RTF: ecco il programma

luglio 28, 2010

Ho appena aggiunto tra i siti amici, quello del Roma tarantella festival (www.romatarantellafestival.it) che contiene il programma e l’elenco degli artisti che si esibiranno nella Capitale il sette e l’otto settembre prossimi.
Da visitare!

A chi visiterà il sito offrirò la visione del video di questa splendida “Jocu di la palumbella”, ripreso lo scorso ottobre a Gioiosa Jonica, durante un concerto di Mimmo Cavallaro e i Taranproject

P.S.: EVVIVA CU ABBALLA! :-D


Omertà padana

luglio 28, 2010

Cresce il fronte Anti-Saviano. Stavolta, a dire peste e corna dello scrittore campano (che ha da tempo sacrificato la propria gioventù, vivendo un’esistenza sotto scorta), non c’è il clan dei casalesi; nessun “Sandokan” o Bidognetti. Ci sono quei galantuomini (d’onore) della Lega Nord, che accusano – anche loro – Saviano di fare i soldi coi suoi libri, di pensare al lucro, mentre loro con il superministro Maroni fanno la vera lotta contro mafia, ‘ndrangheta e camorra. Allora, chiariamo le idee a queste menti così sopraffine: il merito delle operazioni antimafia va ascritto solo alla magistratura e alle forze dell’ordine. A nessun altro. Un impegno, il loro, reso ancora più meritorio dalle condizioni difficili in cui devono operare, come mancanza di uomini e mezzi, la beffa dei continui attacchi alla magistratura da parte del governo P2-P3 e i tagli ai fondi per le forze dell’ordine operate da chi ha vinto le elezioni promettendo più sicurezza per tutti. Ciò premesso, va ricordato alle profondissime menti padane, che i libri di Saviano (editi da Mondadori, tra l’altro…) non servono solo a far guadagnare il loro premier-editore, ma risvegliano le coscienze, fanno conoscere fatti, misfatti, luoghi, persone, nomi e cognomi. Quei fatti che vengono omessi dai telegiornali di Raimediaset; quei fatti che non troverete mai negli house organ della famiglia B. Grazie ai libri di Saviano qualcuno ha alzato la testa; altri, hanno finalmente preso coscienza della crudeltà e della ferocia di quel fenomeno criminale. Dovrebbero leggerli quegli imprenditori dell’hinterland milanese che nonostante le registrazioni audio e video li abbiano ripresi mentre erano costretti a pagare il pizzo, si sono rifiutati di accusare i loro aguzzini, negando persino l’evidenza. E’ l’omertà padana, quella che la Moratti e sui “cugini di campagna” della Lega non vogliono ammettere e nemmeno vedere. E così, a Locri gli imprenditori denunciano estortori e usurai; a Milano no. Ma questo, i vari Calderoli e Borghezio non lo sanno. Preferiscono pensare a Saviano che coi sui libri fa i “danèr”.


TARANTA REVOLUTION

luglio 26, 2010

Esce oggi “Taranta Revolution” (pagine 102, € 12,00) edito da Laruffa. E’ il mio primo libro. Non è facile, per me che di solito leggo i libri degli altri e faccio le recensioni, parlare di qualcosa di mio. Posso solo dire che, come al solito, ci ho messo il cuore e che dalla prima bozza ad oggi, continua a piacermi. Lascio, quindi, che sia la quarta di copertina a spiegare di che si tratta:

“Il sogno rivoluzionario e pacifista di un gruppo di
musicisti, immigrati e gente speciale.
A bordo della “Mulinarella” i nostri eroi risalgono la
penisola per far conoscere la Locride che non ti
aspetti, con grande ironia. E, soprattutto, a suon di
musica.
Dalla costa ionica al raduno di Pontida, da Venezia al
circuito di Imola: volti noti e vicende inventate, tessute
di umorismo e sentimento.
All’insegna della travolgente Taranta di Mimmo Cavallaro
e i Taranproject, cronaca di un viaggio improbabile
per un’utopia possibile”.

E quindi, ci ho messo l’amore per questa terra (in particolare per Caulonia), per questa musica e per questa gente, cercando di divertire ma anche di far riflettere. All’inizio di ogni capitolo c’è un verso di una canzone che può essere l’ideale colonna sonora della lettura.
Per il resto, spero vi piaccia. Per ora, posso solo ringraziare chi ha creduto in questo libro e mi ha dato una grossa mano: in primis Maria Teresa, ma anche Francesca e Miriam per i disegni, la casa editrice Laruffa che ha creduto al progetto e tutti gli amici che hanno ispirato i capitoli. E soprattutto Mimmo Cavallaro, il re della taranta.

“Taranta revolution” è in vendita nelle librerie. Chi volesse ordinarlo on line, aggiungendo le spese di spedizione al prezzo della copertina, può inviare un messaggio di posta elettronica all’indirizzo ufficiostampa@laruffaeditore.it

EVVIVA CU ABBALLA! :-D


Roma Tarantella Festival

luglio 24, 2010

Se passeggiando per le vie del centro di Roma vi capita di ascoltare un ritmo di terzina, non stupitevi. Già, perchè la tarantella è da tempo approdata nella Capitale, originando un movimento artistico grazie al quale Roma e la Locride saranno più vicine, legate da quel filorosso che solo l’arte sa esprimere. Rosso, come i capelli e la barba di Valerio Filippi, musicista romano, ideatore e direttore generale del Roma tarantella festival, la grande kermesse musicale che il 7 e 8 settembre prossimi offrirà al pubblico capitolino il meglio dei musicisti di tarantella, un genere musicale che anche all’ombra del Campidoglio è divenuto popolare. E così, preso dai preparativi del festival, Filippi rivela ai nostri taccuini di aver scoperto la tarantella grazie alla moglie Simona, ma anche ai grandi del genere, come Eugenio Bennato, Mimmo Cavallaro, Francesco Loccisano e Fabio Macagnino, solo per citarne alcuni. E quindi, il Roma tarantella festival, che avrà luogo nella splendida cornice di villa Carpegna (grazie anche al sostegno dell’assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, al XVIII Municipio e al patrocinio del Ministero della Gioventù) non nasce per caso. Diciamo, piuttosto, che è il coronamento di un lungo lavoro che ha portato numerosi artisti calabresi, sotto la guida di Valerio nelle vesti di manager, a esibirsi al teatro “Allo Scalo” e alla “Locanda di Atlantide” nel quartiere di San Lorenzo. Tra i musicisti che si esibiranno sotto la direzione artistica di Mimmo Epifani ci sono la Roma tarantella orchestra diretta da Valerio Filippi, Progetto Migala, la compagnia Sciarabballo, Malicanti, lo stesso Mimmo Epifani e, naturalmente, Mimmo Cavallaro e i Taranproject. La manifestazione è dedicata a due cauloniesi illustri, che incarnano i valori di giustizia sociale, solidarietà e pace tipici della cittadina jonica: il fondatore della Repubblica di Caulonia Pasquale Cavallaro e Angelo Frammartino, morto in una missione di pace in medioriente. Ma Filippi vuole andare oltre, e pensa a un gemellaggio giuridico tra il primo Municipio di Roma e il Comune di Caulonia, che diverrà realtà tra qualche settimana, permettendo ai ragazzi delle scuole del centro di Roma, di visitare Caulonia e la Locride ed assistere ai riti tradizionali, per scoprire il volto migliore di questo estremo lembo d’Italia.

GIANLUCA ALBANESE
g.albanese@calabriaora.it


Qua la zampa

luglio 23, 2010

In tanti mi hanno consigliato di darmi all’ippica. Ma io, da scorbutico quale sono, non ho voluto accontentarli. Ho preferito, infatti, darmi alla cinofilia, tanto che ieri sera sono stato uno dei giurati al concorso “Collare d’oro” condotto dalle colleghe Simona Ansani e Annamaria Implatini, nello splendido scenario del teatro “Al Castello” (Quello del festival jazz, per intenderci) di Roccella Jonica. Brillante la conduzione di entrambe: molto spontanea Simona (la vera padrona di casa della manifestazione, dopo aver condotto il ciclo di trasmissioni “Qua la zampa”) e molto professionale Annamaria, perfettamente a suo agio nel palcoscenico e nella diretta televisiva. Mi sono stupito della grande applicazione che ci ho messo nell’attribuire le valutazioni numeriche agli esemplari di ogni razza e dimensione che sfilavano sul palco. Non mi pareva vero, infatti, essere “giudice finalmente, arbitro in terra nel bene e nel male”. Alla fine, dopo i vincitori di ogni categoria, il collare d’oro generale è andato ad un simpaticissimo esemplare di Labrador. Ci avevo visto giusto. Almeno in questo ;-)


Nulla è dovuto

luglio 22, 2010

Da buon diplomato in ragioneria quale sono, faccio spesso i conti. Confermo di avere pochi debiti: la rata mensile della finanziaria e le bollette da pagare entro le scadenze. Nulla più. Non frequento abitualmente i bar, non lascio conti in sospeso e da buon marxista (che sa che c’è sempre una struttura materiale che determina tutte le altre sovrastrutture), passo diverse ore della mia giornata a lavorare, senza fermarmi a chiacchierare (e spesso a pontificare) ai tavolini dei bar, veri e propri ricettacoli di pettegoli, secondi solo ai saloni da barbiere, altri luoghi che non frequento più da un paio di lustri. E così, mentre i magnifici rettori dell’accademia “della granita al caffè con panna” formulano teoremi e assiomi inconfutabili, mi accorgo di non avere debiti verso alcuno, nemmeno di natura extramonetaria. Inutile, quindi, venire a battere cassa da me. Nè ora e nè mai. Questo vale soprattutto per chi sta accostando vicende imparagonabili tra di loro e accusando chi, come me, non si è mai caratterizzato per eccesso di prudenza e propensione all’autocensura; men che meno per opportunismo. E così, ribadisco che “i fatti sono ostinati”, anche e soprattutto adesso. Anche i numeri. Che insieme ai contenuti premiano questo inutile blog, che siccome non serve a nulla, piace proprio per questo. Piace anche a chi è impegnato a far cose molto più importanti e, bonta suà, dedica una frazione del proprio tempo a leggere questa inutile creatura virtuale – si sa, non mi sono mai preso troppo sul serio – , magari lasciandosi andare a interpretazioni maliziose di gesti spontanei, e pettegolezzi poco consoni al suo garbo aristocratico e alla rigida educazione che gli è stata impartita. Ma succede anche ai migliori, che per una volta sono meno affettati e più simili a noi “plebe sempre all’opra china”. Nulla, infatti, è più democratico del pettegolezzo.


Ecco il leader

luglio 21, 2010

Ormai non è più una boutade estiva; anzi, col passare dei giorni, l’potesi prende sempre più corpo. Nichi Vendola, governatore della Puglia, sarà candidato alle primarie del centrosinistra in vista delle prossime elezioni politiche. Il centrosinistra ha bisogno di un leader che abbia il giusto appeal elettorale e la credibilità di chi intende sobbarbarsi l’onere di governare un Paese dopo quasi un Ventennio (il maiuscolo non è casuale) di Berlusconismo. E il leader c’è. L’esperienza della Puglia lo ha dimostrato: eletto, rieletto e apprezzato dai suoi conterranei, che hanno premiato anche il suo rigore morale, manifestato quando cacciò dalla giunta gli assessori inquisiti. Se ne facciano una ragione, i democrat. Vendola è l’anello di congiunzione tra quella base del Pd (che io stimo tanto e che ha intatti i valori della Sinistra italiana e della dottrina sociale della Chiesa) e il leader di riferimento. Che non è Bersani e, vivaddio, nemmeno D’Alema. La nomenklatura democrat si rassegni: il suo popolo ha bisogno di un leader che il partito non ha. E lo cerca a sinistra, trovandolo in Vendola. Segno che, evidentemente, l’assioma della necessità della corsa al centro necessaria per vincere lascia il tempo che trova. Forza Nichi!


“I fatti sono ostinati”

luglio 20, 2010

Caro Paolo, desidero esprimerti, anche pubblicamente, la mia gratitudine per la fiducia che hai sempre riposto in me e per la stima, che ho sempre ricambiato. Chi mi conosce bene sa che l’ho sempre pensato, e di sicuro non c’era bisogno di apprendere notizie tristissime come quella di ieri per esprimere di nuovo certi concetti. E quindi, titolo il post con una delle tue citazioni preferite. Capii subito di che pasta eri fatto, quando poche settimane dopo il tuo insediamento ci ritrovammo a cena a Siderno. Volevi conoscere meglio la “tua” redazione, della tua Locride. “La politica, ma soprattutto la malapolitica, vive di segnali. Ecco perchè non bisogna mai mostrarsi deboli”. Divenne una stella polare per me, quella frase, con cui chiudesti il commento su una vicenda di qualche tempo prima. Come per incanto, dopo pochi giorni tutto sembrò diverso: i politicanti paesani smisero di tentare di condizionare il nostro lavoro. Evidentemente, avevano un concetto molto particolare della stampa; capirono che da noi non c’era trippa per gatti. Grazie principalmente a te, che ci hai insegnato l’autorevolezza di questo mestiere. Un concetto che ora ci appartiene e che sappiamo conciliare con la nostra innata modestia. Se oggi ho la schiena più dritta e la testa più alta di ieri, lo devo principalmente a te. Oggi sembra facile scrivere di ‘ndrangheta e malapolitica. Basta fare “copia e incolla” dalle carte dei magistrati. Lo sanno fare tutti. A fine dicembre 2007, invece, eravamo solo noi a stigmatizzare la scelta, per nulla condivisibile, dell’allora amministrazione comunale sidernese, di non costituirsi parte civile nel processo per l’omicidio di Gianluca Congiusta. Solo noi, insieme a quello straccio di società civile che c’è anche a queste sperdute latitudini. Abbiamo dato tanto fastidio. Anche e soprattutto a chi, nel nostro ambiente, era come quella volpe che non riusciva e non sarebbe mai riuscita a raggiungere l’uva. Ti riconosco anche il merito di essere stato molto leale con me. Di avermi tutelato sempre e comunque, anche quando forse ho sbagliato. Non mi hai mai lasciato da solo. E mi hai dato sempre molta fiducia e ulteriori incarichi, facendomi vivere un’avventura “semiprofessionistica” assolutamente esaltante. Ogni anno, il 14 marzo, spengo una candelina in più. E benedico il giorno in cui decisi, a inizio 2006, di salire su questo treno che ancora era fermo alla stazione, coi vagoni in via di assemblaggio. Lo benedico anche oggi, conscio e certo che altrimenti non avrei mai vissuto un’esperienza professionale del genere, che mi dà la forza per affrontare le sfide future. So che i sentimentalismi non ti piacciono, ma non potevo fare a meno di scriverti. Anche pubblicamente.
Grazie
Gianluca

P.S.: un abbraccio a tutti i colleghi che hanno deciso di mettere la parola “fine” a questo percorso professionale. In particolare a Barbara, grande persona e grande professionista. Una ragazza capace di conciliare il rigore di questo mestiere con una sensibilità ticipicamente femminile.


Gli Amici di Francesco

luglio 19, 2010

La combriccola è sempre la stessa; anzi, all’appello mancavano Santo Versace e Giuseppe Valentino. Per il resto, alla serata finale del Giugno Locrese, che si è tenuta sabato sera nella corte del palazzo di città, c’erano i soliti “Amici” di Francesco: un gruppo talmente coeso da fare invidia ai più popolari “Amici” di Maria De Filippi. Mario Caliugiuri, Alberto Sarra e la presentatrice di sempre, quella, per intenderci, che condusse, lo scorso marzo, la cerimonia di chiusura della campagna elettorale del Nostro nello scenario, a lui assai familiare, della tenuta “Il Palazzo”. E così, la manifestazione che in un passato anche recente ha vissuto giorni gloriosi, sabato si è trasformata in una sagra dell’elogio “a prescindere”. Un encomio rigorosamente monocolore: al governo nazionale che “rivendica, giustamente, i suoi meriti per le brillanti operazioni antimafia condotte”; a quello regionale “che sicuramente è impegnato nella lotta alla ‘ndrangheta e nella diffusione della cultura”; e, già che c’erano, anche quello comunale “che ha saputo riportare il Giugno Locrese agli antichi fasti”. Peccato che il governo nazionale, quello tanto decantato dai maestri di cerimonia presenti sabato, abbia subito un grosso schiaffo da forze dell’ordine e magistratura (loro sì, artefici di certi successi) perché, come la stessa operazione “Il Crimine” ha dimostrato, le intercettazioni sono lo strumento più sicuro ed economico per giungere a una svolta nelle indagini. Insomma, con la legge bavaglio (questa sì, voluta dal governo nazionale) la gente non avrebbe saputo tante cose e gli inquirenti avrebbero avuto parecchi ostacoli in più. Ma, probabilmente, tutto questo Alice non lo sa. Come non sa nemmeno che il suo adorato esecutivo nazionale ha chiuso dalle 20 alle 8 ben diciannove commissariati nella città di Roma per carenza di personale. Altro che “governo sensibile ai problemi delle procure calabresi che manderà sicuramente più uomini e mezzi in questi avamposti”. Sull’impegno antimafia della giunta regionale, infine, ne riparleremo tra qualche tempo.

P.S.: tra le poche cose che ho salvato sabato sera, ci sono la chitarra battente di Francesco Loccisano, l’intervento di Nicola Gratteri, sempre concreto e realista, e anche quello del procuratore di Catanzaro Lombardo. Uno che di problemi nella magistratura e d’impegno antimafia capisce davvero.


Ohibò

luglio 17, 2010

La responsabilità penale, com’è noto, è personale. Gli atti dell’operazione “Il Crimine”, che hanno portato ai fermi e alle indagini riguardanti alcuni congiunti di soggetti politici che hanno avuto ruoli di rilievo nelle istituzioni fino a poco tempo fa, hanno dato la stura al triste balletto dell’ipocrisia messo in atto da parte di chi dai politici che hanno i congiunti inquisiti ha avuto prebende, contributi, vantaggi e ne ha condiviso in pieno il percorso politico, e ora chiede il rinnovamento e la moralizzazione delle istituzioni. Gente, per intenderci, che ha fatto a questi politici la claque per interi lustri, e oggi commenta sdegnata i resoconti giornalistici inerenti l’operazione e, pur rifacendosi al principio tipico del garantismo “made in Arcore”, che prevede la presunzione d’innocenza fino alla sentenza passata in giudicato e in tutti i gradi di giudizio, si lascia andare agli “ohibò” di stupore e di sdegno e invoca il rinnovamento. Di fronte a certe manifestazioni d’ipocrisia rimango veramente schifato. Perché io ho avversato questi politici quando erano al potere; non li ho votati e ho contestato le loro idee e le scelte che hanno compiuto quando il timone era nelle loro mani. Oggi mi astengo dal fare qualsiasi commento e aspetto che sia la magistratura ad accertare, qualora ci fossero, le responsabilità dei loro congiunti ed eventuali correità. L’ipocrisia non fa parte del mio agire personale. E so che gli “ohibò” dei loro ex vassalli non valgono nulla, perché ricordo perfettamente come questi mi additavano quando esprimevo liberamente le mie idee e i dispettucci che mi facevano perché venivo considerato il nemico. Mi chiedo chi sia il vero garantista: io o la claque di ieri divenuta massa informe degli pseudomoralizzatori di oggi?


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