spiaggia, in campagna e sedici ore di luce al giorno renderebbero allegri anche i depressi cronici. Pensiamoci! Noi cittadini, riappropriamoci dei nostri spazi, non aspettiamo che le scelte vengano, come sempre, calate dall’alto.
ADERISCI ANCHE TU AL COMITATO PER L’ESTATE PERMANENTE!
Pubblicato da gianlucalbanese
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