Innanzitutto bentornata pasionaria Riccia, che da qualche giorno sei mamma della splendida Cloe! Appena avrò un’ora libera verrò a trovarti. Ora rileggiamo insieme il corsivo pubblicato stamattina su CO, che chiude una lunga e difficilissima pagina della storia di questo paese.
«Sembra passato un secolo, in realtà appena tre anni e mezzo fa tirava tutt’altra aria nel palazzo comunale di piazza Vittorio Veneto. La mancata costituzione di parte civile dell’ente nel processo contro esecutori e mandanti dell’omicidio dell’imprenditore sidernese Gianluca Congiusta, destò grande scalpore all’epoca. Era il 27 dicembre del 2007. Qualche giorno prima Mario, padre della vittima e presidente dell’associazione intitolata al figlio, presentò a tutti i consiglieri l’invito a far sì che il Comune si costituisse parte civile nel processo. Ma il 28 dicembre arrivò agli organi di stampa una nota dell’amministrazione comunale che suonò come una doccia fredda. L’amministrazione comunale, infatti, decise di non costituirsi parte civile. Non lo fece nel corso di un consiglio comunale aperto a tutti, anche alle telecamere delle Tv locali e ai taccuini della stampa. Lo decise durante una riunione di gruppi consiliari e partiti dell’allora maggioranza di centrodestra. Al chiuso. Adducendo come motivazione il parere dei tre avvocati dell’ufficio legale del Comune: «non c’è legittimazione ad agire – scrissero nella nota – in quanto non pare che l’omicidio, seppur deprecabile e in danno di un cittadino onesto e laborioso, abbia provocato un qualsiasi tipo di danno all’immagine dell’ente». Una vicenda, questa, che non rimase nelle pagine del nostro giornale – l’unico che all’epoca dei fatti trattò per diversi giorni la vicenda – e nemmeno nella blogosfera o nella letteratura, ma occupò tutto il paragrafo 3.8 del decreto di fermo dell’ex sindaco di Siderno Alessandro Figliomeni, reso esecutivo lo scorso 14 dicembre. In attesa di sapere se Figliomeni sarà dichiarato dalla giustizia colpevole o innocente, parte dell’attuale amministrazione ha, evidentemente, cambiato idea rispetto ad allora. Ci riferiamo a chi in quella maggioranza del 2007 c’era, come attuali assessori (Alvaro, Mollica e Catalano), consiglieri (Caccamo) e, seppur con un ruolo più tecnico che politico nello staff dell’allora sindaco, l’attuale primo cittadino Ritorto. Ben venga questo mirabile esempio di resipiscenza».
Fin qui il pezzo. Ovviamente, Mollica è l’attuale presidente del Consiglio ed assessore lo era nel 2007. Ma il senso non cambia. Oggi festeggiano tutti. Come se finalmente fosse arrivato il “benestare” per parlare di certi argomenti, passarli al vaglio del Consiglio e farli diventare norma statutaria. Fino a qualche settimana fa eravamo in pochissimi a parlare di queste cose. Ecco perché la nostra gioia è più grande di quella di chi si è accodato da poco. Per convinzione, inerzia o semplice convenienza. Alè.
Pubblicato da gianlucalbanese 



