
L’attaccante del Livorno Cristiano Lucarelli ama indossare le magliette col ritratto del Che e salutare a pugno chiuso i suoi tifosi, che in realtà hanno da tempo capito che è un mercenario come il 99% dei calciatori professionisti e multimilionari. Lo stesso, però, dimostra di non rispettare i lavoratori, quelli che vivono di stipendio, non di ingaggi pesanti come il suo. Ieri sera, infatti, ce l’aveva con l’arbitro al quale rimproverava una mancata ammonizione di un avversario. Era talmente arrabbiato che, mentre guadagnava gli spogliatoi, ha dato una manata al cameraman che lo stava riprendendo, dimostrando la stessa insofferenza a cineprese e obiettivi fotografici che di solito manifestano i boss mafiosi quando vengono ripresi durante gli arresti. Poi, dopo un paio d’ore pare che si sia scusato col cameraman, ma la figura di merda rimane. Confesso che non ne posso più di simboli politici che si confondono col mondo del calcio. Basta Lucarelli, basta Di Canio e basta Mihajlovic. In onore di quest’ultimo, ricordo che i tifosi della Lazio dedicarono uno striscione che esposero sulle gradinate dell’Olimpico di Roma, che recitava “Onore alla tigre Arkan”. La migliore risposta la diedero i sostenitori del Torino, con un memorabile striscione, esposto la settimana dopo: “Onore al gatto Silvestro”. Geniale.
