Tre anni senza Enzo Baldoni


Tre anni fa, di questi tempi, veniva sequestrato e ucciso in Iraq Enzo Baldoni, free lance. Tre anni dopo avverto la nostalgia di lui, anche se non l’ho mai conosciuto. Forse perchè tra le tante persone scomparse in una guerra assurda, la sua morte è stata quella che mi ha colpito di più. Già, perchè Enzo era diverso dagli altri. Non era un militare dal fisico tetragono e la mascella volitiva, non si nascondeva dietro a un drappo tricolore, non indossava divise, non era un “uomo dello Stato”. Era un uomo e basta. Uno che scriveva senza particolari vincoli di dipendenza da una testata. Uno che era andato in Iraq per vedere quello che l’informazione ufficiale non faceva vedere. Enzo voleva vedere e raccontare, anche e soprattutto attraverso il mezzo più informale che la moderna tecnologia ci mette a disposizione : un blog. Proprio come questo che io uso per scrivere minchiate e pettegolezzi. Dedicargli un post in un blog nato da pochi giorni era un atto dovuto. Perchè Enzo era davvero uno di noi. Amava scherzare anche nelle situazioni più drammatiche e adorava i fumetti. Forse perchè la faccia da fumetto ce l’aveva davvero, col pizzetto, gli occhiali rotondi e il sorriso sempre stampato in volto. Sincero, mai falso. Alla sua famiglia mancano le sue spoglie, mai rientrate in Italia. A tutti manca un testimone autentico del nostro tempo. Un eroe tenero, al quale Samuele Bersani, uno dei cantautori che preferisco e ai quali mi sento più vicino (forse perchè è nato otto giorni prima di me e a poche decine di chilometri di distanza) gli ha dedicato una canzone. Si chiama “occhiali rotti”, e fa parte dell’album “Aldiquà” del 2006. La musica è allegra, a tinte pastello. Non piange la sua morte ma lo descrive proprio per come era lui. Anche in quei momenti drammatici. Godetevi il testo :

SAMUELE BERSANI “OCCHIALI ROTTI” (dall’album “L’aldiquà” del 2006)

 Ho lasciato la mancia al boia per essere sicuro
che mi staccasse la testa in una volta sola e ti assicuro
non lo pagai sperando di fermarlo
come mai si ritirò è un mistero e il motivo non so spiegarlo
ma so andarmene lontano
se nessuno mi trattiene
e tornarmene a Milano nonostante le catene
Ho lasciato la mancia al boia, sai quanto mi servisse
un orologio Bulova
se il tempo lo scandiva la mia tosse
tanto che poi in cambio ottenni acqua
e un sorriso che pensai
fosse un rischio persino per lui
per capirmi è necessaria la curiosità di Ulisse
di viaggiare in solitaria
vedendo il mondo per esistere.
E chissà che poi non capita che ad uccidermi
sia per caso la pallottola amica di un marine
ma se chi dovrebbe darti aiuto respinge il tuo saluto cosa fai?
bestemmi o preghi il dio del vetro andando marciandietro via dai guai
e vai all’inferno
che la differenza in fondo non ci sta
Ho lasciato la mancia al boia per essere sicuro
che mi staccasse la testa in una volta sola e ti assicuro
non lo pagai sperando di fermarlo
come mai si ritirò è un mistero e il motivo non so spiegarlo
ma nel giro di un minuto dietro a un paio di lenzuola
è sbucato il sostituto
con in mano una pistola
Finalmente un po’ di musica
ma che nostalgia di quando avevo preso la chitarra elettrica e l’ho data via
chissà se gli errori del passato sono ancora adesso in garanzia
e se mi verrà mai perdonato il fatto che io spesso andassi via
un bacio a tutti, quanti sogni belli e quanti brutti
i miei occhiali si son rotti
ma qualcuno un giorno li riparerà.
Finalmente un po’ di musica
ma che nostalgia di quando avevo preso la chitarra elettrica e l’ho data via
chissà se gli errori del passato sono ancora adesso in garanzia
e se mi verrà mai perdonato il fatto che non fossi a casa mia
un bacio a tutti, fate sogni belli e pochi brutti
i miei occhiali si son rotti
ma qualcuno un giorno se li metterà
e a occhi semichiusi
attraverserà posti distrutti
e silenziosi

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