Dopo Portosalvo se ne parla…

Maggio 22, 2008

“Portosalvo” è la festa patronale di Siderno. Cade l’otto settembre, in onore, appunto di Maria Santissima di Portosalvo. Non porta soltanto migliaia di persone, bancarelle in ogni angolo della città, odore di salsicce e anche qualche topo d’appartamento. Rappresenta, infatti, una sorta di epilogo ufficiale della stagione estiva. Dopo “Portosalvo”, infatti, gli stabilimenti balneari (Ymca compresa) vengono dismessi, finisce lo struscio post cena sul lungomare per trasferirsi di nuovo sul corso, riaprono le palestre e la città ripiomba nelle sue abitudini invernali, anche se magari fuori ci sono ancora trenta gradi.
Mi è venuta in mente, la festa patronale, (che io, notoriamente, non amo) leggendo le cronache delle varie assemblee regionali del Pd. In una di queste si è deciso che le strutture cittadine (non so se si chiamino circoli, sezioni, spero non “club”, di sicuro non “cellule”) devono eleggere il loro segretario (o come lo vogliono chiamare) entro il trenta settembre. Mi è venuta in mente subito Siderno, perchè, da quel che vedo, il costituendo gruppo del Pd è quello più numeroso all’opposizioe in consiglio comunale con i suoi cinque consiglieri. Inoltre, tra i suoi dirigenti locali in pectore, ci sono alcuni carissimi amici sui quali sono disposto a scommettere ciecamente. Insomma, il Pd sidernese potrebbe convincermi a diventare un suo elettore. Anzi, persistendo la preferenza unica, avrei grossi problemi a scegliere chi votare, almeno tra tre-quattro soggetti che meritano tutti la mia stima e la mia fiducia. Tutto ciò anche se ai livelli superiori (Provincia, Regione, Parlamento) il Pd non mi convince affatto. Anzi. Ma torniamo a noi. Sono stato testimone di una riunione un mesetto fa. Ho visto un bel gruppo. Sicuramente si sarà rinforzato dal punto di vista numerico e sarà andato avanti nel suo momento organizzativo. Ma una cosa me la chiedo: perchè, per poter eleggere un leader locale e un gruppo dirigente, c’è sempre bisogno delle direttive che arrivano dall’alto, e non si procede in maniera autonoma? Insomma, perchè bisogna aspettare l’assemblea regionale che dice che per il segretario cittadino ci si può pensare anche “dopo Portosalvo”, o addirittura “dopo San Cosimo e Damiano” (festa patronale di Riace che si tiene a fine settembre). L’elettorato sidernese che non legge i giornali, non segue la politica, ma esercita puntualmente il suo diritto di voto, che percezione ha del Pd locale? Sa chi c’è? Sa cosa vuole? Che punti di riferimento ha, a parte i consiglieri comunali? Chi ha visto in giro sotto quel simbolo? A memoria mia, non ricordo un’iniziativa pubblica col Pd protagonista a Siderno, a parte quelle sotto elezioni con la Laganà e De Sena. Ma un conto è una seppur partecipata manifestazione al chiuso al cospetto dei soliti aficionados, un conto è una presenza pubblica che permetta di farsi conoscere a chi la politica non la segue, ma avverte ugualmente l’esigenza di un rinnovamento, di cambiamento e di una politica diversa. Da potenziale elettore del Pd a Siderno (sia ben chiaro, mi riferisco alle elezioni comunali che, a occhio e croce dovrebbero essere tra tre anni) mi aspetterei qualche cosina in più. E soprattutto che si dia un taglio a tutti i cordoni ombelicali che legano i dirigenti locali in pectore ai maggiorenti regionali. In fondo, chi ha creduto nello spirito delle Primarie, si aspetta una ventata di novità che, fino ad ora, non riesco a individuare, almeno per quanto attiene al modo di porsi nei confronti del cittadino. Non basta abiurare le bandiere rosse, i richiami ideologici al marxismo e buttare all’aria un patrimonio di idee e valori. Non basta spostarsi sempre più al centro, rischiando di fare la fine dell’Spd tedesco. Ci vogliono risposte su temi concreti, facce nuove e pulite (e queste ci sono, eccome ;-) ) e un modo di stare tra la gente che sia meno distaccato e “stantio”. Attendiamo fiduciosi. Ma per “Portosalvo” mancano tre mesi e mezzo. Non si potrebbe anticipare?