Contratti tipici

Maggio 11, 2008

Vent’anni fa a scuola ci insegnavano che il factoring, il leasing e il franchising, venivano denominati come i c.d. “contratti atipici”. Poi vennero la legge 30 e tutte le forme c.d. “nuove” di collocamento, tutti eufemismi usati per legalizzare il precariato. Oggi voglio invece parlare dei contratti tipici, o meglio, di quelle figure tristemente consuete giù da noi, che si distinguono in maniera negativa. Una di queste è sicuramente il “Leva e porta”. In inglese “take & bring” (vi immaginate i maniaci delle espressioni paraprofessionali anglosassoni tipo “report”, “briefing”, “marketing” e così via sorpresi nel non conoscere questa espressione?). Il “L&P” è colui che fa da intermediario tra un soggetto e l’altro, senza che nessuno glielo avesse minimamente chiesto, dimostrando però servilismo, mancanza di lealtà, viltà e tanta voglia di mettere zizzania. In pratica, il “L&P” trasmette messaggi, informazioni e quant’altro sia utile per tentare di accattivarsi le simpatie di taluni, danneggiando altri.

Io ne ho conosciuti parecchi. Di tutte le età e con tratti somatici differenti. Un solo tratto distintivo li accomuna: la perenne incapacità di guardare in faccia (in particolare negli occhi) il prossimo. Diffidate, quindi, da chi prova ad abbozzare un sorriso quando vi incontra, ma non ha il coraggio di guardarvi in faccia. Potrebbe essere un “Leva & Porta” :-D


La “ministra riscaldata”

Maggio 9, 2008

Eccovi una splendida Paola Cortellesi che imita la Prestigiacomo e la Santanchè, che nella versione Cortellesi sembrano perfino carine. Ma, si badi bene, è un’imitazione…


Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Maggio 5, 2008

Mi sono sempre chiesto come fosse l’atmosfera del concerto del Primo maggio a piazza San Giovanni a Roma. Non ci sono mai stato. E allora, affidandomi a queste foto e a questi videoclip, scopro che c’era tanta bella gente, che teneva in mano bandiere che non tramonteranno mai.


e non erano necessariamente giovanissimi, come dimostra questo simpatico ferroviere


Intanto, una misteriosa brunetta, rivolge il proprio personale invito al nuovo premier

Giuliano De Palma e i suoi ripropongono un classico rivisitato

Mentre c’è tanta, ma tanta ironia, nelle magliette, nelle bandiere e in improbabili santini




e per finire, come ogni anno, l’esplosione della folla che canta “Bella Ciao”. Mi sa che quest’anno assume la valenza di un gesto liberatorio. Coi tempi che corrono…


Vergogna d’Italia

Maggio 3, 2008

A proposito della polemica odierna, dopo le determinazioni di Gheddafi e della Lega Araba che hanno fatto sapere in maniera risoluta che non gradirebbero Calderoli ministro degli esteri, ammetto che la posizione assunta da tutte le forze politiche parlamentari italiane è costituzionalmente corretta: ognuno nomina i ministri che vuole, nell’ambito della propria sovranità nazionale. Una cosa è certa, però: da cittadino europeo residente in Italia, MI VERGOGNEREI AD AVERE COME MINISTRO UNO COME CALDEROLI! Sarò intollerante? Ma se a dirmelo è un elettore di Calderoli…beh: “‘u cacatu ‘ngiurija ‘u pisciatu”.



Crisi di rigetto

Maggio 1, 2008

Intervengo, con qualche giorno di ritardo, sul confronto dialettico tra Angelo e Domenico coi commenti nel post “Io preferisco l’aspartame”. Faccio una premessa: io ho iniziato a lavorare, a tempo pieno, quaranta ore alla settimana, all’età di diciott’anni e due mesi, quindi non ho mai avuto il tempo, nè la possibilità di manifestare. Il mio esiguo tempo libero, infatti, lo dedicavo ai miei studi universitari post-lavoro e a coltivare le mie passioni, una delle quali è diventata il mio secondo lavoro. Tuttavia, non biasimo chi va a manifestare, perchè è sicuramente un’espressione di democrazia. Critico, invece, quei dirigenti politici che sono bravi solo a manifestare e non riescono a fare altro così bene. Escludo da questo novero Diliberto, che è stato un ottimo ministro della Giustizia, ma prendo dichiaratamente le distanze dai trotzkisti, dai rifondaroli, dai tutrigliatti, dai ferrandi, dai cultori dell’ortodossia marxista che non entrano in chiesa vantandosene e poi, per fare una vita relativamente agiata si fanno raccomandare dai democristiani, dai gestori dei locali alternativi che farneticano al microfono comizi rivoluzionari e poi applicano rigorosamente i principi ipercapitalisti, dai fondatori di microsigle che più di sinistra non si può che si fottono i rimborsi elettorali, da chi non ha mai lavorato in vita sua e sfotte chi si fa il culo così, da chi le rivoluzioni li fa nei salotti bene. Basta! State lontani da me, mi avete rotto i coglioni almeno quanto leghisti, fascisti e piduisti al governo! Credo che la sinistra italiana non abbia bisogno di questa gente, degli pseudorivoluzionari per partito preso e dei manifestanti per professione. Dieci anni fa Diliberto e pochi altri fondarono un partito per staccarsi da Rifondazione che aveva fatto mancare il proprio appoggio al primo governo Prodi. Ora, a dieci anni di distanza, l’esperimento della Sinistra Arcobaleno insieme a Rifondazione, si è rivelato fallimentare. E allora, lasciamo perderli questi. O il Pdci si federa con Sinistra Democratica e dà vita a un soggetto serio e credibile di Sinistra con cultura di governo, altrimenti è meglio confluire nel Pd e spostarlo fin quanto possibile a sinistra. Perchè le lotte per i diritti dei più deboli sono una cosa seria, e devono essere condotte da gente seria. Buon Primo Maggio


Meno male che c’è la magistratura

Aprile 25, 2008

Nel periodo in cui l’asse della rappresentanza parlamentare non è mai stato così a destra, arriva la sentenza di Cosenza che assolve tutti i No Global e smonta il teorema accusatorio del pm Fiordalisi. Meno male che c’è la magistratura. E poi non lamentatevi se un magistrato scende in politica e guadagna sempre maggiori consensi, perchè adesso la gente che si fida sempre meno dei politici, confida nella magistratura. Speriamo che ora si prosegua in percorso iniziato con Montesquieu e durato, tra alti e bassi, fino a oggi, ovvero l’indipendenza della magistratura, fortemente a rischio se si pensa che il premier è stato un piduista. ORA E SEMPRE RESISTENZA!


E se fosse davvero tutto inutile?

Aprile 19, 2008

Sono davvero orgoglioso della vivace discussione che si sta sviluppando dopo l’esito delle consultazioni elettorali. Spesso, per dire cose interessanti, scrivere pareri stimolanti e ascoltare opinioni costruttive basta anche un inutile blog come questo. Mi è venuta in mente una riflessione, sulla Sinistra radicale, quella che voto io: quando sta all’opposizione guadagna consensi; quando va al Governo ne perde tantissimi, perchè l’elettorato percepisce che quelle cose che vorrebbe fare non le fa, quasi sempre per via dei vincoli imposti dall’appartenenza all’Unione Europea (patto di stabilità in primis…). E allora, mi dico che se è così, non ha senso una Sinistra radicale in Italia, così come non ha senso, ma per motivi di carattere storico-culturale, più che di politica economica, un’estrema destra. Già, perchè votare un partito che sa fare solo l’opposizione è come canalizzare il proprio dissenso nei confronti dei governanti sotto un simbolo, ma se così fosse, avrebbe più o meno la valenza dell’astensionismo. Vorrei che non fosse così, ma mi sa che la realpolitik non faccia altro che avallare questa tesi. :-(


Dubbi di ieri sul nostro domani odierno

Aprile 18, 2008

Il titolo è apocrifo. Infatti, è il vero titolo della canzone meglio conosciuta come “Abitudinario” di Elio e le storie tese. E’ che le riflessioni da fare di questi tempi sono tante. Partiamo da un dato poco confortante: in Parlamento abbiamo un Forgione in meno e un Cuffaro in più…che bello! E, come acutamente ha osservato Crozza nella copertina di Ballarò di martedì “Veltroni è riuscito a fare in un mese quello che nè la P2 di Licio Gelli, nè la Cia sono riusciti a fare in quarant’anni: eliminare i comunisti dal Parlamento”. Ho letto tutti i vostri commenti con attenzione. Mi piace evidenziare l’alto livello degli interventi in questo inutile blog. Ovviamente, quello che mi ha colpito di più è stato quello di Enzo, che commentava le parole di Diliberto dette a Ballarò. E’ vero quello che dice Enzo: oggi il livello medio d’istruzione è cresciuto e gli insegnanti non hanno più il prestigio di una volta. Ma è vero anche quello che dice Diliberto, cioè che oggi conta solo chi ha i soldi ed è compito della Sinistra far sì che siano altre le doti che danno dignità umana alla gente, in un mondo che concede troppe  vetrine ai soliti parvenue come Briatore, Ricucci ecc. Da troppo tempo sento parlare di modernità, di evoluzione dei tempi, di cambiamento, e ho la sensazione che ci sia una vulgata secondo la quale tutto ciò che riguarda i diritti dei lavoratori, la solidarietà e l’assistenza ai bisognosi sia antico, mentre il precariato, l’aumento dei profitti dei capitalisti, la detassazione delle rendite finanziarie, sarebbero “moderni”. Bene, se è così, voglio essere vecchio come il cucco, e mi sia consentito dire che non è bastato al Pd candidare i vari Calearo per conquistare voti al centro. Molti suoi elettori, infatti, provengono dalla Sinistra, e hanno percepito il Pd come un partito di Sinistra. Chiedo, quindi, al Pd di riaprire un canale privilegiato di dialogo con la Sinistra e di non corteggiare troppo l’Udc. Già stamattina i giornali parlano di un “due di picche” di Occhiuto dopo le avances di Minniti. Se questa è Sinistra…


Sono abitudinario

Aprile 13, 2008

Stamattina sono andato a votare. Di buon ora. Faccio sempre così, per evitare la fila del tardo pomeriggio di domenica quando c’è gente che evidentemente per esercitare il proprio diritto-dovere civico deve imbellettarsi come se dovesse andare a un party. Solita sezione (la 12), solito voto (Sinistra Arcobaleno), soliti poliziotti annoiati all’ingresso della scuola (uno parlava al telefonino, l’altro aveva un notebook col quale presumibilmente navigava in rete) ma seggio più simpatico del solito, visto che conoscevo sia il presidente che qualche scrutatore. Dopo la domanda di rito («Hai il videofonino addosso?») e l’auto-perquisizione per dimostrare che non avevo nulla del genere, le operazioni di voto sono state velocissime: il tempo di poggiare le schede sulla superficie, dribblare l’enorme falce e martello del Pcl verso cui la matita, ormai abituata da vent’anni di voto, si stava dirigendo e contrassegnare il simbolo dell’Arcobaleno. «Sei stato velocissimo» mi fa il presidente con un largo sorriso. «Figurati - rispondo io - lo sanno anche le pietre per chi voto». Già perchè sarà anche vero che vado a votare con minore entusiasmo rispetto al passato, ma rivendico ancora una volta la mia totale libertà nell’esercizio di voto. Non devo documentare nulla, non ho obblighi, non mi struscio con i politici per strada e non ho nè padrini, nè padroni. Non è il massimo, ma aiuta.
Dopo il voto, la spesa al supermercato e poi in edicola a prendere i giornali. Mi scopro abitudinario. E così per compensare il grigiore di questa domenica, vado a rispolverare una simpaticissima canzone di Elio e le Storie Tese, che conosco da più di vent’anni. Davvero esilarante nel suo essere trash ma senza mai scadere nel cattivo gusto. La offro in una versione dal vivo con la grandissima Paola Cortellesi, verso la quale ho sempre avuto un debole, che nel verso finale imita Loredana Bertè. Da cineteca


Volti decisamente soddisfatti

Aprile 10, 2008


Mercoledì 9 aprile, ore 22,30 circa. Il merito della soddisfazione nei volti dei tre soggetti ritratti è da ascrivere al fantasmagorico staff diretto dallo chef Fabio, nella foto assieme ai tre buonGustai. Queste le meraviglie della serata:

Moscardini al sugo, scampi crudi con rucola, polpo alla greca, seppia gratinata e poi spaghetti al nero di seppia, pezzo duro e limoncello. Il tutto innaffiato dal “solito” Greco di Tufo. Come non essere contenti dopo una cena così? Grande Fabio e grande tutto lo staff del Gusto. Alla prossima :-D