Giri di valzer


Valzer di poltrone tra i direttori delle testate giornalistiche del Berlusca. Maurizio Belpietro (“l’antipatico” per antonomasia) lascia Il Giornale per andare a dirigere il settimanale Panorama. Gli subentra Mario Giordano che lascia così Studio Aperto (come faremo senza essere più allietati dalla sua voce stridula?), che quindi andrebbe a un certo Mulè (già direttore di un Vg on line o roba del genere), il quale a sua volta, viene sostituito da Claudio Brachino, già vicedirettore di Studio Aperto e inventore della versione televisiva della rivista “Grand Hotel” (o se preferite “Novella 2000”) : il settimanale di gossip Lucignolo. I fratellini di Arcore, quindi, attuano una versione riveduta e corretta della Scala mobile, nella quale l’affidamento di un incarico a uno, comporta l’automatico slittamento in avanti del codazzo. Ma qual’è il motivo di tali stravolgimenti?La risposta l’ha fornita mister simpatia Vittorio Feltri, direttore di Libero :”Il Cavaliere vuole costruire una rete di direttori “malleabili” in vista di una prossima scadenza elettorale”. Alla faccia dell’indipendenza dei professionisti dell’informazione. Ma una bella legge sul conflitto d’interessi, no vero? Aridatece Giorgio Medail, che con il suo cappottone, il Borsalino in testa e le interviste per strada, si era guadagnato l’appellativo di “alter ego di Geny Blefari”. Paolo Del Debbio ci fa rimpiangere perfino lui…

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