Brunetta sarà orgoglioso di me!

Giugno 7, 2008

Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, nella foto tratta dal sito www.forzaitalia.it, vuole che tutti quelli che lavorano per la pubblica amministrazione facciano il proprio dovere. Ha ragione. Sono completamente d’accordo con lui, anche se lui è di centrodestra e io no. Ora, lo scorso 3 giugno nel post intitolato “Yahoo” avevo rilevato come nel sito ufficiale del comune di Siderno www.comune.siderno.rc.it molte sezioni fossero completamente prive di contenuti, mentre in quella relativa al consiglio comunale la foto del consigliere comunale Paolo Fragomeni era stata presa dal mio inutile blog. Nella giornata di oggi, i curatori del sito del comune di Siderno hanno sostituito la foto di Paolo Fragomeni, mettendone una inedita e hanno, implicitamente, promesso che presto leggeremo sul portale istituzionale qualche atto comunale, ordinanza (fino ad ora ce n’è una sola e risale al giugno 2007), statuto e quant’altro possa interessare i cittadini. Almeno io ho capito questo, leggendo, ad esempio, la dicitura inserita nella sezione “Atti comunali”: «Stiamo adeguando il sito per una facile lettura e rapida consultazione telematica degli atti più importanti del comune di Siderno, in corso di digitalizzazione». Buon segno.


Futuro roseo parte II

Giugno 7, 2008

Manuele è mio nipote. Il prossimo 30 settembre compirà quattro anni. Vive in provincia di Cuneo insieme a mia sorella (sua madre), mio cognato, il fratellino Vittorio e tra un mesetto e mezzo accoglierà la sorellina.
In questi giorni sta trascorrendo un periodo di vacanza al mare, nella Locride. Lo spirito di osservazione non gli manca, e ieri ha rivolto a mia sorella alcune domande che devono farci riflettere:

«Mamma, perchè qua parcheggiano con la macchina sul marciapiede?»
«Mamma perchè qua guidano parlando al telefonino?»
«Mamma, perchè c’è quella carta per terra in strada e nessuno la butta?».

Semplicemente disarmante. Forse la scelta di far crescere lui e i suoi fratelli al Nord non è stata poi così sbagliata. E lo dico io che ho sempre vissuto a Siderno, pur avendo viaggiato parecchio (nelle capitali europee, non nei villaggi Valtur) ed essendomi sempre confrontato con persone di culture, Paesi ed etnie diverse. C’è ancora parecchio da fare qui. E non do tutti i torti a quel mio amico che vive in Emilia e aveva accarezzato l’ipotesi di tornare nella Locride. Una volta appresi certi episodi ed aver ascoltato alcune testimonianze, ha fatto una battuta molto amara, ma terribilmente veritiera: «Tornare giù? Sì, in Trentino…».

Meditate, gente, meditate.


Futuro roseo parte 1

Giugno 7, 2008

Dall’associazione Ra.Gi. ricevo e volentieri pubblico questo comunicato relativo all’iniziativa artistica e culturale di questo bel gruppo di giovani:


Una delle attività che maggiormente hanno preso piede al Centro di aggregazione Poli…Valiamo gestito dall’Associazione Ra.Gi. Onlus e che sta continuando a pieno ritmo specialmente in questo periodo di tregua scolastica, è stato il laboratorio musicale che, strada facendo, ha aggregato a se ben 13 ragazzi di età compresa tra i 16 ed i 24 anni legati tra di loro da una grande passione: la musica ed il canto. E così è nata la SamSara Band che, vista la caparbietà e la grinta dimostrata dai giovani ha l’ambizione di fare tanta strada principalmente nelle produzioni di quella che lo staff della Ra.Gi. definisce l’Altra Arte. Il gruppo è formato da Gino Altilia alla chitarra, Roberta Loprete al violino, Federica Marsico e Aida Olivo al sax, Nadia Paone alla chitarra, Simone Marsico alla batteria, Giuseppe Viscomi al basso, Marco Zavaglia alle tastiere, Fabio Pirrone e Valeria Marsico le due voci soliste mentre Emanuele Altilia, Alessandra e Barbara Liberato rappresentano il supporto corale. Portavoce del gruppo è Federica Marsico che spiega così il nome del gruppo. “SamSara nelle filosofie orientali indica i cicli di vita, morte e rinascita, reincarnazione attraverso il quale l’individuo si evolve. Questa sua evoluzione indubbiamente intrisa di dolore e sofferenze, è sempre accompagnata da quell’arte che riesce a regalare momenti di pura evasione:la musica. In altra parole l’uomo con il SamSara evolve e la musica, compagna costante, conforta ed evolve con esso. Per noi ragazzi la musica è divenuta uno spazio d’ascolto in cui cercarsi, guardarsi, trovarsi, condividere momenti tra di noi e con chi ci sta intorno.Ci sono momenti della vita in cui l’unico rumore di cui si ha veramente bisogno è quello nascosto tra i propri pensieri, tra i desideri racchiusi dentro di noi e che spesso non abbiamo il coraggio di esternare. Ma SamSara strada facendo è divenuta una realtà. La nostra”. La band all’interno del PoliValiamo è stata una vera e propria mamma aggregativa, nel senso che ad oggi i giovani che frequentano il centro sono in tutto 40 e tutti sono impegnati in un’attività. Un numero di un certo spessore, cui si aggiungono i bambini, gli adolescenti ed i genitori. “Aggregare non è una cosa semplice – afferma il presidente della Ra.Gi. Elena Sodano – e cosa ancora più difficile è aggregare i giovani. Ma è forse più un’attitudine caratteriale che professionale. Per conoscerli siamo andati in strada, alle fermate degli autobus, di fronte ai bar, nelle sale gioco, con loro abbiamo chiacchierato, riso, scherzato e puntato fin dall’inizio sul potenziamento dei talenti nascosti in ognuno, la musica, il canto, il teatro, lo sport, la lettura. SamSara è un po’ il nostro fiore all’occhiello prima di tutto perché è formata da giovanissimi che gravitano intorno al PoliValiamo. Ragazzi in gamba sia da un punto di vista professionale e sia umano e poi perché insieme a tutti gli altri ragazzi impegnati in altre attività artistiche e agli operatori stiamo già facendo tanti progetti per il futuro. Se vogliamo fare prevenzione pura allora occorre inventarsi mille strategie per tenere sempre acceso il lumino della speranza nei nostri ragazzi che hanno bisogno di credere in ciò in cui valgono che non è mai troppo poco. Chi come noi opera per allontanare, per quanto ci è possibile, i ragazzi dalla strada e dalla noia allora, a volte, occorre davvero reinventare la nostra stessa essenza umana e sintonizzarla sulla uguale lunghezza d’onda dei ragazzi dove le leggi sono quelle della loro natura e non quelle costruite su misure omologate”