Sembriamo il Foggia del primo Zeman: mercoledì vinciamo 5-1 contro la seconda in classifica e oggi ci facciamo rimontare dal 2-0 al 2-3 dal Napoli. Voglio una squadra che sappia vincere sempre per un goal in più lottando dal primo al novantottesimo e non una che sul due a zero si ferma pensando di aver portato “‘a barca ‘o sciuttu”. Che belle quelle partite tiratissime col goal di Trezeguet allo scadere dopo che tutti si erano fatti un culo così per tutta la gara. Rivoglio Ranieri! O comunque, visto che manca Sissoko e non abbiamo tutti ‘sti centrocampisti in forma, perchè Ciro “‘o buono guaglione” non si gioca la carta di qualche giovane della Primavera? Un nome ce l’avrei… indovinate chi? DIAMO UN SENSO A QUESTA STAGIONE!
L’uomo della provvidenza
ottobre 30, 2009
Meno male che Reggio c’è. Sembra essere questo il filo conduttore del lungo intervento del candidato in pectore del centrodestra alla presidenza della Regione Giuseppe Scopelliti, protagonista ieri sera a palazzo Nieddu di un incontro voluto dal suo omologo locrese Francesco Macrì e incentrato sul tema “Un progetto di sviluppo per la Locride”. Appare “reggiocentrica”, infatti, la visione che ha Scopelliti del suo progetto per la nostra zona: da un lato, infatti, ha rivendicato i risultati della propria gestione amministrativa; dall’altro, ha indicato nella città metropolitana la grande occasione di sviluppo per tutto il territorio provinciale. Già, lo sviluppo. Dopo aver recepito i suggerimenti da parte di chi è intervenuto, chiedendo risposte su università di Locri, sanità, valorizzazione dei prodotti agricoli e fiscalità di vantaggio, Scopelliti – introdotto dal sindaco Macrì che ha rimarcato «la necessità di promuovere la cultura della solidarietà tra amministratori per lanciare il “modello Locride” tra le priorità del governo regionale» e l’assessore alla Cultura del Comune di Palmi Nunzio Lacquaniti – ha indicato nello sviluppo turistico della Locride il primo grande investimento da compiere «valorizzando le infrastrutture come l’aeroporto di Reggio, il porto di Roccella e il patrimonio artistico della provincia, da mettere in rete col museo del capoluogo, perchè il turismo serio non si ferma solo a Reggio ma i suoi benefici si possono estendere a tutta la provincia. Da sindaco – ha detto – ho promosso cultura e organizzato spettacoli subendo anche aspre critiche da parte di chi non ha capito che così facendo ho proiettato la mia città in una dimensione più elevata, pensando soprattutto ai giovani. Ora, penso che dal punto di vista urbanistico Reggio sia satura, e quindi va da sè che le grandi strutture ricettive per i turisti attratti dal capoluogo potranno essere realizzate nelle zone decentrate». Scopelliti, quindi, ha vestito i panni del promotore turistico – proprio quel blazer blu tanto caro al leader degli albergatori della Locride Mario Diano – ma ha parlato anche di sanità «Loiero non ha avuto il coraggio di fare i piani di rientro quando poteva farli. Ora ci vuole il coraggio di fare delle scelte, tagliando i piccoli ospedali e innalzando il livello dell’offerta sanitaria, puntando sulla razionalizzazione delle emergenze e la complementarietà tra strutture pubbliche e private, con dei manager seri e non dei semplici ragionieri che devono solo far quadrare i conti. Basta ad una sanità che sia solo serbatoio di consenso elettorale», di burocrazia regionale «basta con queste lobbies che tengono in ostaggio i politici che si preoccupano solo di fare favori per essere rieletti» e di università locridea «una volta eletti, saremo i primi a batterci per mantenere questo presidio di cultura», glissando sulle stoccate di Franco Crinò che ha ravvisato la necessità di fare «dei coordinamenti cittadini del Pdl anche nella veste provvisoria di gruppi che si occupano delle elezioni regionali» e ha detto chiaramente «non vogliamo in lista gente che arriva all’ultimo momento».
GIANLUCA ALBANESE
g.albanese@calabriaora.it
Fin qui l’articolo uscito oggi. Cos’altro aggiungere? Che forse io e tanti miei conterranei non ci sentiamo “periferia di Reggio”. Mi sembra il caso di dirlo al suo primo cittadino, che si candida a fare il “sindaco della Calabria” con la benedizione del premier. Lui parla di Reggio come se avesse i turisti che visitano Firenze e i servizi e le infrastrutture di Stoccolma. Se così è, siamo proprio dei fessi a non andarci almeno ogni fine settimana; d’altronde un centinaio di chilometri si possono percorrere, anche se non impiegheremo meno di un’ora e mezza, visto lo stato dell’autostrada e della statale 106. La verità è che la “stagione dei sindaci” è passata da un quindicennio abbondante, e già allora i risultati non furono proprio straordinari: Bassolino, Rutelli, Veltroni, Cofferati, Cito e lo stesso Orlando capirono ben preso che un conto è amministrare una città e un conto è misurarsi col governo di enti sovracomunali. La gestione di una giunta regionale è un affare complicato, e forse non basta essere bravi imprenditori o politici rampanti per essere all’altezza. Neanche se si sfiorano i due metri.
Auguri professore
ottobre 27, 2009Il paese più capitalista del mondo, sebbene governato da un partito (unico) nominalmente comunista, ovvero la Cina, ha dato incarico al professor Oliviero Diliberto, ordinario di Diritto Romano all’università “La Sapienza” di Roma di contribuire, in qualità di consulente, a redigere il codice civile della cosiddetta “repubblica popolare”. Sicuramente un incarico di prestigio per il leader dei Comunisti Italiani, scomparso da tempo dalla ribalta politica nazionale dopo che il suo partito – come del resto tutti i partiti della Sinistra – non è più rappresentato in parlamento. Sicuramente, si tratta di un incarico di prestigio, e il professore ha spiegato in Tv che «la Cina, dopo un lungo dibattito interno tra gli assertori del sistema di common law di stampo anglosassone basato sull’istituto del precedente e il sistema romano incentrato sulla codificazione, ha scelto il secondo». Quindi, dovrà contribuire a redigere una sorta di codice civile mutuato dall’esperienza di quello italiano, che però, se non ricordo male, risale al Ventennio. Scherzi del diritto. Io rimpiango il Diliberto leader politico che arringava le folle nei comizi tra le bandiere rosse, e quello che ridicolizzava Berlusconi nell’epico faccia a faccia preelettorale del 2006 su Matrix. Ma oggi, il compagno Oliviero sembra pensare più alla sua prestigiosa professione che alla politica. Mi viene in mente quando venne a Locri e gli strinsi la mano dicendogli «compagno Oliviero, sei un grande». Mi sorrise e mi rispose «grazie». Antonio Florenzano, invece, memore dei suoi trascorsi alla Sapienza, lo chiamò «professore». Aveva capito tutto…
Era ora!
ottobre 26, 2009
Francesco Rutelli ha preannunciato l’addio al Pd e il probabile approdo nell’Udc. Effettivamente, gli mancava questa nuova collocazione: dopo essere stato radicale, verde, margheritino e democrat, Rutelli ora si colloca in un partito dalle saldi radici cattoliche e in chiara antitesi alla sua matrice ideologica. Improvvisa conversione al cattolicesimo o la più classica folgorazione sulla via di Damasco? Mi sa che il centrosinistra senza di lui guadagni in credibilità. Mi vengono in mente le parole pronunciate da quella vecchia volpe di Enzo Ieraci, ex militante della sinistra extraparlamentare e all’epoca dei fatti, locale dirigente dei Verdi, quando nel 2005, alla vigilia delle elezioni politiche della primavera successiva disse – in tempi non sospetti – «quasi quasi diamo Rutelli al centrodestra e ci prendiamo Fini». Sicuramente il postfascista presidente della Camera ha un profilo istituzionale più alto dell’ex sindaco di Roma.
Addio “bellu guaglione”!
Auguri Pierluigi!
ottobre 25, 2009Sto ascoltando le prime dichiarazioni del nuovo segretario del Pd Pierluigi Bersani. Io non l’ho votato, ma sta dicendo delle cose molto condivisibili. Parla di un Pd da considerare come «partito popolare e dell’alternativa». Tira bordate al sedicente Re d’Italia e al Pdl: «noi siamo un collettivo di dirigenti politici, e non abbiamo un capo; siamo un libro aperto e vorremmo sapere qual è lo stato del dibattito interno e di trasparenza in chi ha ora responsabilità di governo». Guarda a tutte le altre forze di opposizione «avvieremo subito un percorso di confronto» invece della linea veltroniana dell’autosufficienza del Pd. Insomma, Bersani ha detto cose di sinistra. E di questi tempi non è poco. Spero tanto che se dovesse tornare a fare il ministro, stavolta riuscirà a tassare gli odiosi Suv che vanno a venti all’ora nelle strade cittadine e tolgono la visuale ai conduttori di utilitarie come me. Non ho mai votato Pd in vita mia. Se vogliono conquistarsi il mio voto, dovranno convincermi con proposte concrete. Buon lavoro “compagno” Bersani
Quante cose mi sono sfuggite…
ottobre 24, 2009A furia di lavorare tanto (anzi, troppo…) non mi sono concentrato pienamente su alcune notizie delle quali non mi sono potuto occupare. Ora mi frullano in testa in maniera confusa. Come in un frullatore, appunto.
A Siderno qualcuno ha vinto a una specie di “Gratta e vinci” speciale quattro milioni di euro. Io, da buon cattocomunista, non lo invidio. A me, una somma del genere avrebbe messo una grande crisi di panico. Io che non gioco a carte, nè a lotto, superenalotto, snai, totocalcio ecc. amo accontentarmi di ciò che guadagno e basare la parte materiale della mia esistenza su ciò che realmente mi serve, senza cercare cose grandiose e svolte radicali della mia vita. Al limite, giocherei al “Win for life” che ti assicura un più che dignitoso vitalizio di quattromilaeuro che se dovessi mai vincere, mi permetterebbe di fare la vita che sto facendo ma con qualche pensiero in meno e qualche agio in più. Tutto qui.
Il governatore del Lazio, Piero Marrazzo, l’ex paladino dei cittadini di “Mi manda Raitre” si è dimesso perchè qualcuno lo ha ricattato, dopo averlo sorpreso – così si dice – in compagnia di trans. Ribadisco il concetto già espresso in questo inutile blog quando scoppiò il “semiscandalo” delle escort che il presidente del Consiglio portava a palazzo Grazioli. A me non scandalizza che un multimiliardario cerchi di spararsi le ultime “cartucce” con delle donnine a pagamento; mi scandalizzano le sue leggi ad personam, lo scudo fiscale, il decreto che limita al massimo l’uso delle intercettazioni e così via: le vere porcate sono quelle che si fanno senza la pasticca blu. Così come non mi scandalizza che un governatore di centrosinistra si sia voluto concedere qualche (poco innocente) evasione: mi scandalizza se non è riuscito a soddisfare le aspettative del suo elettorato che in genere si aspetta cose diverse da quelle che fanno i signori delle leggi ad personam. Non ho paura di chi frequenta trans e puttane: mi inquieta chi fa un uso distorto degli strumenti democratici per fare gli interessi delle solite oligarchie!
Nel tirreno cosentino, un sacco di gente ha manifestato contro le navi dei veleni, col migliore assessore della storia della Regione Calabria Silvio Greco (con delega all’Ambiente) che nei giorni scorsi aveva urlato nei palazzi romani i ritardi del governo centrale e le sue amnesie, in una terra nella quale la ‘ndrangheta mostra il suo volto peggiore, quello di chi fa affari senza scrupoli, mettendo a repentaglio la salute di tutti, anche dei propri figli! Io fisicamente non ero a manifestare. Ma con la mente e con il cuore sì. Del resto, anche per manifestare ci vuole molto tempo libero, che io non ho
Stasera, infine, Giorgio ne ha tirata fuori una delle sue: dice che quando moriremo non ci saranno nè inferno, nè paradiso, ma solo una mezzora di visualizzazione dello schermo di un grande computer che avrà memorizzato e riassunto in una schermata ad hoc tutti i dati statistici della nostra esistenza; dopodichè ci sarà la morte definitiva. Geniale! E soprattutto tecnologico
Un sidernese alla Juventus
ottobre 21, 2009
La sua è una di quelle favole che si avverano. Quella di un ragazzo cresciuto nella popolosa frazione Donisi di Siderno, che gioca bene al calcio e tifa Juve, come tantissimi ragazzi del Sud.
Luca Belcastro, classe 1991, muove i suoi primi passi calcistici nella Cspr. A 14 anni l’osservatore della Juventus Corigliano, stretto collaboratore del noto talent scout Ceravolo lo nota e lo vuole a tutti i costi in bianconero, vincendo la concorrenza di Reggina, Inter e Genoa che avevano messo gli occhi su di lui. Luca lascia Siderno, la famiglia e gli amici, primo tra tutti il fantasista del Marina Matteo Carbone e parte alla volta di Torino per indossare la maglia del club più titolato d’Italia. Fa tutta la trafila delle categorie giovanili nazionali: Giovanissimi, Allievi, Beretti fino all’esordio nella Primavera lo scorso agosto nella tradizionale amichevole di Villar Perosa tra Juve A e Juve B. Quindi, l’esordio in campionato e il goal che sabato scorso ha regalato la vittoria ai ragazzi allenati da Luciano Bruni contro il Sassuolo. Una rete che vale il primato in classifica in coabitazione con la Sampdoria.
E’ un momento magico per il centrocampista di Siderno che all’occorenza sa fare il trequartista. Gianluca Pessotto spende sempre parole di elogio per lui: «è un ragazzo molto educato e tatticamente disciplinato. Farà strada». Lello Roberto, il supertifoso sidernese che è coordinatore degli Juventus Club Doc della Calabria e uomo molto vicino alla società ricorda che «Luca si allena spesso con la prima squadra insieme a Immobile, Crivello e Giandonato. E’ rimasto molto attaccato a Siderno e sul suo profilo di Facebook ama esprimersi in dialetto calabrese».
Insomma, potrebbe essere la stagione d’esordio in prima squadra per questo ragazzo di Calabria che a Torino ha ritrovato i nonni e molti amici che non gli fanno mancare l’affetto e il calore della sua terra. Del resto, i calabresi alla Juve hanno sempre fatto strada.
Lo raggiungiamo telefonicamente mentre è diretto a Bergamo per una trasferta con la squadra. «Quella che sto vivendo – dice – è un’esperienza bellissima perchè ho sempre tifato Juve e vestire questa maglia è il sogno della mia vita. Certo, pensare all’esordio in prima squadra è difficile, visto che da Marchisio in poi, c’è tanta gente bravissima in questo ruolo. Ora mi godo questa stagione con la Primavera, poi si vedrà». Ci parla del goal di sabato: «La palla non ne voleva proprio sapere di entrare, poi, è arrivato un cross dalla destra, ho calciato di prima ed è arrivata questa rete che mi ha riempito di gioia».
Dice di non avere un idolo calcistico in particolare, ma di ispirarsi «a Diego, Kakà e De Rossi».
Intanto, Siderno è orgogliosa di lui e lo aspetta quando tornerà per le feste di fine anno, quando riceverà l’abbraccio della comunità sportiva cittadina.
Forza Luca!
GIANLUCA ALBANESE
g.albanese@calabriaora.it
P.S.: grazie a Lello Roberto per l’indispensabile collaborazione prestatami ieri pomeriggio
Il maiale nero…tonnato
ottobre 19, 2009
Gli stuzzichini di maiale nero dell’Aspromonte, preparati dalla cooperativa “Valle del Bonamico”, sono stati offerti a tutti coloro che hanno partecipato all’incontro di ieri mattina col candidato “terzopolista” dell’Italia dei Valori alla carica di presidente della Regione Calabria Pippo Callipo, noto imprenditore dell’industria del tonno. Di Callipo ho sempre apprezzato la tenacia, la voglia di non andare via dalla Calabria nonostante le intimidazioni subite e l’anelito di legalità. Da questo punto di vista, la presenza al tavolo dei relatori, accanto a lui dell’amico Mario Congiusta è sicuramente una garanzia. Insomma, la buona volontà per migliorare le cose in Calabria, Callipo ce l’ha. Ha parlato di meritocrazia, capacità di ascolto, maggioranza di quote rosa, legalità e così via. Peccato, però, che non abbia saputo dare delle risposte convincenti sulla Sanità, laddove ha detto di rimettersi al parere di una commissione tecnica che istituirà ad hoc e ha manifestato generiche posizioni che non sono in discontinuità con la tanto vituperata giunta Loiero: vuole chiudere ospedali piccoli e guardie mediche, non ha fornito risposte convincenti sugli accreditamenti, e gli è stato impedito, di fatto, di rispondere sulle proposte per il superamento dell’emergenza rifiuti. Altri, infatti, premevano affinchè ci si sbrigasse a concludere per poi finalmente andare ad assaggiare il «maiale nero da 151 chili». Pazienza. Diciamo che per me – parlando da elettore – Callipo non è bocciato ma “rivedibile”. Per ora non mi ha entusiasmato, anche perchè la favola dell’imprenditore che scende in politica e applica i criteri di gestione manageriale l’ho già sentita e non è che abbia prodotto grandi frutti, anzi. Col tempo, poi, ho imparato a diffidare degli “uomini della provvidenza” e dei moralizzatori alla Filippo Roma delle Iene. Anche qui spero di essere smentito. Intanto, la fretta mi ha impedito di rimanere all’aperitivo a base di maiale nero. Mi dispiace. Certo, se l’avessero preparato con crema di tonno (che sicuramente non sarebbe mancato) forse qualche minutino in più sarei rimasto ad assaggiare il maiale nero “tonnato”. Già, perchè la voglia di prendere per la gola gli elettori sembra trasversale e bipartisan. Da destra a sinistra, insomma, passando per terzi, quarti e quinti poli…«’A GGENTI VOLI U MANGIA»
Un film da non perdere
ottobre 19, 2009So di non essere molto originale quando lo dico, ma “Baarìa” di Tornatore è un autentico capolavoro. L’ho visto ieri sera dopo una giornata convulsa e “no stop” e ne è valsa la pena. E’ una di quelle pellicole che riesce a emozionarti, a farti pensare e a commuoverti, lasciandoti però un grande senso di serenità interiore. C’è quasi un secolo di storia. Quella storia che passa anche da un paesino della Sicilia che nel corso dei decenni diviene un paesone, magari a seguito di uno sviluppo edilizio non sempre disciplinato nel migliore dei modi. Ho rivisto i racconti dei miei nonni del fascismo e della guerra; di quando «erano sfollati», l’entusiasmo del dopoguerra, l’iscrizione al Pci e le manifestazioni dopo la strage di Portella della Ginestra. Il bambino che diventa uomo, che s’innamora di una ragazza dagli occhi verdi e degli ideali del Pci. Che si divide tra famiglia e vita di partito. Che torna dalla Russia deluso, ma rimane impegnato politicamente e diventa riformista. La storia fa da sfondo alla vicenda umana di Peppino, il protagonista del film, sfiora la sua vita privata senza invaderla più di tanto. E l’esistenza scorre, sempre con quel “brutto carattere” che trasmetterà al figlio maggiore. Il finale è tenerissimo e sorprendente. Dico solo che le due ore e mezza del film sono spese benissimo. E che, come dicevo a Mimmo ripercorrendo a piedi un corso deserto e “deforisizzato”, solo il cinema italiano d’autore riesce a emozionarmi così. Un film come “Baarìa”, gli americani non lo faranno mai!
Daje direttò!
ottobre 19, 2009
L’amico Antonio Baldari, è diventato da qualche settimana il direttore della testata on line www.ilfattoonline.com Approfitto di questo spazio virtuale per formulare il mio più caloroso “in bocca al lupo” a lui e all’editore (l’amico Joe Infusini) per questa nuova avventura editoriale, che è anche magazine patinato, distribuito a cadenza mensile e gratuitamente in tutte le edicole del comprensorio. Abbiamo collaborato insieme per un paio d’anni, abbiamo scarpinato nel lungo e faticoso sentiero che porta alle cascate del Marmarico e ora, da qualche mese, le nostre strade si sono divise. Ma l’amicizia è inalterata, e quindi, con quell’accento romanesco che ancora gli è rimasto dopo gli anni vissuti nella Capitale per gli studi universitari, gli rivolgo una pacca sulla spalla e un romanissimo…”Daje direttò”
P.S.: ovviamente, provvedo a “linkare” il sito del fatto on line tra i miei siti amici
Pubblicato da gianlucalbanese 