Settembre 26, 2009

Gargiazza Mourinho c’è rimasto proprio male, dopo la sconfitta del petrolclub a Marassi contro la Samp. Ora, secondo me, chiederà a Moratti l’acquisto di altri tre trequartisti, due attaccanti, un portiere, tre difensori, un magazziniere e un nuovo massaggiatore. Io, invece, suggerirei al petroliere l’ingaggio di un mio caro amico, che calcisticamente è molto più competente di lui, sarebbe un ottimo consulente di mercato e, soprattutto, è molto più simpatico di Gargiazza. Si chiama Carlo Albanese, non è mio parente, e dopo una felice esperienza nella locale squadra di calcio a cinque, ha dichiarato di essere disponibile a cimentarsi in altre avventure calcistiche per trovare nuovi stimoli. Tra l’altro è anche interista. Ed è abbastanza obiettivo. Massimo “woodenteeth” Moratti: prendilo!
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Settembre 25, 2009
O, se preferite, chi di refuso ferisce, di refuso perisce. Ho scoperto, infatti, guardando in Tv il programma che ho registrato ieri sera, che per un errore in fase di montaggio e post produzione, hanno omesso di tagliare una pausa del programma, un fuori onda in cui comunicavo con la regia in dialetto stretto e con una mimica assolutamente genuina. Mi scuso con chi ha visto il programma, declinando ogni responsabilità riguardo la figuraccia. Può succedere. Così come non mi sento di buttare la croce addosso al regista che, montando il programma a fine giornata lavorativa, un errore lo può anche commettere. Di sicuro non mi ha fatto piacere, ma ormai la frittata è fatta
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Settembre 25, 2009
Stasera ho capito che la gente, quella più umile, quando non si fida più della politica, o meglio dei politici di qualsiasi schieramento, si affida o alle forze dell’ordine, o alla magistratura tramite un avvocato, oppure agli organi di stampa. Per la diffusione del ricorso a quest’ultimo caso, hanno influito parecchio programmi televisivi di denuncia come le Iene, Striscia la Notizia, Mi manda Raitre ecc.
Con le dovute proporzioni e senza rivendicare meriti che non mi spettano in alcun modo, stasera, almeno per un attimo, mi sono sentito come se fossi una sorta di capitan Ventosa paesano… 
E non è male come sensazione

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Settembre 21, 2009
Il sindaco di Locri Francesco Macrì, intervenendo nel dibattito che ha preceduto l’elezione del nuovo presidente dell’assemblea dei sindaci della Locride, ha detto che «per trovare una soluzione unitaria, l’unica cosa che dobbiamo fare è riunirci tra di noi senza la presenza dei giornalisti, e troveremo subito l’accordo». Il problema, quindi, era la nostra presenza. Peccato che Macrì, che quando fa lo “sprezzante” mi è ancora più simpatico, abbia dimenticato che non si trattava di eleggere il nuovo presidente della “loggia del Leopardo” nella Milwaukee di “Happy Days”, ma il leader di un’associazione importante dal punto di vista politico, per i destini di un intero comprensorio. Insomma, si trattava di una riunione dall’indiscussa rilevanza pubblica e che si teneva in luogo aperto al pubblico, non il convivio di una conventicola qualsiasi. Il punto è che quello che Macrì pensa e ha il coraggio di dire, forse lo pensano anche altri primi cittadini e politicanti locali. Già il primo cittadino di Gerace e presidente del comitato esecutivo dell’associazione dei comuni della Locride, nel suo intervento si è scagliato contro «quei giornalisti avventati» che avevano fatto i nomi dei papabili per la sua successione, sulla scorta di dati oggettivi emersi durante una riunione tra i primi cittadini di distretto. Insomma, se la nostra categoria sta sullo stomaco anche a una persona autenticamente simpatica e di animo buono come il sindaco di Gerace, immaginiamo agli altri. Il punto è che sono tutti contenti quando si parla bene di loro, gli si mette una bella foto (quella in cui sono usciti bene, ovviamente), mentre quando si tratta di scrivere cose a loro non gradite, ci rimangono male, e se la prendono con noi. Chiamatela pure “sindrome del Cainano”, quella che mi fa gridare insieme ai colleghi delle altre testate (compresa la stampa gratuita) : «siamo tutti dei farabutti».
P.S.: vi lascio la buonanotte con una dotta citazione, tratta da “La scomparsa dei fatti”: «Ogni mattina il buon giornalista deve dare un dispiacere a qualcuno». La frase è di Benedetto Croce. Che sia stato anche lui, sotto sotto un farabutto comunista, massimalista, antidemocratico e campione nell’arte della mistificazione e della disinformazione?
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Pubblicato da gianlucalbanese
Settembre 20, 2009

L’attaccante del Livorno Cristiano Lucarelli ama indossare le magliette col ritratto del Che e salutare a pugno chiuso i suoi tifosi, che in realtà hanno da tempo capito che è un mercenario come il 99% dei calciatori professionisti e multimilionari. Lo stesso, però, dimostra di non rispettare i lavoratori, quelli che vivono di stipendio, non di ingaggi pesanti come il suo. Ieri sera, infatti, ce l’aveva con l’arbitro al quale rimproverava una mancata ammonizione di un avversario. Era talmente arrabbiato che, mentre guadagnava gli spogliatoi, ha dato una manata al cameraman che lo stava riprendendo, dimostrando la stessa insofferenza a cineprese e obiettivi fotografici che di solito manifestano i boss mafiosi quando vengono ripresi durante gli arresti. Poi, dopo un paio d’ore pare che si sia scusato col cameraman, ma la figura di merda rimane. Confesso che non ne posso più di simboli politici che si confondono col mondo del calcio. Basta Lucarelli, basta Di Canio e basta Mihajlovic. In onore di quest’ultimo, ricordo che i tifosi della Lazio dedicarono uno striscione che esposero sulle gradinate dell’Olimpico di Roma, che recitava “Onore alla tigre Arkan”. La migliore risposta la diedero i sostenitori del Torino, con un memorabile striscione, esposto la settimana dopo: “Onore al gatto Silvestro”. Geniale.
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Settembre 20, 2009
Il febbrone da cavallo di questi giorni mi costringe a casa. Ho fatto di meglio, eh? I primi di luglio, infatti, presi la bronchite. Ma tant’è. Il guaio è sempre lo stesso: non è come d’inverno che sai che stai al caldo e a letto e prima o poi ti passa. D’estate anche se stai a letto dormi poco e male e quando sei costretto a uscire, ti ritrovi, tuo malgrado in autentiche celle frigorifere, costituite da supermercati, bar e altri locali pubblici che sono “climatizzati”. E così, niente concerto di Mimmo Cavallaro a piazza Mese, niente Anna Tatangelo (mi incuriosiva più per meriti estetici che musicali…) e niente uscite programmate da una settimana. L’imponderabile mi ha sorpreso ancora una volta e così sto leggendo molto di più. Finito “Il grande inganno” di Gratteri-Nicaso-Borrelli, ho attaccato con un grande saggio che per quelli come noi è una pietra miliare: “La scomparsa dei fatti” di Marco Travaglio, una vera e propria guida per chi fa questo mestiere. E così, stamattina mi perdo nella lettura dei giornali, tra endorsement mascherati da proposte, e riconoscimenti, quantomai intempestivi, della cattiveria della mafia che rovina il mare, oltre che la terra. Intanto, ieri sera abbiamo battuto il Livorno e siamo primi a punteggio pieno. Il gioco non è ancora un gran che, ma con questi straordinari ragazzi andremo lontano. Alla faccia di “Gargiazza” che ci guarda dal basso del suo meno due. Per ora.
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Pubblicato da gianlucalbanese