Meno male che Marco c’è parte II^

Maggio 13, 2008

Ma che state dicendo? I mondiali di Materazzi? E’ vero che la nazionale che ha vinto il quarto titolo mondiale non ha espresso un gioco stilisticamente pregevole come nel ‘78, che non ha battuto i titani del calcio mondiale come nell’82, che non ha dato spettacolo come nel ‘90, ma non era poi così scadente da considerare il macellaio pluritatuato il suo uomo simbolo! Dopo quasi due anni, se devo associare delle immagini alla vittoria in Germania, penso al Grande Condottiero Marcello Lippi, ai campioni come Cannavaro (mai pallone d’oro fu tanto meritato), Buffon, Zambrotta, Camoranesi, Gattuso, Del Piero, Toni, Pirlo. Penso ai gregari-rivelazione come Grosso, Iaquinta, De Rossi (poi divenuto un campione), riservando solo una piccola parte di memoria ai c.d. fuoriclasse che quando hai bisogno di loro non ci sono mai (Totti) e a quelli che hanno giocato solo perchè Nesta si era infortunato, altrimenti ne avrebbero fatta di muffa tra panchina e tribuna. Certo, ha segnato il goal dell’uno a uno in finale, ma da qui a farlo diventare uomo simbolo ce ne passa. va bè, amici interisti, scusate se mi sono infervorato. Per farmi perdonare, gradite questa dedica musicale:


Meno male che Marco c’è

Maggio 13, 2008

So che non è il massimo dell’eleganza godere delle disgrazie calcistiche altrui, ma quanto accaduto domenica a San Siro, ha regalato a noi juventini una settimana di buonumore. In attesa di vedere se riderà bene chi riderà ultimo, godiamoci questa clip col commento di Paolo Rossi (il comico interista):


E’ davvero una buona Pasqua

Marzo 23, 2008

Il calcio divide e aggrega. Ieri sera io e Matteo, agli antipodi per le idee politiche, abbiamo gioito per lo stesso motivo. Mentre tanti miei cari amici interisti, assidui frequentatori di questo blog, hanno dovuto incassare l’amarezza di una sconfitta. Per me la gioia, però, è stata parziale. E non mi riferisco solo al valore relativo di una partita di calcio, quanto al fatto che, pur essendo abbonato a Sky, e pure essendo questa “la partita che da sola vale il prezzo di un abbonamento annuale”, non ho potuto guardarla, perché impegnato per il giornale al comizio di Lombardo dell’Mpa che, bontà sua, si è presentato con un’ora e mezza di ritardo sul palco. Pazienza. Mi resta il piacere autentico di contemplare questa squadra operaia, come scrissi mesi fa, nella quale non ci sono solo i campioni come Nedved, Buffon, Trezeguet e Camoranesi, ma tanti atleti di valore assoluto che hanno dimostrato, ancora una volta, di meritare la maglia che indossano. Due nomi su tutti : Chiellini e Sissoko. Rivediamo volentieri, quindi, le fasi salienti della partita, col buffo commento di un telecronista inglese che con voce stridula, ma anche con grande pathos, commenta la gara. Davvero risibile la sua pronuncia dei cognomi dei giocatori italiani. E ovviamente…buona Pasqua.


O mangi ’sta minestra…

Marzo 1, 2008

Ieri sera le Iene hanno offerto un altro bel servizio di giornalismo-verità. Marco Berry, infatti, ha intervistato un ex gregario di Pantani, uno che quando era dilettante stravinceva tutte le gare e poi, appena passato tra i professionisti, ha visto avversari e compagni di squadra superarlo sistematicamente, tenendo delle velocità umanamente insostenibili. La verità venne ben presto a galla : nel ciclismo, oggi, se vuoi diventare professionista e condurre una vita economicamente agiata, ti devi dopare. E’ una triste verità che si sente dire da anni e mi sorprende sapere che ci sia ancora qualcuno pronto a puntare l’indice contro quei campioni che, a turno, vengono beccati. Pantani ha pagato da solo per il marcio che c’è in tutto il suo sport. L’hanno fatto passare per carnefice quando era in realtà solo una fragile vittima. Ancora più choccante è stata la rivelazione del ciclista intervistato da Berry «i medici delle squadre sono pagati a incentivi commisurati alle vittorie dei ciclisti in cura» che, tradotto in soldoni, significa che più riesci a dopare bene il ciclista, più lui vince e più il medico intasca quattrini. Ora questo ciclista che, come Pantani ha conosciuto la ricchezza (possedeva due Porsche), il doping e poi l’uso di cocaina si dice convinto di guarire e vuole tornare a correre. Pare che abbia giù trovato una squadra. Ma siamo sicuri che riuscirà a rimanere pulito, una volta rientrato nel giro? Ho i miei forti dubbi. Fosse per me, fermerei le gare ciclistiche dei professionisti per cinque anni. E mi dedicherei solo agli amatori, ai dilettanti che vogliono rimanere tali e quelli della mountain bike, capitanati in zona dal mio amico Domenico Macrì. Questo è il ciclismo che mi piace.


La cazzata della settimana 1

Gennaio 16, 2008

Oscar Pistorius non potrà partecipare alle prossime Olimpiadi. Il motivo? Il Comitato Olimpico Internazionale dice che le protesi che ha alle gambe gli procurerebbero un vantaggio rispetto agli atleti normodotati…che cazzata! Pistorius è un simbolo di speranza per tutte le persone che per vari motivi hanno perso le normali condizioni di deambulazione e questi lo trattano come un baro. Agli atleti dopati, invece, podi e medaglie, con le squalifiche che, se arrivano, arrivano dopo 10-15 anni. Male, male, male! E’ questo il significato dello sport, che vuole dare il CIO?


Senza la curva si stava meglio…

Novembre 25, 2007

Ho appena finito di vedere Juventus Palermo su Sky. Mi soffermo poco sul risultato, davvero poco significativo. 5-0 contro un Palermo inesistente vuol dire davvero poco. Mi è piaciuta di più, la verve aggressiva e volitiva mostrata da questa squadra operaia nello spirito e mai paga nella mentalità vincente, che anche sul 4-0 cercava ancora la via del goal e lottava su ogni pallone e rimane seconda a soli tre punti dall’Inter spendacciona e cosmopolita. Ma sono altre le immagini e le emozioni che mi sono rimaste impresse. A fine primo tempo, le telecamere hanno indugiato su alcuni tifosi presenti in tribuna. Bambini, famiglie, donne anziane con sciarpe e bandiere, gruppo di simpaticoni con la maglia di Nedved e tifosi delle due squadre gomito a gomito a sventolare i propri vessilli. Che bello! Magari fosse sempre così. Quelli della curva, i c.d. “Drughi” non c’erano, per protesta contro le misure intraprese dal governo dopo i disordini scoppiati a seguito della morte di Gabriele Sandri. Francamente, io non ho sentito la loro mancanza. Anzi… Ne ho anche le scatole piene di gente che urla sempre gli stessi slogan triti e ritriti, che sceglie un nome truce (pare che i Drughi siano i violenti del film “Arancia Meccanica” che mi onoro di non avere mai visto), usa frasi fasciste (andate sul forum del loro sito ufficiale e leggerete “molti nemici, molto onore”, “me ne frego” e altre delizie del genere) e protesta contro la gente civile che indica e fa allontanare quel fessacchiotto che un paio di mesi fa in tribuna aveva fatto scoppiare un petardo pericoloso. Insomma, cari Drughi, da tifoso juventino da oltre trent’anni, vi dico che di voi si può fare tranquillamente a meno. Meglio una grande squadra in campo, che una curva piena di squadracce!


Il solito “carzi calati”

Novembre 16, 2007

So che con questo post posso attirarmi l’antipatia di Antonia, Migliore, Valter e degli altri interisti on line, e questo mi dispiace. Ma la sortita del presidente dell’Inter Massimo Moratti, che ha definito “antidemocratico” ogni provvedimento teso a impedire le trasferte e l’accesso alle curve dei tifosi violenti, dopo la decisa presa di posizione del presidente dell’Atalanta Ruggeri, peraltro largamente condivisa dal mondo del calcio italiano, è stata, come tante altre, del resto, inopportuna, intempestiva e con effetti potenzialmente perniciosi. Soprattutto perchè fa il paio con l’approfondimento delle indagini sulla rissa (perchè di rissa si sarebbe trattato, con tanto di sassi e coltelli) all’autogrill di Arezzo, tra otto tifosi laziali (tra cui gli amici di Gabriele Sandri) e cinque juventini. E’ questo il concetto di “democrazia” caro a Moratti? O è la democrazia delle devastazioni di Roma, Milano, Taranto ecc.? Leggetevi attentamente il commento di Migliore di ieri. A molti di voi aprirà gli occhi. Lo sport, quello vero, è un’altra cosa!


Quei bravi “gnari”!

Novembre 14, 2007

Non ho mai provato soverchia simpatia nei confronti dei bergamaschi, devo essere sincero. Nè tantomento della loro squadra di calcio. Però, la presa di posizione del presidente e dei giocatori dell’Atalanta è stata tempestiva ed opportuna. L’ha anticipata Max nel suo commento al precedente post. Con una dichiarazione congiunta e firmata da ognuno di loro, i giocatori dell’Atalanta, rivolgendosi a quei teppisti che domenica scorsa hanno sfondato la parete in plexiglass che separa la curva dello stadio dal rettangolo di giuoco, impendendo, di fatto, la prosecuzione della partita, hanno detto a chiare lettere : «Non li vogliamo allo stadio». Finalmente dei giocatori che tirano fuori gli attributi e cercano di fare un minimo di pulizia negli stadi italiani. Troppi i ricatti subiti dalle società e forse anche troppi ammiccamenti da parte dei giocatori. Sarebbe il caso che frequentassero gli stadi solo persone civili e non teppisti che fanno riferimento a valori finti e che col pretesto del calcio danno sfogo ai loro istinti più bassi. Un paio di giorni fa, questo inutile blog ha avuto l’onore di ospitare, tra gli altri, un commento di Valter Leone, già caporedattore di Calabria Ora che commentava i tragici fatti di Arezzo e difendeva la parte sana degli ultrà. Altrettanto ha fato la tifosa Annalisa. A Valter e Annalisa dico che i primi a beneficiare di un bel repulisti delle curve sono proprio i tifosi per bene, quelli che Valter, Annalisa e tante altre persone frequentano, che non ci stanno a passare per delinquenti e non possono, nè tantomeno vogliono, pagare colpe che sono di altri. Per la prima volta nella mia vita, quindi, grido «Forza Atalanta!», sperando che altre squadre seguano lo stesso esempio.


Ecco il portale dell’atletica leggera

Novembre 3, 2007

Dall’amico Giovanni Certomà ricevo e volentieri pubblico :

È NATO IL NUOVO PORTALE SOLO NEWS WWW.TRACKANDFIELDCHANNEL.NET

È online www.Trackandfieldchannel.net, portale esclusivamente dedicato alle news provenienti dal mondo della corsa su strada. Seguiremo le più importanti Maratone e Mezze maratone nazionali e internazionali, le road – race del nostro Paese e vi faremo conoscere non solo le storie dei top – runner, ma soprattutto quelle degli amatori di qualunque livello, per dare il giusto riconoscimento e la legittima visibilità a tutto quel pianeta amatoriale, che rappresenta il fulcro del podismo. www.Trackandfieldchannel.net darà spazio a ogni manifestazione di corsa su strada che voglia farsi conoscere alla vasta platea internauta, che ormai sta crescendo in modo esponenziale. Buona navigazione, dunque, su WWW.TRACKANDFIELDCHANNEL.NET!!


Forza Antonimina!

Ottobre 14, 2007

La carriera di un operatore dell’informazione sportiva è fatta di passione, sacrifici e qualche piccola soddisfazione. Tra queste ultime, ci possono essere i dati di vendita che sono in aumento, i complimenti del direttore, dell’editore e del caporedattore, ma io al primo posto ci metto i rapporti umani che si riescono ad instaurare. Devo dire che con tutte le squadre e le società che ho seguito sono riuscito ad allacciare ottimi rapporti personali, senza rischiare di venire meno ai miei doveri di cronista, ma riuscendo a capire che dietro ogni giocatore, allenatore, dirigente, c’è un uomo che come tale va conosciuto, apprezzato, rispettato. Da più di un lustro, il mio destino professionale si è intrecciato a quella che ho più volte definito come “l’isola felice del calcio dilettantistico locrideo”. Una squadra nella quale il gruppo conta più di ogni altra cosa, dove si gioca per la maglia e senza rimborsi spese e dove l’affiatamento viene cementato in occasione di incontri conviviali che danno il senso di come, per poter fare bene in campo, bisogna essere prima di tutto amici. Sto parlando dell’Antonimina, squadra che milita in prima categoria girone D, una compagine che riesce ad allevare i ragazzi del proprio paese, riesce a far ritrovare i giusti stimoli ai giocatori che sembrava dovessero smettere col calcio giocato e riesce a far sentire in famiglia anche chi abita lontano e magari entra senza conoscere nessuno. Stasera mi hanno invitato a cena. Non era la prima volta. Tempo fa abbiamo cenato perfino negli spogliatoi del loro stadio, con le porte staccate dai cardini e adibite a tavole, e il forno allestito con della legna fuori dagli spogliatoi stessi. La telefonata di capitan Paolo Pelle è stata un fulmine a ciel sereno ed ha assunto priorità assoluta rispetto a tutto il resto. Arrivo e sono tutti fuori dalla pizzeria di fronte allo stabilimento termale. Non è una serata qualsiasi. Anche quest’anno, infatti, i giocatori hanno vinto lo speciale “Trofeo dello stocco”. In occasione della sfida contro il Mammola, vige una consuetudine in virtù della quale se la squadra batte il Mammola o pareggia fuori casa, a offrire lo stoccafisso sono i dirigenti. Altrimenti, pagano i giocatori. Chiamatelo pure “doping gastronomico” ma questo basta per dare quegli stimoli giusti sul campo, che nessuna “Moggiopoli” potrebbe impedire. Il risultato della partita pomeridiana, infatti, è stato Antonimina-Mammola 2-1. Arrivo e in un tavolo composto da alberi tronchi capitan Pelle, il vicepresidente Aurelio Filippone e Andrea Terranova giocano a carte sotto lo sguardo vigile del supertifoso “Mericioto”. Dentro, mister Nicola Fazzari, insieme all’attaccante Daniele Fragomeni, a Vincenzo Monteleone (padre dei giocatori Nicola e Simone) e al mitico Mario, responsabile del campo sportivo, stanno guardando la partita della nazionale.


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Attaccamento morboso alla maglia azzurra? Macchè! E’ che la cena non è ancora pronta, mentre un profumo di pizze pervade la stanza con la lunga tavolata che si riempie in un batter d’occhio. Giocatori, dirigenti, allenatore e qualche ospite si accomodano, mentre i veterani Paolo Pelle e Andrea Terranova riempiono le caraffe del nettare degli dei. Il menu è da cinque stelle :antipasto a base di pizza, bucatini con lo stocco per primo e stocco alla mammolese per secondo. Intanto, a cena iniziata, fa il suo trionfale ingresso il presidente Mimmo Filippone, accolto da un’autentica ovazione. Analogo trattamento verrà riservato più tardi al “capitano morale della squadra”, ovvero “Zì” Mimmo Gregori. Ma non è una semplice cena. Bisogna tenere a battesimo i nuovi acquisti, quelli che per entrare a far parte del gruppo devono sottoporsi a un rito ben preciso, quello del brindisi “al vetro”. La leggenda narra di giocatori entrati astemi (vero Ciccio?) e poi divenuti estimatori del rosso locale dopo aver superato la prova. E’ Terranova il sacerdote di questo rito pagano, celebrato a suon di brindisi in rima baciata.

Bene o male, tutti passano la prova. A incalzare i meno volenterosi, poi, ci pensa Rocco Carabetta, fratello del capitano del Siderno, che stupisce tutti ed entusiasma il proprio allenatore, bevendo al vetro direttamente dalla caraffa. Standing ovation per lui.

Alla fine, a sancire la definitiva promozione dei nuovi acquisti Muscari, Panetta e Aquila, ci pensa Andrea Terranova, che sale sulla sedia per declamare in versi le sue celeberrime “pagelle alla Ziliani”.


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Resta quindi il piacere di una piacevolissima serata trascorsa tra amici. In fondo il calcio è solo un pretesto per stare insieme, perchè a tavola i ruoli di giocatore, allenatore, dirigente, tifoso, giornalista, vengono meno. Restano gli uomini, che quando possono si ritrovano per il gusto di stare assieme. In compagnia. In allegria. Tra amici, appunto.

Ora e sempre Forza Antonimina! Squadra e società esemplare.
Fossero tutte così le squadre, il mondo del calcio sarebbe decisamente migliore.