Inizia l’autunno


“Veni l’autunnu, scura cchiù prestu, l’arburi peddunu i fogghji e accumincia ‘a scola” iniziava così la canzone “Veni l’autunnu” di Franco Battiato, tratta dall’album “Fisiognomica” del 1988. Ricordarla oggi, che inizia la stagione in cui cadono le foglie, ci risparmia lo strazio di un incipit da temino delle scuole elementari. Io abito sul mare, sullo Jonio di preciso. Lo dico a quelli che grazie ai link stanno scoprendo il mio blog, che, evidentemente, sta superando la lettura da parte delle ristretta cerchia dei miei amici più cari. Quindi, esco dal cancello di casa e dopo 4-5 metri di carreggiata di una strada sterrata, sono in spiaggia. Una bella situazione, diranno molti di voi. D’estate di sicuro, ma d’inverno… Guardate le foto. Sono tipiche scene invernali. La forza delle mareggiate non ha bisogno di commenti, ma non è degli eventi naturali che voglio parlare.
Quando anche l’incuria dell’uomo ci mette del suo, allora nasce l’indignazione. Già, perchè il problema è proprio la strada sterrata, che in direzione nord finisce dopo una trentina di metri da casa mia, mentre in direzione sud si collega alla strada statale attraverso una curva che passa per la foce di un torrente che in inverno deborda quasi sempre, rendendo di fatto inagibile la strada, e quindi,l’unica via di accesso alla statale rimane un ponticello della ferrovia che consente al massimo l’accesso di un’autovettura, essendo inagibile a mezzi di soccorso, ambulanze e anche ai fornitori di Gpl. Ovviamente, noi residenti non siamo rimasti con le mani in mano. Raccolte firme, incontri con i vari sindaci che si sono succeduti alla guida della città ecc. Nessun risultato. E pensare che l’estremità sud della strada sterrata è divisa dal lungomare cittadino da soli cinque metri. Insomma, con un ponte di cinque metri si collegherebbe la popolosa frazione al resto del mondo. “Non ci sono i soldi” ha detto il primo cittadino, perchè abbiamo investito tutte le nostre risorse nella costruzione del teatro. Sarà. Ma intanto, gli abitanti di quella zona, si preparano a un altro inverno di isolamento quasi certo. Chi chiamare? Le Iene? Il Gabibbo? E’ possibile che per far ascoltare la propria voce bisogna rivolgersi sempre ai personaggi televisivi? E’ questa la pseudodemocrazia mediatica?

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