Canzoni e poesie
Prima di tutto la mia canzone preferita. E’ Redemption Song di Bob Marley, e un suo verso “Emancipate yourselves from mental slavery, none but ourselves can free our mind” è nel sottotitolo della testata di questo blog.E poi, una serie di scritti semiseri, riportati in ordine sparso, realizzati negli ultimi anni. Le canzoni sono tutte cover di brani famosi. Le poesie, invece, sono originali, perchè, grazie a Dio, non bisogna conoscere la musica per comporle.“Sindaco di Martone” (cover di “Strangers in the night”) scritta nel settembre 2006 e dedicata a Vincenzo F. Sindaco di Martone, democristiano, nemico giurato, di Limoncino, ex Rifondazione, compagno non sei piùSindaco di Martone, scudo crociato, degli Imperitura, sei il preferito, perchè tu da tempo, compagno non sei piùSindaco di Martone, tu non t’a guasti mai cu ll’avversari e cu ll’alleati, picchì moderatu nescisti, moderato mori, non ti stacchi mai d’a seggia, non ti veni mai a ‘rraggia Sindaco di Martone, tu sei ‘ncugnatu, con Di Pietro e Bianchi, hai già parlato, per far costruire, la Agnana-Martone, strada di grande comunicazione, grande infrastruttura, per la nazione, opera prioritaria del governo ProdiNon ti stacchi mai d’a seggia, non ti veni mai a ‘rraggiaSindaco di Martone, tu sei diessino e Mimmo Panetta, è tuo cugino, quindi sei di parte, peggio di Albanese. “Tunisina” (Cover di “Rosalina” di Fabio Concato) scritta nel giugno 2007 per Marisa C. Tunisina, tunisina, tutti i giorni da Sensation a comprare creme, per tagliare meglio i baffi, a comprare profumi, a spender tutti i soldi làTunisina, tunisina, al signor Enzo fai l’inchino e lo prendi in giro, ma che sei sdisonerata, e lo fai sentir vecchio, parlandogli gli dai del lei.A ottobre se tutto va bene ti laureerai, ma non mi dire più che dopo te ne andrai, se una risorsa di allegria e genialità, alla quale non si può proprio rinunciar.Tunisina tunisina, tutti i giorni da Sensation a comprare creme per tagliare meglio i baffi, a comprare profumi, a spender tutti i soldi làSINDACO DI CAULONIA (Cover di “Questo piccolo grande amore” di Claudio Baglioni), dedicata a Giovanni M. Quella sua barbetta fina, tanto fitto al punto che sembrava un autonomo. E l’accento milanese, che hai mantenuto anche lì nel tuo paese.Tutte le scuole occupate, ed il G8 e le strade, e la paura delle cariche dei celerini, una kefiah attorno al collo, a cena petto di pollo, e poi la foto del Che.Querida presencia, hasta comandante, un otro mundo es possibleE il blog, che aggiorni quotidianemente, al call center lo stipendio e in tasca non resta nienteE poi, l’indennità da assessore, ti dimetti e mangi solamente pane e amore, e poi ti presenti aSindaco di Caulonia, solo a sindaco di Caulonia, per Rifondazione, Verdi e Pdci, volevi diventare, solo il sindaco di Caulonia, adesso che Campisi è caduto, adesso che Berlusconi è cornuto, adesso che sarai sindaco di Caulonia…CARTOLINE (Settembre 2005)
Sono tenui pastelli che provano a colorare il buio dell’autunno,
polverose soffitte chiuse nella memoria di una vita.
Ci trovo di tutto : dagli amici di un tempo di cui ignoro il destino,
all’amico di sempre che scandisce lo scorrere delle stagioni
con le frasi e le parole in voga di anno in anno.
Ci ritrovo quella che “mi custodiva gelosamente nel cuore”
e che se dovessi incontrare ora neanche mi saluterebbe
e quella cui avrei dato la vita, ma non rividi più
perché prigioniero della mia quotidianità.
Cartoline. Di spiagge paradisiache o montagne innevate,
di centri storici metropolitani e sperduti paesini,
sono piccoli spilli conficcati in un cuore di pezza,
tra un passato che è ancora presente,
un presente che è già passato,
ed un futuro che quasi mai è quello che si era desiderato,
o almeno prefigurato.
Gennaio 20, 2008 alle 8:57 pm
Approfitto per inviarti una poesia che mi ha ricordato il proverbio:
” La modestia è la virtù dei forti”
In un prato una farfalla
mezza rossa e mezza gialla
si posò sopra la viola
senza manco salutarla,
senza dirle una parola.
La viola dispiacente
d’esser tanto disturbata
le gridò:- Sei impertinente!
e pure gran maleducata,
m’hai scambiato niente meno
per un piede d’insalata?!
Son la viola più graziosa,
più odorosa ,sono un fiore
avvenente in ogni posa,
la regina d’ogni cuore.
Non m’importa di star accanto
al cardo e alla cicoria
io sò viola e non mi vanto
e di me parla la storia
che se fresca per un soldo
son venduta a un gran signore
se appassita resto a ricordo
e secca curo il raffreddore.
Tu d’altronde sei un bestia,
non capisci certe cose.
-Accidenti che modestia-
la farfalla le rispose.
Trilussa è sempre attuale!che ne pensi?
.
Gennaio 20, 2008 alle 9:37 pm
E’ vero, Trilussa è sempre attuale. E’ stata una bella idea metterla sull’inutile blog e farla condividere con i visitatori. Quanta saggezza…