G8, niente commissione d’inchiesta

ottobre 31, 2007


TAG this image
Coi voti di tutto il centroDESTRA, supportato da Udeur e Italia dei Valori, il Parlamento italiano ha deciso di non istituire una commissione d’inchiesta sugli abusi di alcuni picchiatori mascherati da forze dell’ordine durante il G8 di Genova nel 2001. Manifestanti che dormivano insieme nella palestra di una scuola, dopo una giornata passata tra le strade del capoluogo ligure, sono stati aggrediti nel sonno a colpi di manganello, stivali e tutto ciò che potesse offenderli e umiliarli, in un tripudio di frasi urlate dai bastonatori inneggianti a Hitler e Pinochet. Certo, non mancarono gli scontri in piazza, e in uno di questi morì un giovane manifestante, quel Carlo Giuliani che era convinto, come molti di noi, che un altro mondo fosse possibile. Un altro mondo in cui carabinieri e polizia arrestano i criminali e non si accaniscono contro giovani pacifisti inermi, rimanendo altresì indifferenti alle violenze dei black block. In questi anni molte cose sono accadute nelle stanze dei bottoni dei vertici delle strutture speciali delle forze dell’ordine. Mezze ammissioni, ritrattazioni, rimozioni da incarichi e quant’altro. Il punto è che non si è fatta giustizia. E neanche piena luce su quanto accaduto. Forse, una commissione parlamentare d’inchiesta avrebbe aiutato a vederci chiaro. Non è stato possibile. Evidentemente, certi fili scoperti non si possono toccare.


Buona domenica

ottobre 28, 2007

Abbiamo letto stamani sulla stampa gratuita un intervento in cui la consigliera comunale di maggioranza Jole Figliomeni fornisce la propria interpretazione dei fatti del consiglio comunale di lunedì scorso. Fin qui nulla di male. Attacca la consigliera di minoranza Maria Teresa Fragomeni per la sua condotta politica tenuta nel civico consesso e nelle commissioni consiliari di cui fa parte. Fin qui nulla di male, perchè questo rientra nella dialettica politica. Poi però, critica l’articolo firmato dall’amica e collega Antonella Scabellone che come sempre ha descritto in maniera limpida, equilibrata, attenta e puntuale i lavori del consiglio comunale e ha compiuto il suo dovere di brava cronista in pieno. Addirittura, la Figliomeni compie un inutile esercizio di dietrologia nel momento in cui lascia intendere che Antonella avrebbe manifestato scarso equilibrio e addirittura faziosità nel parlare della modifica dello statuto comunale, perchè animata da livore nei confronti di chi non avrebbe pensato a lei nel momento in cui bisognava assegnare l’incarico di difensore civico. Lascio a voi il giudizio sulla correttezza della stampa gratuita, che permette che nelle proprie pagine si possa criticare quanto scritto e pubblicato su un’altra testata. Del resto, l’avevano già fatto quando hanno pubblicato delle assurde critiche nei miei confronti, figuriamoci se non lo rifacevano. Una cosa è certa, e ho avuto modo già di manifestare il mio pensiero alla Figliomeni : Antonella, oltre che essere una persona limpida, integerrima, al di sopra di ogni sospetto e scevra da condizionamenti e legami di tipo politico, economico, professionale, amicale e parentale con chi siede tra i banchi del consiglio comunale, è una seria e bravissima cronista, e lo ha dimostrato ancora una volta, quando nell’articolo uscito mercoledì ha fornito una descrizione dei fatti veritiera, esauriente ed equilibrata. Oggi, il mestiere di chi scrive sui giornali è sempre più difficile. Io e Antonella abbiamo la fortuna di collaborare con una testata seria che ha saputo fare quadrato attorno a una sua collaboratrice tra le migliori della regione, decidendo di non pubblicare sulle proprie pagine il comunicato della Figliomeni. Tenetene conto, quando andate in edicola e dovete scegliere da quale organo di stampa trarre le informazioni, e magari sarebbe bello aprire una discussione sul ruolo dell’informazione politica a Siderno.


Mani rosse di sangue

ottobre 26, 2007


TAG this image
Il segretario di stato americano Coondoleeza Rice ha la fisionomia di un rettile, come si evince dalla foto. Punta di diamante di quella squallida classe dirigente americana magistralmente evidenziata nei film di Michael Moore, è uno dei falchi della banda capitanata da quel tonto di G.W. Bush. Le multinazionali del petrolio li hanno votati e poi hanno indirizzato le loro scelte di politica internazionale, con le guerre inutili, sanguinarie e dettate da interessi economici. E proprio ieri una pacifista americana (sì, ci sono anche loro negli Usa, ma sono pochissimi, o almeno pochissimi sono quelli che manifestano liberamente, più o meno la stessa percentuale dei sidernesi che s’indignano per la modifica ad personam dello statuto comunale) ha manifestato davanti a lei con le mani tinte di rosso sangue. Impassibile l’anaconda di regime, solerti le guardie del corpo che hanno provveduto subito a immobilizzare l’esile ma coraggiosa pacifista, alla quale va la nostra modestissima solidarietà. In passato, qualcuno è riuscito a tirare una torta in faccia ai potenti della terra. Un modo come un altro per far sentire loro dei pagliacci. A proposito, io non mangio dolci, ma quanto costano le torte alla panna al chilo? 🙂


Questo processo non s’ha da fare

ottobre 25, 2007


Non vi azzardate a dire che il soggetto in fotografia mi assomiglia. Abbiamo in comune soltanto un buon rapporto con la lametta da barba. Per il resto lui è un militare americano e io no; lui è un assassino e io no. Si tratta di Mario Lozano, il militare americano che ha ucciso Nicola Calipari. E’ di oggi la vergognosa notizia che non potrà essere processato in Italia. Brutta razza, i militari americani, ad Abu Grahib hanno torturato i prigionieri, il loro “fuoco amico” ha ucciso un eroe che aveva appena salvato una sua connazionale, nelle basi del Veneto si ubriacano, e poi vanno in giro tra schiamazzi, danneggiamenti, stupri e altre nefandezze che commettono, senza che la popolazione locale si ribelli più di tanto (tranne che i manifestanti contro l’allargamento della base al Dal Molin). Loro godono di un’immunità particolare, e il caso Lozano lo dimostra ancora una volta. Il Che definiva gli yankees “nemici dell’umanità”. Pensando a Lozano e ai suoi commilitoni di Abu Grahib, forse non aveva tutti i torti.


Un parere da ascoltare

ottobre 25, 2007


L’approvazione del pacchetto sicurezza da parte del Consiglio dei Ministri, è slittata di qualche giorno. L’importante provvedimento, che contiene al suo interno la delega all’esecutivo per la redazione di un Testo Unico per la lotta alla criminalità organizzata, è stata rinviata per il veto posto dai partiti di Sinistra a quella parte in cui i reati commessi da writers e lavavetri venivano equiparati a quelli commessi dai mafiosi. In effetti, non hanno tutti i torti. Prima fanno l’indulto per superare la crisi di sovraffollamento delle carceri e poi intasano i tribunali con dei processi a carico di estrosi creativi e poveri sventurati?
Riguardo il T.U. di cui sopra, penso che sarà molto utile, nella fase di redazione, ascoltare il parere di magistrati da sempre in prima linea, come il nostro Nicola Gratteri, uno che, ripeto ancora una volta, dobbiamo apprezzare adesso mentre è nel pieno della sua attività e non rimpiangerlo in un futuro che ci auguriamo il più lontano possibile. Il magistrato di Gerace sostiene che sia più importante la diffusione di un libro sulla legalità nelle scuole che dieci arresti eccellenti. Ma anche la necessità di inasprire le pene, affinchè non passi quel concetto di impunità che l’opinione pubblica sembra percepire in maniera chiara. Un Testo Unico che non dovesse tener conto delle indicazioni dei magistrati come Gratteri, assomiglierebbe molto ad aria fritta.


La pazienza della Democrazia

ottobre 23, 2007


La puntata di Ballarò che mentre scrivo si avvia alla conclusione, ha regalato agli spettatori un Oliviero Diliberto in forma smagliante. Determinato, ironico, pungente e con la risposta sempre pronta sia nei confronti dei modesti interlocutori (Brambilla e Maroni) che degli alleati forse mal sopportati, come il socialista Boselli che ironizzava sul fatto che il segretario del Pdci andrà all’anniversario della Rivoluzione d’Ottobre sulla piazza Rossa di Mosca. «Troverai meno gente che alla manifestazione del 20 a Roma». Fulminea la risposta : «guarda che il Partito Comunista russo è al 18%, molto più dei socialisti in Italia». Il leader dello Sdi resta di stucco. Alla Brambilla, che parlava di “Casta degli ambientalisti” (che è la cazzata delle 23.05), risponde che la doverosa concertazione del Governo con i cittadini sulla costruzione di opere pubbliche non proprio ben accette dal territorio (vedi la Tav) non era altro che “La pazienza della Democrazia”, espressione geniale e semplice quasi quanto il richiamo ad abbassare sì le tasse, ma solo ai lavoratori dipendenti che sono gli unici a pagare fino in fondo, che strappa l’applauso di tutta la platea del programma di Floris. Ma soprattutto, apre i suoi interventi, dando notizia di una proposta di legge per ridurre i costi della politica presentata proprio ieri dal Pdci. Insomma, passione, dialettica e anche molti contenuti quelli dimostrati dal professore di Istituzioni di Diritto Romano alla Sapienza che è anche segretario del Pdci. Ieri l’ho bacchettato per quel propagandistico richiamo al mantenimento del simbolo di falce e martello che sembra preludere a una mancanza di volontà di fusione con Rifondazione, Verdi e Sinistra democratica. Ne sono tuttora convinto, ma il Diliberto ammirato a Ballarò resta sempre il leader per il quale domani voterei ancora. Anche se da un paio di anni non ho più in tasca la tessera del suo partito. Tra qualche giorno andrà a Mosca per festeggiare la Rivoluzione. Ci spedisca idealmente un cartolina. Poi, però, tornato in Italia torni ad impegnarsi per i contenuti e lasci perdere i simboli, agevolando il processo di unificazione di quella che ora chiamano “Cosa Rossa”. La speranze di chi ancora crede che non ci sia solo del marcio in politica, vengono riposte solo in quelli come lui. Aiò.


Ecco le larghe intese

ottobre 23, 2007

Il civico consesso sidernese di ieri, ha dato prova di quella che è la sua interpretazione del concetto di “larghe intese”. Bisognava abrogare, infatti, quella norma dello statuto comunale vetusta e illiberale, bolscevica e menscevica, stalinista e trotzkista; antidemocratica e antilegalitaria che impediva la nomina a difensore civico di un parente stretto di consiglieri e assessori comunali. Lo statuto è stato quindi modificato e che nessuno si azzardi a dire che è stata una modifica ad hoc, visto che la revisione della carta fondamentale del comune di Siderno avrebbe riguardato anche altri importanti punti, come, ad esempio, quello che concerne la denominazione di Città, recependo un Dpr di qualche tempo fa. Ricordiamoci sempre di questo momento storico, specie quando un locrese ci darà dei “vavalaciari”, noi potremo rispondere che siamo “cittadini” come loro, e se non ci credono gli facciamo vedere lo statuto…tiè! Presto, quindi, Siderno potrebbe avere finalmente un difensore civico e noi, da questo nostro inutile blog, rilanciamo la candidatura avanzata qualche settimana fa, ovvero quella di un giovane napoletano di nome Fabio, 34 anni, uno che di difesa se ne intende e non vede l’ora di tornare in Italia, visto che è stufo di fare l’emigrato all’estero. Vediamo.
Tutto questo, ovviamente, è stato possibile grazie alle larghe intese tra la maggioranza e metà della minoranza consiliare, con l’altra metà dell’opposizione ridotta a due unità presenti. D’Alema, D’Alema, tu volevi fare le riforme costituzionali con la tua Bicamerale e hai fatto fiasco. Impara come si fa, tu che stai studiando da leader occulto del Pd.