Ma anche una volta era così?

Giugno 24, 2008

Ho appreso che un folto gruppo di dirigenti e militanti del Pdci calabrese (partito al quale sono stato iscritto fino a tre anni fa) si sono autosospesi dal partito, in aperto dissenso verso i vertici regionali, rei, a loro dire, di essere tendenzialmente accentratori e di non tenere in debita considerazione la base. Siccome i “dissidenti” non sono degli stupidi, anzi, c’è gente del calibro di Giancarlo Sitra e Ferdinando Pignataro, mi sa che non dicono delle fesserie. Premesso che la mia militanza è stata troppo breve per lasciare traccia nella federazione provinciale, penso anch’io che, in generale, i vertici di un partito dovrebbero avere più attenzione nei confronti di chi li rappresenta sul territorio. Anche perchè una classe dirigente come quella del Pdci nella Locride, non ce l’ha nessuno, con persone dell’alto spessore culturale, rigore morale e valore politico come, ad esempio, Cesare Pelle di Antonimina, Sandro Gagliardi e Pino Mazzaferro di Roccella e Totò Longo, sindaco di Mammola. E invece, in vista delle elezioni, il segretario regionale del partito, recluta amministratori locali e figure di spessore, solo perchè “portano voti”. Poi, come per incanto, dopo qualche mese l’idillio si rompe. E’ stato così per Pignataro, per l’ex ministro Bianchi e per altre importanti figure a livello locale, specie nella Piana. Ma una volta, nel vecchio e glorioso Pci era pure così? O la militanza contava qualcosa? C’è qualche militante di lungo corso capace di rispondermi?

P.S.: pare che i dissidenti siano stati esplulsi dal partito. Alla faccia della dialettica… :-(