Per qualche giorno la mia priorità assoluta sono i nipotini, arrivati ieri mattina dal lontano Piemonte. Per loro, un’escursione termica incredibile. Eccoli all’arrivo insieme a mia sorella
Ci sarebbe anche una terza in arrivo, ma il treno dovrebbe giungere a fine luglio
Per non fare mancare a Vittorio l’ebbrezza delle montagne vicino Cuneo, lo tengo più in alto che posso
Mi sia perdonata la parentesi personale, ma loro, in questi giorni, sono la mia priorità assoluta
La scena è inconsueta, e potrebbe preludere a quello che insigni studiosi della politica chiamano già “IL PATTO DELL’APERITIVO”. Siderno, domenica 25 maggio ore 12,20. Nello storico bar Aquila del corso della Repubblica, l’obiettivo indiscreto del gestore di questo inutile blog, coglie un tavolo in cui sono seduti il sindaco, l’assessore all’Ambiente e alcuni fedelissimi della maggioranza consiliare di centrodestra. In piedi, dopo essersi alzati dai rispettivi tavoli, i due “mediatori” (non per mandato ricevuto - ci mancherebbe - ma perchè collocati in posizione intermedia) sono l’amico e collega del Quotidiano Pino Albanese e il panettiano di ferro Peppe Venuto. Sullo sfondo, il capogruppo del Pd in consiglio comunale, nonchè capo dell’opposizione, nonchè subcommissario Afor, nonchè membro dell’assemblea regionale del Pd Mimmo Panetta, insieme all’assessore regionale Liliana Frascà, anche lei del Pd. I due veltroniani-boviani-”adamitici” osservano sornioni. Se “amore” sarà tra i due tavoli, per ora si tratta di un amore platonico, fatto di sguardi, ma i maligni sono pronti a scommettere che presto i due tavoli si avvicineranno, ah se si avvicineranno. Sarà vero? Ai posteri (e agli interessati) l’ardua sentenza. «Giancarlo, un altro aperitivo della casa, grazie. Aggiungiamo un posto a tavola».
Mentre scrivo, l’inutile blog sta per toccare quota 50.000 click. Incredibile! Incredibile se penso che in fondo sono passati appena nove mesi dal suo concepimento, il tempo che di solito si impiega per fare qualcosa che è molto più importante di un inutile spazio gratuito sul web. Eppure è così. Lo so che corro seriamente il rischio di ripetermi, ma in questi mesi ho conosciuto un sacco di persone interessanti, ho mantenuto un contatto costante con gli amici che per un motivo o per l’altro mi capita di vedere di rado, ho detto la mia e ho permesso a chi si è voluto esprimere in maniera civile e rispettosa di farlo. In un mondo in cui ognuno si vanta delle proprie cose, in virtù dell’antico principio che «ogni scarrafone è bello à mamma soa» e in un settore di attività dove molti si prendono troppo sul serio, ho scoperto il bello di questo blog, che sono io il primo a definire “inutile”. Già, perchè non dà notizie, non è funzionale ai fini economici, politici, istituzionali, non serve come veicolo di marchette, endorsement, o altre schifezze del genere. A volte è stato come una piazza in cui si è discusso di temi di politica locale, regionale, nazionale e internazionale. Ma è capitato perchè l’alto livello medio dei suoi frequentatori porta a confrontarsi anche su questi temi. Di sicuro, non avevo e non ho l’ambizione di fare di questo inutile blog un agorà. E’ capitato, poi, di scoprire la vera natura di chi amava trincerarsi dietro l’usbergo di una falsa cortesia, ma è stata una scoperta accidentale. Così come è capitato di scontrarsi, di sfottersi, di punzecchiarsi, ma il bello è proprio questo, è che chi partecipa a questo spazio virtuale non ha l’ambizione di fare il fustigatore degli altrui costumi. Si limita a dire la propria. Come facciamo da nove mesi a questa parte. E poco importa che per lunghi periodi i suoi contenuti non riescano a mantenere la mordacia dei momenti apicali. E’ assolutamente normale. Perchè è solo un blog. Un diario virtuale che invece che su carta, annota i pensieri più veri di ognuno di noi e li fa vedere a chi lo desidera. Niente di più. Sicuramente un bel gioco, che si spera duri tutt’altro che poco.
Renato Soru, imprenditore illuminato (è il patron di Tiscali) e governatore più a sinistra d’Italia (è stato quello che ha introdotto la tassa sull’approdo delle barche dei Vip in costa Smeralda), ha comprato l’Unità, il giornale fondato da Antonio Gramsci che sembrava finito in un declino inarrestabile. Pare che abbia già proposto un piano di rilancio. Ben venga. Certo, sono lontani i tempi dell’”incoscenza dentro al basso ventre, e alcuni audaci in tasca “l’Unità”", ma rimane pur sempre un punto di riferimento dell’editoria, e anche io, che non compro l’Unità da una ventina d’anni, potrei diventare di nuovo lettore di questa testata. Grazie a un imprenditore che non fa il padrone, ed è molto più a sinistra di Bassolino, e forse anche di Vendola.
Vent’anni fa a scuola ci insegnavano che il factoring, il leasing e il franchising, venivano denominati come i c.d. “contratti atipici”. Poi vennero la legge 30 e tutte le forme c.d. “nuove” di collocamento, tutti eufemismi usati per legalizzare il precariato. Oggi voglio invece parlare dei contratti tipici, o meglio, di quelle figure tristemente consuete giù da noi, che si distinguono in maniera negativa. Una di queste è sicuramente il “Leva e porta”. In inglese “take & bring” (vi immaginate i maniaci delle espressioni paraprofessionali anglosassoni tipo “report”, “briefing”, “marketing” e così via sorpresi nel non conoscere questa espressione?). Il “L&P” è colui che fa da intermediario tra un soggetto e l’altro, senza che nessuno glielo avesse minimamente chiesto, dimostrando però servilismo, mancanza di lealtà, viltà e tanta voglia di mettere zizzania. In pratica, il “L&P” trasmette messaggi, informazioni e quant’altro sia utile per tentare di accattivarsi le simpatie di taluni, danneggiando altri.
Io ne ho conosciuti parecchi. Di tutte le età e con tratti somatici differenti. Un solo tratto distintivo li accomuna: la perenne incapacità di guardare in faccia (in particolare negli occhi) il prossimo. Diffidate, quindi, da chi prova ad abbozzare un sorriso quando vi incontra, ma non ha il coraggio di guardarvi in faccia. Potrebbe essere un “Leva & Porta”
Eccovi una splendida Paola Cortellesi che imita la Prestigiacomo e la Santanchè, che nella versione Cortellesi sembrano perfino carine. Ma, si badi bene, è un’imitazione…
Mi sono sempre chiesto come fosse l’atmosfera del concerto del Primo maggio a piazza San Giovanni a Roma. Non ci sono mai stato. E allora, affidandomi a queste foto e a questi videoclip, scopro che c’era tanta bella gente, che teneva in mano bandiere che non tramonteranno mai.
e non erano necessariamente giovanissimi, come dimostra questo simpatico ferroviere
Intanto, una misteriosa brunetta, rivolge il proprio personale invito al nuovo premier
Giuliano De Palma e i suoi ripropongono un classico rivisitato
Mentre c’è tanta, ma tanta ironia, nelle magliette, nelle bandiere e in improbabili santini
e per finire, come ogni anno, l’esplosione della folla che canta “Bella Ciao”. Mi sa che quest’anno assume la valenza di un gesto liberatorio. Coi tempi che corrono…
A proposito della polemica odierna, dopo le determinazioni di Gheddafi e della Lega Araba che hanno fatto sapere in maniera risoluta che non gradirebbero Calderoli ministro degli esteri, ammetto che la posizione assunta da tutte le forze politiche parlamentari italiane è costituzionalmente corretta: ognuno nomina i ministri che vuole, nell’ambito della propria sovranità nazionale. Una cosa è certa, però: da cittadino europeo residente in Italia, MI VERGOGNEREI AD AVERE COME MINISTRO UNO COME CALDEROLI! Sarò intollerante? Ma se a dirmelo è un elettore di Calderoli…beh: “‘u cacatu ‘ngiurija ‘u pisciatu”.
Intervengo, con qualche giorno di ritardo, sul confronto dialettico tra Angelo e Domenico coi commenti nel post “Io preferisco l’aspartame”. Faccio una premessa: io ho iniziato a lavorare, a tempo pieno, quaranta ore alla settimana, all’età di diciott’anni e due mesi, quindi non ho mai avuto il tempo, nè la possibilità di manifestare. Il mio esiguo tempo libero, infatti, lo dedicavo ai miei studi universitari post-lavoro e a coltivare le mie passioni, una delle quali è diventata il mio secondo lavoro. Tuttavia, non biasimo chi va a manifestare, perchè è sicuramente un’espressione di democrazia. Critico, invece, quei dirigenti politici che sono bravi solo a manifestare e non riescono a fare altro così bene. Escludo da questo novero Diliberto, che è stato un ottimo ministro della Giustizia, ma prendo dichiaratamente le distanze dai trotzkisti, dai rifondaroli, dai tutrigliatti, dai ferrandi, dai cultori dell’ortodossia marxista che non entrano in chiesa vantandosene e poi, per fare una vita relativamente agiata si fanno raccomandare dai democristiani, dai gestori dei locali alternativi che farneticano al microfono comizi rivoluzionari e poi applicano rigorosamente i principi ipercapitalisti, dai fondatori di microsigle che più di sinistra non si può che si fottono i rimborsi elettorali, da chi non ha mai lavorato in vita sua e sfotte chi si fa il culo così, da chi le rivoluzioni li fa nei salotti bene. Basta! State lontani da me, mi avete rotto i coglioni almeno quanto leghisti, fascisti e piduisti al governo! Credo che la sinistra italiana non abbia bisogno di questa gente, degli pseudorivoluzionari per partito preso e dei manifestanti per professione. Dieci anni fa Diliberto e pochi altri fondarono un partito per staccarsi da Rifondazione che aveva fatto mancare il proprio appoggio al primo governo Prodi. Ora, a dieci anni di distanza, l’esperimento della Sinistra Arcobaleno insieme a Rifondazione, si è rivelato fallimentare. E allora, lasciamo perderli questi. O il Pdci si federa con Sinistra Democratica e dà vita a un soggetto serio e credibile di Sinistra con cultura di governo, altrimenti è meglio confluire nel Pd e spostarlo fin quanto possibile a sinistra. Perchè le lotte per i diritti dei più deboli sono una cosa seria, e devono essere condotte da gente seria. Buon Primo Maggio
Nel periodo in cui l’asse della rappresentanza parlamentare non è mai stato così a destra, arriva la sentenza di Cosenza che assolve tutti i No Global e smonta il teorema accusatorio del pm Fiordalisi. Meno male che c’è la magistratura. E poi non lamentatevi se un magistrato scende in politica e guadagna sempre maggiori consensi, perchè adesso la gente che si fida sempre meno dei politici, confida nella magistratura. Speriamo che ora si prosegua in percorso iniziato con Montesquieu e durato, tra alti e bassi, fino a oggi, ovvero l’indipendenza della magistratura, fortemente a rischio se si pensa che il premier è stato un piduista. ORA E SEMPRE RESISTENZA!
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