Telefonino “vintage” e anticonsumista

Novembre 9, 2009

telefonino vintage

Dopo qualche giorno di agonia, l’N73 bianco è spirato: non si accende, le rare volte che si accende non si spegne e non funziona neanche off-line. Peccato: ci avevo fatto un sacco di foto e filmini, molti dei quali sono conservati in una memory card che grazie all’aiuto di qualche chirurgo, conterò di estrarre per utilizzare in un altro apparecchio. Era il videofonino col mio numero principale, quello che hanno tutti, per intenderci. Quindi, consapevole del fatto che possedevo due videofonini funzionanti – l’altro l’ho avuto in comodato direttamente dal gestore telefonico, quello cinese – che non mai usato per videochiamate e quasi mai per mandare MMS, ho recuperato un vecchio GSM di fabbricazione finlandese che a tutt’oggi è uno dei migliori prodotti tecnologici per affidabilità e durata. Lo comprai nel dicembre del 2005 a Messina, dopo l’ultimo esame dato all’università. Come dimostra l’immagine, la parte frontale presenta abrasioni tali da impedire di leggere la marca, il display ha qualche puntino strano, ma funziona alla grande. E’ caduto dalle scale un sacco di volte e si è sempre rialzato, proprio come un grande lottatore che non si da mai per vinto. E’ piccolo, leggero, compatto e la batteria mi dura una settimana, mentre quella dei videofonini – sempre di fabbricazione finlandese – non è mai durata più di un giorno e mezzo. Insomma, il fedele compagno di chi vuole comunicare in maniera dinamica e vuole un telefonino che faccia “drin drin” quando ti chiamano invece delle suonerie polifoniche e che non ti faccia navigare in internet quando hai già il Mac Book con la chiavetta, l’Adsl in ufficio e un sacco di posti con connessione wireless. Il giorno in cui mi lascerà anche questo, comprerò un altro GSM. Blackberry, I-phone e altre cose del genere sono belli, “fanno figo”, ma non mi servono. Ben vengano tutte le offerte speciali. Le declinerò tutte, in nome della fedeltà al mio telefonino di quattro anni, dall’aspetto vissuto come un paio di Levi’s 501 rotti nelle ginocchia e con le tasche posteriori sfilacciate. So resistere alle tentazioni del consumismo, specie alle proposte di acquisto di cose che non mi servono. Del resto, noi comunistacci siamo così: noioooooooooooooooooooooooooooooosi! ;-)


Un piatto che adoro

Novembre 9, 2009

stocco e patate

Questo capolavoro dell’arte gastronomica “made in Mammola” è uno dei piatti che preferisco. Si tratta dello stoccafisso – da noi detto “stocco” – al sugo con patate, olive e capperi. Il primo che indovina chi ha cucinato quello ritratto nella foto, vince un invito a cena (a base di stocco, ovviamente) in uno dei migliori di ristoranti di Mammola. Sono esclusi dal concorso solo quelli che sono stati informati della piacevolissima serata trascorsa in compagnia.