Stasera non mi va di esultare


Ho appena finito di vedere il derby della Mole. A onor del vero, sono riuscito ad assistere soltanto al secondo tempo. Ora la mia squadra è sola al secondo posto in classifica, solo un punto in meno della multimiliardaria Inter di Moratti e 6 in più del Milan di Berlusconi. Insomma, questa Juve operaia non finisce di stupire. Gioca una partita grintosissima “alla Toro”, appunto e vince con un goal di Trezeguet nei minuti di recupero. Il francoargentino non è nuovo a queste imprese, e nel 2000 con la maglia della Francia, diede a noi italiani un gran dispiacere agli europei di Belgio e Olanda. Grandissimo attaccante che per fortuna è rimasto in bianconero. Il punto è che questa sera non mi va proprio di esultare. Forse non meritavamo la vittoria. E non mi riferisco all’azione del goal, convalidato dopo qualche dubbio di telecronisti, moviolisti ed ermeneuti del gioco del calcio (sarà fuorigioco o no?). Mi riferisco ai deprecabilisissimi incidenti scoppiati tra pseudo tifosi nel prepartita, ma soprattutto allo svolgimento della gara, nella quale il Torino ha offerto un mirabile esempio di quello che dev’essere il gioco del calcio : grinta, cuore, determinazione. Senza fronzoli, senza opportunismi. Le telecamere di Sky hanno regalato alla nostra visione il portiere granata Sereni abbracciare ugualmente i propri compagni dopo la partita. Questi ragazzi hanno dimostrato di meritare il plauso degli amanti del calcio e di essere degni della gloriosa maglia granata. Trovo altresì di pessimo gusto vedere i giocatori bianconeri saltare sotto la curva al grido di «chi non salta è un granata». E’ bella la simbiosi squadra-pubblico, ma dopo una partita giocata con questo spirito, avrei preferito vedere strette di mano e scambio di magliette tra calciatori. Sono sempre più convinto che gli esempi migliori debbano venire dal campo e i giocatori della Juve hanno perso una buona occasione. Bravi e cinici, comunque, fino al 95′. Mi è piaciuto tanto Del Piero, che non era il “solito” Del Piero abulico degli ultimi tempi, ma un bravo ispiratore della manovra d’attacco che ha altresì sfoderato un’inusitata grinta “alla Gattuso”. Non è che sotto la maglia bianconera ne aveva una granata? Scherzi a parte, onore al merito al Torino. Onore al merito al Vecchio Cuore Granata. E la Juve? Esultanza discutibile a parte, penso che debba continuare con questa umiltà. Vedo delle analogie con la prima Juve di Lippi. Ma non diciamolo in giro… 🙂

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