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settembre 30, 2008


Il titolo è all’apparenza criptico. E’ che lui ha la mania di abbreviare le parole, e allora il “ciao” originario è diventato “cià”, dal quale ha estratto la radice quadrata fino a farlo diventare “à”. Ci salutiamo così, infatti, col caro amico e collega Agostino Riitano, giovane promessa del giornalismo nazionale che lascia la redazione sidernese di Calabria Ora per approdare a quella cosentina, la redazione centrale.
Insomma, visto il suo innato talento, è come Giovinco che dopo essersi fatto le ossa approda alla Juve. E Ago è il nostro Giovinco, al quale auguriamo le migliori fortune professionali.
Stasera l’abbiamo salutato nel corso di una sobria cerimonia in redazione.
Eccolo ritratto col gestore dell’inutile blog


E poi con Enzo Romeo e Vincenzo Frascà, le colonne della redazione


In bocca al lupo, Ago, per la tua nuova avventura professionale che, ne siamo certi, ti regalerà infinite soddisfazioni

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Bravo, finalmente hai capito come ci si deve esprimere con questi

settembre 30, 2008


Assistendo ai Tg di ieri, Walter Veltroni mi ha piacevolmente sorpreso. Dopo la luna di miele con il piduista a capo del governo, ha capito che per fare breccia dal punto di vista mediatico bisogna usare un linguaggio che faccia capire alla gente che tu sei il leader dell’opposizione e non una comparsa o, peggio, uno sparring partner. Molti di noi lo avevano capito da molto prima, ma probabilmente Veltroni e i suoi adoranti epigoni paesani pensavano che noi gente di Sinistra fossimo una razza in via di estinzione, quasi una riserva indiana popolata da personaggi folkloristici che mal digeriscono “il superamento delle vecchie contrapposizioni”, “Un linguaggio nuovo nella dialettica politica”, “uno stile che ci avvicina alle grandi democrazie occidentali”. Già, le grandi democrazie occidentali, quelle dove ognuno può tenere una pistola in casa e dove c’è ancora la pena di morte.
Mi sa che avevamo ragione noi, caro Walter. Lo so, non lo ammetterai per non darci soddisfazione. Ma quando ieri hai detto che “la destra non vuole investire nella scuola perchè i giovani li vuole formare attraverso la televisione”, mi sei piaciuto. Forse perchè non sembravi tu.
Continua così ;-)


Và zzàppati ‘u favi!

settembre 28, 2008


Per i non residenti nella Locride significa «Ma vai a zappare il terreno coltivato a fave». Trattasi di un accorato invito che viene usualmente rivolto alle persone boriose e presuntuose. Ebbene, mi è venuto in mente dopo aver visto l’allenatore dell’Inter Jose Mourinho alla Domenica Sportiva, mentre commentava il derby perso stasera e si sottoponeva, malvolentieri, alle domande degli ospiti in studio. E che ospiti… Il campione del Mondo di Spagna ’82 Fulvio Collovati e il presidente della Lazio capolista della serie A Claudio Lotito. A Collovati che gli faceva presenti i mugugni dei tifosi interisti ha risposto in maniera acida più dello yogurt: «Evidentemente lei, pur stando in studio ha parlato con tutti i tifosi dell’Inter presenti allo stadio e ha colto il loro parere sulla partita». Al che, il campione del mondo di Spagna ’82 lo ha elegantemente preso per il culo, dicendogli: «evidentemente io e lei abbiamo visto un’altra partita, ma la mia impressione è stata questa». Poi si è arrogato il diritto di dire quelle che saranno le squadre che lotteranno per lo scudetto (a proposito, mister “Special one”, grazie per aver menzionato anche la Juve…) escludendo da questo novero la Lazio rivelazione di inizio stagione e suscitando l’orgogliosa reazione di Lotito. Insomma, lo “special one” “non tiene la serretta” (sempre per i non locridei: non sa perdere, non sopporta le situazioni spiacevoli, negative). A proposito di non tenere la serretta: quel gran signore dell’attaccante dell’Inter Slatan Ibrahimovic, uscendo dagli spogliatoi avrebbe detto che «non ha vinto il Milan, ma l’arbitro». Con questo, ha dimostrato di aver fatto suo il verbo della famiglia Moratti e dell’esercito dei “piangina” (ciangiulini) interisti sparsi per il Paese.
Mi sia perdonata la faziosità calcistica, ma uno come Mourinho mi ispira. Anche per un tifoso moderato come me che non ama discutere in questi termini di calcio.
Il punto è che Mourinho e Ibrahimovic sono simpatici almeno quanto Belpietro e Schifani. Solo che il primo sa di essere antipatico e riesce quasi a scherzarci su (ricordate il programma televisivo da lui condotto che s’intitolava proprio “l’antipatico”?), mentre l’altro è diventato quasi simpatico dopo l’imitazione che gli faceva il geniale Neri Marcorè nei programmi della Gialappa’s.
Abbiamo un punto in meno in classifica, ma mai come quest’anno sono orgoglioso di essere juventino. Sarà che a me piace la gente seria come il nostro allenatore Claudio Ranieri, che stimo come persona e come allenatore e che presto saprà dare le risposte sul campo (la scorsa stagione, per la verità, le ha già date, facendoci vivere un bellissimo sabato santo… :-D )
L’ho scritto e lo ripeto: non c’è bisogno di autoproclamatisi “special one”. Il calcio ha bisogno di gente seria. Come Claudio Ranieri. Appunto

:-D


Liscia, gassata o…Ferrarella?

settembre 28, 2008

Ce l’avete presente quella vecchia pubblicità dell’acqua Ferrarelle che offriva tre alternative di immagini della Gioconda con tre acconciature diverse? Ebbene, mi è venuta in mente stasera incontrando la mia carissima amica Alessia Ferraro, meglio nota come “la pasionaria riccia del Pd”, che ha sorpreso tutti presentandosi coi capelli lisci. A questo punto, voglio tranquillizzare tutti i suoi innumerevoli estimatori dicendo che ha momentaneamente perso i suoi riccioli biondi da novella Shirley Temple, ma non ha perso la sua proverbiale verve, nè tantomeno il suo formidabile acume. Ma l’occasione è buona per lanciare il sondaggio: meglio riccia o liscia? A voi l’autorevole e insindacabile giudizio :-D



Concetta Esposito

settembre 26, 2008

Mi sia perdonata l’innocente ironia (un tempo, il cognome Esposito veniva attribuito proprio ai trovatelli), ma mi è stata segnalata questa cagnolina di 40 giorni in cerca dell’affetto di un padrone. Certo che è proprio difficile resistere a uno sguardo così tenero. Se qualcuno vuole adottarla, può contattare il gestore di questo inutile blog. Ora è in custodia da un ragazzo che non la può proprio tenere.
Fate in modo che questo blog sia meno inutile del solito



Benvenuto Alessandro

settembre 24, 2008

Mi sa che quando l’ho fotografato era quasi l’ora della poppata. E lui, impaziente, si era già attaccato al dito della mamma. Lo scorso 7 settembre è nato il piccolo (si fa per dire) Alessandro, figlio di una mia carissima amica. A giudicare dalla statura dei genitori e dai piedini (fora malocchiu) da grande si candida a sfiorare i due metri. Lo accogliamo tra noi col più caloroso degli abbracci.
Benvenuto :-)



Beatrice chi?

settembre 24, 2008

Chissà se Michele Santoro avrà detto così a chi gli proponeva di confermare la Borromeo nello staff di Annozero, che torna in onda domani sera…
Già, perchè “Bea”, quest’anno non ci sarà. Il giornalista salernitano, infatti, le ha preferito una fiorettista. Fedele ai suoi gusti (anche questa è bionda), Santoro ha voluto cambiare la presenza femminile, confermando invece Marco Travaglio.
Sinceramente, nonostante l’ironia acida di molti siti internet che hanno scritto “ci mancherà il talento di Bea…” credo che la mancanza della Borromeo si sentirà. E non solo perchè è un bel vedere, ma perchè quelle domandine pungenti alla “classe dirigente” attuale non dispiacevano.
Mah…mi sa che domani sera esco :-)


E’ morto Totò Delfino

settembre 22, 2008


“Professore buongiorno, sono Gianluca Albanese dalla redazione di Siderno”…E lui: “Ma dammi del tu”. E’ stato questo il mio approccio telefonico con Totò Delfino, grandissima firma del giornalismo nazionale, orgoglio della stampa locridea e dirigente scolastico di prim’ordine. Il tam tam degli SMS di stamattina annuncia tristemente la sua scomparsa. E già un senso di vuoto pervade tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo. Avevo letto molti suoi articoli sul Quotidiano della Calabria, ma era famoso anche presso la stampa nazionale. Amico personale di Vittorio Feltri, quest’ultimo lo volle fortemente in tutti i giornali da lui diretti. Era amico anche del primo direttore di Calabria Ora Paride Leporace, tanto che prese parte alla presentazione ufficiale del giornale a Siderno. Lo vidi lì per la prima volta. Poi, iniziammo a conoscerci e mi colpì, oltre che per le doti professionali, per l’umiltà e la semplicità. Mi mise subito a mio agio, senza farmi sentire il distacco tra la grande firma e il quasi principiante. Sempre prodigo di (immeritati) complimenti nei miei confronti, mi raccomandava attenzione alle sorti della squadra del suo paese, il “suo” Platì. Lo incontrammmo lo scorso 30 aprile al matrimonio di Vincenzo Frascà. Conversammo con grande piacere e sinceramente nessuno di noi pensava che la sua vicenda terrena potesse concludersi così presto. Ci resta l’enorme fortuna di averlo conosciuto. E un ricordo che resterà sempre indelebile nei nostri cuori.
Ciao Totò


Dio, patria e famiglia Vozzo-Ansani

settembre 18, 2008

A quanto pare Calabria Ora porta bene alle coppie che si formano, crescono e convolano a giuste nozze. Lo scorso 30 aprile abbiamo festeggiato il matrimonio tra Vincenzo Frascà e Claudia Cusato, un amore nato nella festa delle redazioni di Locride e Piana che ebbe luogo a casa di Domenico Ammendolea nel settembre del 2006. Stasera, invece, il matrimonio tra la collega Simona Ansani e Pasquale Vozzo.


Stando ai racconti dei bene informati, galeotta fu proprio l’intervista che Simona realizzò a Pasquale, consigliere comunale di opposizione a Roccella Jonica un anno e mezzo fa circa. Fiori d’arancio, insomma, ma c’era anche il giallo e nero del logo di “certa stampa” che c’ha messo lo zampino. Alla cerimonia era presente una folta delegazione della redazione sidernese.


Da sinistra: Vincenzo Frascà, Agostino Riitano, Enzo Romeo, Antonio Baldari, il gestore di questo inutile blog, Antonella Scabellone e Ilario “Lello” Filippone.

La cerimonia è stata molto piacevole. Era presente tutto l’arco costituzionale, anche se sia Simona che soprattutto Pasquale sono di destra. Ma c’erano tutti, dal consigliere regionale di An Alberto Sarra al consigliere provinciale del Pdci Pino Mazzaferro, passando per il sindaco Zito, Walter Melcore e molti assessori comunali di Roccella Jonica. Ottimo davvero il menu, tutto a base di pesce, mentre la sposa ha sfoggiato ben due abiti. Lascio alla fatina buona il compito di descrivere i dettagli dell’abito, visto che ne capisce molto più di me. Dico solo che la festa è stata bella e colgo l’occasione per augurare una lunga e felice vita coniugale a Pasquale e Simona.

A proposito… sono entrambi di destra. Chissà cosa ne pensano sulla querelle tra Fini da una parte e Alemanno e La Russa dall’altra, su fascismo e Antifascismo…Boh! Credo che in questi giorni abbiano altro a cui pensare :-D Glielo domanderò più avanti.

E così, si chiude il 2008 con ben due matrimoni nella redazione della Locride di Calabria Ora. Siccome si dice che non c’è il due senza il tre, a chi toccherà adesso? :-)


The normal one

settembre 18, 2008


Devo dire che questa Juventus di inizio stagione mi piace davvero tanto. Se non fosse stato per quella prodezza di Gilardino a Firenze (a proposito, appena ha lasciato la squadra di regime “Gila” è tornato a segnare caterve di goal… :-) ) a quest’ora saremmo a punteggio pieno. Merito sicuramente dei tantissimi campioni, della campagna acquisti mirata e senza spese folli, ma con innesti azzeccati. Abbiamo un centrocampo da favola. In attesa del ritorno di Cristiano Zanetti, Sissoko-Poulsen-Nedved-Camoranesi fanno un dream team. Per l’attacco di sono due coppie alternative e in difesa, a parte Buffon, c’è un Chiellini quasi cannavaresco. Ma io, in controtendenza rispetto anche a molti tifosi juventini “gargiazza” voglio sottolineare i meriti del condottiero. Di uno che mantenendo un basso profilo e senza lasciarsi mai andare a dichiarazioni sopra le righe, sta gestendo alla grande un bel gruppo, dosando le forze e conferendo alla squadra quella grinta e quella compattezza necessarie per raggiungere grandi traguardi. Mi riferisco a quel gran signore di Claudio Ranieri “The normal one”. Che mette in campo la squadra proprio come la vorrei vedere io ogni volta che gioca. Una squadra che sa soffrire, ma che vince. Alla faccia della squadra di regime che compra Ronaldinho, Zambrotta e Schevchenko e in classifica si ritrova a zero punti, e dei “campioni d’Italia” che pur avendo preso un allenatore che è più antipatico di Mancini (non era facile, ma ci sono riusciti) stentano parecchio, soprattutto in campionato. Tra tanti fenomeni e uno “special one”, ci voleva un allenatore “normale” che si limita a fare il suo lavoro nel migliore dei modi. Grazie Claudio!


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