Cchiù pilu pè tutti!


Trovo delle grandi analogie nella scelta della classe dirigente di Forza Italia e in quella della parodia del politicante calabrese interpretata magistralmente da Antonio Albanese. Sì, insomma, un pò di pilo non guasta mai, e il Berlusca, da quando esiste il suo partito azienda, non ha mai fatto mistero di preferire una bella immagine a dei contenuti programmatici, che rimangono comunque (ovviamente dal mio punto di vista) scarni, semplici e ovviamente pro domo sua. Il tutto, prestando massima attenzione al ricambio generazionale. E così, è capitato che Ombretta Fumagalli Carulli, forzitaliota della prima ora e soprannominata da Bossi “la nonna di Barbie”, una volta raggiunti gli “anta” sia migrata verso altri lidi politici, sostituita, tra le altre, da Elisabetta Gardini, che dà ancora dei punti alla Prestigiacomo (a proposito, devo ricordarmi di metterla in “ciò che detesto”) e poi dalle varie Mara Carfagna (ex valletta di Mengacci a Retequattro) della situazione. L’ultimo fenomeno del populismo mediatico “Made in Arcore” si chiama Michela Vittoria Brambilla. Quarant’anni ben portati, capelli rossi per non guastare la par condicio interna al partito azienda tra bionde e more e una fabbrichetta di famiglia che produce fil di ferro. Trascorsi da reginetta di bellezza anni ’80, MVB fonda, su stigma del cavaliere,(lo scrivo minuscolo apposta) i “Circoli della Libertà”, associazioni di giovani imprenditori stanchi dell’eccessiva pressione fiscale e, apparentemente non schierati politicamente, anche se ce l’hanno con Prodi e col governo. Con questa etichetta, che sa di novità, la Brambilla e la sua lingerie conquistano la prima serata televisiva dei talk show politici. Addirittura, MVB millanta la presenza di 5000 circoli presenti in tutto lo Stivale. Un’inchiesta di Diario della settimana (ahimè una delle ultime prima di chiudere bottega) rivela che in realtà il numero dei circoli sul territorio è stato gonfiato a dismisura, specie se pensiamo che a Milano (in tutta la City produttiva) ce ne sono soltanto 8, mentre a Roma (quella “ladrona” e capitale della politica) 12. Insomma, l’ennesimo fenomeno creato a tavolino, come i club Forza Italia messi su in pochi mesi nel 1994. Solo che allora sorsero veramente. Stavolta…mah! A proposito, ma a Casal di Principe, i giovani imprenditori che hanno contestato lo scrittore antimafia Saviano dicendo che «la camorra non esiste», lo avranno fondato già un Circolo della Libertà? Mi informerò…

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2 Responses to Cchiù pilu pè tutti!

  1. paola ha detto:

    scusa gianluca, a rigor di cronaca, la brambilla ha una fabbrichetta che produce prodotti ittici surgelati; lucia annunziata in un articolo sulla stampa di poche settimane fà la definiva perciò la ‘pescivendola’.

  2. gianlucalbanese ha detto:

    Accetto la precisazione “ad audiuvandum” : la “fabrichetta” (da pronunciarsi con accento brianzolo) di fil di ferro ce l’ha pure, fidati… e se incartasse i pesci col “Giornale della Libertà” sigillando l’involucro col fil di ferro? Sarebbe una straordinaria operazione di marketing, espressione che quelli come lei adorano…

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