Fancazzismo

Luglio 14, 2008


Il “fancazzismo” è una corrente di pensiero che conta numerosissimi adepti. Si traduce in un modo di vivere improntato all’apatia, alla voglia di lavorare praticamente inesistente e alla tendenza al parassitismo. Io, che di solito condanno i fancazzisti, ho deciso di abbracciare questo movimento, ma a tempo determinato. Solo una settimana, per intenderci. Quella in corso, a riposare la mente dopo un anno di iperattività. Il momento magico del g.d.i.b. fancazzista, quindi, è il pomeriggio, quando elegge domicilio all’ombrellone F3 e gli unici problemi da risolvere sono la scelta della sdraio o del lettino o se è meglio il tè freddo al limone o alla pesca. Una settimana così ci vuole. E così, il fancazzismo implica che non si faccia alcuna attività che impegni la mente. Neanche leggere. Specie se si tratta di cose serie, tipo premier corrotti e corruttori, guerre per il petrolio o altro. E quindi, una volta girata la sdraio in direzione del sole, lasciato di spalle un mare riottoso, il fancazzista si lascia accarezzare la pelle da un venticello che abbassa la temperatura e attenua la sensazione di caldo; osserva le bandiere issate di fronte al lido vicino e indovina ancora una volta la nazionalità; si lascia ipnotizzare dai rami delle palme che vanno qua e là trascinate dal vento. Poi se si chiacchiera tanto meglio, ma senza impegno. Perchè il fancazzista, quando decide che non deve fare niente, non deve fare niente. Cascasse il mondo. E ogni tanto fa anche bene :-)