Caro Presidente

Aprile 14, 2008

L’esito di exit poll e proiezioni è a dir poco sconfortante, ma siccome io sono uno che vede sempre il bicchiere mezzo pieno, ho deciso di scrivere al Presidente del Consiglio in pectore. Si tratta, come comprenderete, di un atto di grande cavalleria politica. Questo è il testo della missiva:

«Caro Presidente, chi Le scrive è un elettore della Sinistra Arcobaleno, già uno di quei personaggi pericolosi e folkloristici che finalmente Lei e il suo degno compare romano e cinefilo vi state togliendo dai piedi, visto che la loro fastidiosa presenza scomparirà da Palazzo Madama e forse anche da Montecitorio. Caro Presidente, dovrei essere triste, amareggiato, ma non lo sono, perchè penso che grazie a Lei non dovrò più pagare l’odioso bollo auto. Già immagino quei comunisti dell’Ufficio riscossione tributi quando vengono a chiedermi il pagamento della tassa di circolazione e io potrò loro rispondere “il mio presidente ha abolito il bollo auto”…che soddisfazione! Sapesse quanti hanno votato per Lei per questo motivo! Ma non solo, ora che il Presidente sarà lei, non pagherò più un cazzo, tanto ci sarà sempre Lei a venirmi in soccorso con uno dei suoi fantastici condoni! Grazie Presidente. La ringrazio anticipatamente, e poco importa se dovrà sottostare ai ricatti della Lega, senza la quale potrebbe perdere la maggioranza in Parlamento, ci sarò anch’io a proteggerla, e se Borghezio pulirà con l’alcool etilico i sedili dei treni provenienti dal Sud, io strofinerò, centinaia, migliaia di peperoncini piccanti sui sedili degli Eurostar di ultima generazione, quelli che viaggiano solo al Nord, quel Nord che ha votato in massa Lega, così ai passeggeri brucerà il culo, non solo metaforicamente. Certo, presidente, saranno tempi duri per gli immigrati, ma ne risparmi qualcuno. Anzi, visto che stiamo diventando amici, le raccomando due in particolare: uno si chiama Mohamed Sissoko ed è uno di quelli che a noi poveracci ci fa tanto divertire. Arriva dal Mali, in Africa occidentale e, se mi passa il gioco di parole, non ha mai fatto del male a nessuno. So che un suo picchiatore (tale Bonera) ha già avuto (ed eseguito) l’incarico di azzopparlo, ma lui resiste, non si dà per vinto, e allora lo lasci perdere. L’altro, invece, arriva dal Senegal e si chiama Fayè Moussa. Gioca nel Siderno, che ora dovrà disputare i play out per salvarsi e c’è anche bisogno di lui. Sia buono presidente, ci lasci almeno loro. E ci faccia divertire, lei che è un uomo di spettacolo. Ora, Ballarò tornerà ad essere pungente come un tempo, rivedremo certi personaggi che ci facevano ridere così tanto come Socci e poi tanto di quel pilo in Tv da risvegliare ardori che sembravano sopiti. Bravo Presidente, pensi che fra un paio di settimane i nostri sindacati confederali organizzeranno tanti scioperi generali e, lo ammetto, quando il capo del Governo è Lei, riescono molto meglio, c’è molto più gusto a manifestare. E non si faccia scappare l’occasione di nominare Dell’Utri ministro della Cultura e dell’Educazione, lui che ha già detto che farà riscrivere i libri di storia contemporanea, in modo che si sappia finalmente che i partigiani erano dei brutti delinquenti. Bravo Dell’Utri, continui a offrire l’immagine migliore del Sud. E poi la stampa, la stampa. Stavolta la farà tribolare di meno, caro Presidente. Biagi, pace all’anima sua, è morto; la Guzzanti e Luttazzi non li caga più nessuno dopo che sono scomparsi dai grandi circuiti televisivi nazionali e Santoro non merita neanche la Sua considerazione, anzi, lo cacci pure, che tanto quello trova sempre il modo di riciclarsi come parlamentare europeo. Ma una preghiera, per chiudere l’argomento, gliela devo fare: Presidente, CI LASCI ALMENO LA BORROMEO!!!!!!!!!».


Sono abitudinario

Aprile 13, 2008

Stamattina sono andato a votare. Di buon ora. Faccio sempre così, per evitare la fila del tardo pomeriggio di domenica quando c’è gente che evidentemente per esercitare il proprio diritto-dovere civico deve imbellettarsi come se dovesse andare a un party. Solita sezione (la 12), solito voto (Sinistra Arcobaleno), soliti poliziotti annoiati all’ingresso della scuola (uno parlava al telefonino, l’altro aveva un notebook col quale presumibilmente navigava in rete) ma seggio più simpatico del solito, visto che conoscevo sia il presidente che qualche scrutatore. Dopo la domanda di rito («Hai il videofonino addosso?») e l’auto-perquisizione per dimostrare che non avevo nulla del genere, le operazioni di voto sono state velocissime: il tempo di poggiare le schede sulla superficie, dribblare l’enorme falce e martello del Pcl verso cui la matita, ormai abituata da vent’anni di voto, si stava dirigendo e contrassegnare il simbolo dell’Arcobaleno. «Sei stato velocissimo» mi fa il presidente con un largo sorriso. «Figurati - rispondo io - lo sanno anche le pietre per chi voto». Già perchè sarà anche vero che vado a votare con minore entusiasmo rispetto al passato, ma rivendico ancora una volta la mia totale libertà nell’esercizio di voto. Non devo documentare nulla, non ho obblighi, non mi struscio con i politici per strada e non ho nè padrini, nè padroni. Non è il massimo, ma aiuta.
Dopo il voto, la spesa al supermercato e poi in edicola a prendere i giornali. Mi scopro abitudinario. E così per compensare il grigiore di questa domenica, vado a rispolverare una simpaticissima canzone di Elio e le Storie Tese, che conosco da più di vent’anni. Davvero esilarante nel suo essere trash ma senza mai scadere nel cattivo gusto. La offro in una versione dal vivo con la grandissima Paola Cortellesi, verso la quale ho sempre avuto un debole, che nel verso finale imita Loredana Bertè. Da cineteca


Un artista controcorrente

Aprile 10, 2008


Forse è il luogo che ha sempre desiderato creare. Anzi, togliamo pure il forse. Damocle Argirò, pittore sidernese, artigiano ed ex ciclista agonista ha inaugurato lunedì sera il suo studio d’arte in contrada Cerchietto a Siderno. La struttura, vicinissima al centro sportivo “Fossa dei leoni” è accogliente e piena di quadri, fotografie, ritagli di giornali, collage. L’occhio del visitatore è subito rapito dalla verosimiglianza dei ritratti.

Primi piani di personaggi locridei famosi. Molti di loro sono vivi e vegeti, altri non ci sono più, ma rivivono nei colori vivaci delle creazioni di Argirò. Ma non ci sono solo i volti più o meno noti. C’è anche spazio per gli angoli di una Siderno che non c’è più, paesaggi bucolici o marini.

E poi foto storiche, come quella scattata alla fine degli anni ’70, quando i principali esponenti politici sidernesi scesero in piazza rivendicando il diritto a un ospedale cittadino, quella stessa struttura che dopo quarant’anni sta velocemente perdendo attribuzioni, fino a trasformarsi in un hospice, un presidio per malati terminali.

Ritratti del “Che” e prime pagine di giornali riempiono le pareti dei tre luminosi locali. Damocle accoglie tutti con lo stesso sorriso e la disarmante umiltà. Una vita controcorrente la sua. Militante comunista da sempre, non ha mai fatto mistero della propria fede politica, fatta di valori e ideali inossidabili, che resistono all’usura del tempo e al crollo dei muri. Ora, dopo quarant’anni di carriera da apprezzato artigiano (per decenni fu l’autore dei carri allegorici del carnevale sidernese) si gode il meritato riposo. Ma uno come lui, da sempre impegnato nel sociale e nello sport (dopo essere stato ciclista agonista ha presieduto una società di atletica leggera) non potrà mai rassegnarsi a una vita da pensionato pantofolaio. Ecco perchè ora che non è più oberato da impegni di lavoro, si può dedicare a tempo pieno all’arte, la sua grande passione.

Ma non solo. Come ammette lo stesso Argirò a margine della serata inaugurale dello studio d’arte: «dobbiamo sfruttare la struttura non solo come studio d’arte, ma anche e soprattutto come circolo culturale, che sia il punto di riferimento di chi condivide certi valori e non vuole appiattirsi sul pensiero unico. Qua potrebbe prendere corpo un circolo d’ispirazione comunista che sia il punto di riferimento della sinistra sidernese, che da un paio d’anni vive una crisi di rappresentatività. Il punto – prosegue – è che la gente che la pensa come noi c’è, ma forse non si sente adeguatamente rappresentata. Basti pensare che i principali partiti della sinistra sidernese non hanno un segretario e molti militanti hanno abbandonato la politica attiva. Potremmo ricominciare il discorso da qui – conclude. Dalle idee, dalla cultura, dall’arte per poi costruire qualcosa di più importante per il futuro».

John Lennon diceva nella sua “Imagine” «you may say I’m a dreamer, but I’m not the only one» (“direte che sono un sognatore, ma non sono l’unico”), e Argirò è un sognatore nato. Ma tra un sogno e l’altro crea, coinvolge e s’impegna. Mica male per un pensionato.


Volti decisamente soddisfatti

Aprile 10, 2008


Mercoledì 9 aprile, ore 22,30 circa. Il merito della soddisfazione nei volti dei tre soggetti ritratti è da ascrivere al fantasmagorico staff diretto dallo chef Fabio, nella foto assieme ai tre buonGustai. Queste le meraviglie della serata:

Moscardini al sugo, scampi crudi con rucola, polpo alla greca, seppia gratinata e poi spaghetti al nero di seppia, pezzo duro e limoncello. Il tutto innaffiato dal “solito” Greco di Tufo. Come non essere contenti dopo una cena così? Grande Fabio e grande tutto lo staff del Gusto. Alla prossima :-D


Intervallo

Aprile 9, 2008

Non è un fotomontaggio, ma un’immagine reale, scattata questo pomeriggio alle 14 nei pressi di casa mia. Mucche al pascolo a un passo dalla spiaggia, nei pochi metri di strada sterrata che collega via dei Gabbiani alla statale 106. Succede anche questo, ogni primavera. La prima volta ho pensato di essere su “Scherzi a parte”.


Burraccia for President?

Aprile 7, 2008

Potrebbe essere uno scoop per festeggiare degnamente i 40.000 contatti, o la solita bufala. Fatto sta che l’inutile gestore dell’altrettanto inutile blog ha colto col suo impertinente obiettivo Peppe “Burraccia” mentre, nel tardo pomeriggio di oggi, usciva dalla sede della Pro Loco di via Cesare Battisti. Cosa sarà andato a fare lì, il noto clochard sidernese? Secondo una soffiata dei soliti bene informati sarebbe andato a ufficializzare la sua candidatura a presidente della locale associazione turistica. Personalmente non ci credo e propendo più per la bufala. Del resto, sarà anche amato da tutti perchè è un’icona di una certa sidernesità verace, ma aspirare alla presidenza della Pro Loco mi sembra troppo. Non trovate?


Uno su mille ce la fa

Aprile 6, 2008

La domenica di merda è finita. Ma è finita bene, perchè ho appena assistito in Tv a una partita che mi ha riconciliato col calcio. Sicuramente il più bello spettacolo calcistico dell’anno. Palermo-Juventus è finita 3-2, ma sono contento lo stesso. Perchè lo sportivo prevale sul tifoso e quindi plaudo a tutti i protagonisti in campo, che hanno dimostrato che in serie A non ci sono solo i Cassano, i Materazzi e altri personaggi diseducativi per le giovani generazioni, ma campioni e uomini esemplari. Bravo Del Piero che ci stava conducendo alla vittoria, bravo Amauri perchè è un campione, e il prossimo anno potrebbe giocare con noi, bravo Sissoko che è una forza della natura, bravi Migliaccio e Colantuono, perchè i pelati sono sempre una potenza. Ma l’applauso più forte lo riservo a un ragazzo di Melito Porto Salvo che conobbi nel 1998. Giocava in serie D in un Locri che si stava riprendendo dalla batosta di una mancata promozione in C2 e probabilmente la sera guardava i posticipi della serie A sulla Tv satellitare. Guardava Del Piero vincere tutto. Questa sera, al termine del partita, ha stretto la mano allo stesso Del Piero che ammirava in Tv. Ma da vincitore. Sto parlando, ovviamente, di Fabio Caserta. Lo ricordo magrissimo e i capelli pieni di gel conciliare l’impegno calcistico con gli studi di ragioneria. Era l’ultimo anno di scuola per lui nella stagione 1997-98 ma in campo era già un leader. Giocava a testa alta e tagliava il campo col piglio di un veterano. Tanto peregrinare per lui in Sicilia (C2 con l’Igea Virtus ecc.) poi l’esperienza col Catania, la serie A e il trasferimento a metà stagione nel Palermo, per indossare quella maglia che forse gli ha regalato questa sera la più bella gioia sportiva della sua carriera. Fabio Caserta, la dimostrazione vivente che, come cantava Gianni Morandi, uno su mille ce la fa. Ed è uno che merita. Sono contento per lui. E orgoglioso di una squadra che anche se perde lo fa con l’onore delle armi e a testa alta, altissima.


Ma che domenica bestiale

Aprile 6, 2008

Piove e fa freddo da quasi una settimana, l’ospedale di Siderno diventa ufficialmente un cronicario e a me sta capitando troppo spesso di non avere il tempo di curare le amicizie e mi trovo costretto a rifiutare inviti, o semplicemente a fuggire dietro ai miei impegni nell’eterna corsa contro il tempo. Dovrei ritagliarmi più spazio per me stesso. Facile a dirsi. Certo che non ho tanti motivi per essere allegro oggi. O forse è solo questo cazzo di cielo grigio che veramente ha rotto i coglioni. Ecco perchè l’altra notte ho sognato di essere a Cuba. Ho sempre pensato di andarci, ma non ho mai trovato il tempo e i soldi. Ma poi mi domando: «mi piacerà davvero?». Specie ora che il governo sta somministrando al popolo pillole di beni di consumo come da noi, nelle nostre discoteche, spacciano pasticche di extasi. State attenti che si va a finir male. Si inizia col DVD e si finisce col diventare come l’Europa dell’Est con mafia, corruzione, emigrazione e prostituzione diffuse. Ma sì, in fondo sono cazzi loro. E poi forse io a Cuba non ci andrò mai. E va bè. Mando un abbraccio a tutti gli amici vicini e lontani che in questo periodo ho trascurato un pò. Ma non l’ho fatto apposta, credetemi. Buona domenica

 

 


Date voce all’Mpa!

Aprile 4, 2008

Oggi si registra la clamorosa protesta dei militanti dell’Mpa, che lamentano scarsità di spazi nei mass media in questa campagna elettorale. Ma il loro alleato Berlusca, con tutte le televisioni e i giornali che ha, non poteva dare loro un pò più di spazio. O c’è stato un colpo di coda di Prodi che prima di congedarsi ha emesso «L’editto di Sciacca», in virtù del quale la Tv pubblica non deve dare spazio a Lombardo e i suoi? Mah. Io quando è venuto a Siderno gli ho dato un’apertura di pagina con tanto di foto, quindi il mio dovere l’ho fatto ,perdendomi anche Inter-Juventus. Ma il giornale è una cosa seria. L’inutile blog no. E quindi, eccovi questo filmato trovato su you tube pieno di graffiante ironia che dimostra che anche l’inutile blog ha perorato la causa dell’Mpa. Via il bavaglio!


La casa della libertà (di essere contro la mafia)

Aprile 2, 2008

E’ l’altra faccia della canzone “I’m Pd”. Lo striscione immortalato nella foto è esposto nel balcone di una abitazione di corso Garibaldi a Siderno. Ovviamente, si tratta della casa di un militante veltroniano, ma sarebbe bello se i militanti e i simpatizzanti di tutti i partiti seguissero il suo esempio. Certo, uno striscione non cambia la storia, ma è un metodo di comunicazione molto efficace, come l’indimenticabile “E adesso ammazzateci tutti”, giusto per fare un esempio. Ad majora semper.A proposito…ecco “I’m Pd”P.S.: com’è arcinoto, io voto per la Sinistra Arcobaleno. Ma mi piacciono sia lo striscione che la canzoncina