Venerdì 19 : che manifestazione sarà?

Come anticipato in un post di qualche giorno fa, venerdì 19 è prevista una grande manifestazione a tutela della sanità comprensoriale, dopo gli atti aziendali dell’As che vanno verso una continua spoliazione delle attribuzioni dell’ospedale di Siderno ed un sovraccarico di quello di Locri. Il raduno è previsto per le ore 9, in piazza Vittorio Veneto (davanti al municipio). Certo, l’orario non è un gran che : la gente che lavora, a quell’ora, difficilmente potrà prendervi parte, almeno i lavoratori dipendenti. Sarà importante, a questo proposito, capire se le associazioni di commercianti si stanno muovendo.Solo con la chiusura dei negozi per un paio d’ore, infatti, si potrà dare il senso di una manifestazione sentita e partecipata. Del resto, i motivi per mobilitarsi ci sono tutti e negli altri centri della regione, interessati dagli accorpamenti di reparti e provvedimenti analoghi e propedeutici al nuovo Piano Sanitario regionale griffato Doris Lo Moro (nella foto durante l’incontro con gli amministratori locali dello scorso 13 luglio a Siderno) , la gente è già scesa in piazza. Il punto è che a Siderno, c’è un precedente che quantomeno inquieta : lo scorso luglio, infatti, il comitato di raccolta firme a tutela dell’ospedale di Siderno, organizzò, dopo l’esito trionfale della petizione, una manifestazione per il primo sabato di luglio, in concomitanza col ritorno a Siderno di una delegazione di medici, amministratori locali e consiglieri di maggioranza ed opposizione che furono ricevuti da Loiero e dalla Lomoro presso la sede della Giunta Regionale. Ebbene, quella manifestazione fu un colossale flop. Dobbiamo dirlo senza infingimenti. Nonostante la campagna pubblicitaria, i manifesti e gli altoparlanti delle auto che fecero e rifecero mille volte il giro del paese, quel pomeriggio, in piazza Vittorio Veneto c’erano poche persone. Qualche arguto intellettuale topo da biblioteca, chiese, in maniera sarcastica, se quello fosse il funerale dell’ospedale di Siderno. In effetti, tale era la mestizia che non andò molto lontano. Ricordo le ipotesi sussurrate nell’orecchio riguardo il flop, le presunte responsabilità del politico X o Y, le assenze, i ritardi e così via.
Ma al di là di questo inutile e copioso esercizio di dietrologia, il dato allarmante fu la scarsa partecipazione della gente, come se tutti avessero accettato passivamente questo scempio che si sta perpetrando ai danni della sanità pubblica, ai danni della salute, il bene pubblico per eccellenza. Bisognerà evitare che la manifestazione di venerdì si riveli un altro flop. Sarebbe l’ennesimo colpo, forse il colpo di grazia, all’immagine sociale e culturale della Locride, e di Siderno in primis. Una comunità cittadina incapace di ribellarsi alla spoliazione del proprio ospedale e tutta presa dal suo tran tran improntato al produci-consuma-crepa, alla passeggiata sul corso sabato dopo cena o domenica sera, al suo shopping e ai suoi piccoli riti pagani, questa comunità, qualora si mostrasse incapace di scendere in strada al fianco delle istituzioni e dei suoi rappresentanti, farebbe l’ennesima figura di merda. I sidernesi dimostrerebbero di non essere un popolo, ma un gregge. Vedremo. Peccato, come dicevamo, per l’orario. Alle 9 di mattina, la gente che lavora da dipendente ed è soggetta a orari rigidi, difficilmente ci potrà essere. Domenica ho rivolto a un consigliere comunale la domanda, “Come mai quest’orario? Perchè alle nove di mattina?”. La risposta è stata : «perchè così vengono anche i ragazzi delle scuole!».Minchia! Vuoi vedere che per “fare numero” una manifestazione del genere avrà bisogno di qualche centinaio di studenti caciaroni che vogliono la scusa per non fare lezione? A volte sembra che la gente, a Siderno in particolare, non sia più capace di manifestare, di vivere in comunità, di pensare al di là del proprio orticello, come se le parabole appese al balcone fossero degli scudi di difesa dal prossimo. Mah. Mi piace pensare ad altri tempi. Periodi che non ho vissuto perchè o ero in fasce o troppo piccolo. Una delle più belle manifestazioni in assoluto della storia d’Italia ha avuto luogo a un centinaio di chilometri da qui. Il 22 ottobre del 1972, a Reggio Calabria, città sotto assedio da una rivolta popolare contro Catanzaro capoluogo di regione, immediatamente strumentalizzata dall’estrema destra, coi suoi “Boia chi molla” del suo ras Ciccio Franco, guardati con simpatia dal fascista Junio Valerio Borghese, che con le sue squadracce e il massiccio supporto dei soldati della ‘ndrangheta reggina, nel dicembre del 1970 tentò un colpo di stato, per fortuna fallito. A quei tempi era normale mettere bombe sui treni (come accadde a Gioia Tauro), uccidere cinque ragazzi che avevano scoperto segreti scomodi e li stavano portando a Roma, incolpare un anarchico innocente e poi buttarlo dalla finestra di un commissariato perchè non voleva cedere ad un violento interrogatorio in cui gli volevano estorcere una confessione di un delitto mai commesso. A quei tempi, con quel clima pesante, cupo, tetro, dove il pericolo di saltare in aria per delle bombe piazzate nei posti più impensabili era all’ordine del giorno, i lavoratori dei sindacati e delle forze di sinistra partirono dal nord Italia per andare a manifestare a Reggio Calabria, la città assediata dai Boia chi Molla. C’è una superba poesia in musica che ricorda quel giorno, parla delle storie di gente semplice, povera di risorse economiche ma ricca di dignità e coscienza civile, che partì su un treno, mettendo a repentaglio la propria esistenza, per dare una prova di autentica democrazia. Certi esempi andrebbero seguiti e magari non dimenticati, da parte di chi organizza le manifestazioni in un giorno feriale, alle nove di mattina, «perchè così vengono anche i ragazzi delle scuole». Lo stesso vale per quelli che quel sabato pomeriggio dello scorso luglio non c’erano «perchè faceva caldo e stavano prendendo il sole al mare».

La canzone s’intitola “I treni per Reggio Calabria”,scritta e interpretata da Giovanna Marini

Andavano col treno giù nel meridione
per fare una grande manifestazione
il ventidue d’ottobre del settantadue
in curva il treno che pareva un balcone
quei balconi con la coperta per la processione
il treno era coperto di bandiere rosse
slogans, cartelli e scritte a mano
da Roma Ostiense mille e duecento operai
vecchi, giovani e donne
con i bastoni e le bandiere arrotolati
portati tutti a mazzo sulle spalle
Il treno parte e pare un incrociatore
tutti cantano “bandiera rossa”
dopo venti minuti che siamo in cammino
si ferma e non vuole più partire
si parla di una bomba sulla ferrovia
il treno torna alla stazione
tutti corrono coi megafoni in mano
richiamano “andiamo via Cassino
compagni da qui a Reggio è tutto un campo minato,
chi vuole si rimetta in cammino”
dopo un’ora quel treno che pareva un balcone
ha ripreso la sua processione
anche a Cassino la linea è saltata
siamo tutti attaccati al finestrino
Roma ostiense Cisterna Roma termini Cassino
adesso siamo a Roma tiburtino
Il treno di Bologna è saltato a Priverno
è una notte una notte d’inferno
i feriti tutti sono ripartiti
caricati sopra un altro treno
funzionari responsabili sindacalisti
sdraiati sulle reti dei bagagli
per scrutare meglio la massicciata
si sono tutti addormentati
dormono dormono profondamente
sopra le bombe non sentono più niente
l’importante adesso è di essere partiti
ma i giovani hanno gli occhi spalancati
vanno in giro tutti eccitati
mentre i vecchi sono stremati
dormono dormono profondamente
sopra le bombe non sentono più niente
famiglie intere a tre generazioni
son venute tutte insieme da Torino
vanno dai parenti fanno una dimostrazione
dal treno non è sceso nessuno
la vecchia e la figlia alle rifiniture
il marito alla verniciatura
la figlia della figlia alle tappezzerie
stanno in viaggio ormai da più di venti ore
aspettano seduti sereni e contenti
sopra le bombe non gliene importa niente
aspettano che è tutta una vita
che stanno ad aspettare
per un certificato mattinate intere
anni e anni per due soldi di pensione
erano venti treni più forti del tritolo
guardare quelle facce bastava solo
con la notte le stelle e con la luna
i binari stanno luccicanti
mai guardati con tanta attenzione
e camminato sulle traversine
mai individuata una regione
dai sassi della massicciata
dalle chine di erba sulla vallata
dai buchi che fanno entrare il mare
piano piano a passo d’uomo
pareva che il treno si facesse portare
tirato per le briglie come un cavallo
tirato dal suo padrone
a Napoli la galleria illuminata
bassa e sfasciata con la fermata
il treno che pareva un balcone
qualcuno vuol salire attenzione
non fate salire nessuno
può essere una provocazione
si sporgono coi megafoni in mano
e un piede sullo scalino
e gridano gridano quello che hanno in mente
solo comizi la gente sente
ora passa la notte e con la luce
la ferrovia è tutta popolata
contadini e pastori che l’hanno sorvegliata
col gregge sparpagliato
la Calabria ci passa sotto i piedi ci passa
dal tetto di una casa una signora grassa
fa le corna e alza una mano
e un gruppo di bambini ci guardano passare
e fanno il saluto romano
Ormai siamo a Reggio e la stazione
è tutta nera di gente
domani chiuso tutto in segno di lutto
ha detto Ciccio Franco “a sbarre”
e alla mattina c’era la paura
e il corteo non riusciva a partire
ma gli operai di Reggio sono andati in testa
e il corteo si è mosso improvvisamente
è partito a punta come un grosso serpente
con la testa corazzata
i cartelli schierati lateralmente
l’avevano tutto fasciato
volavano sassi e provocazioni
ma nessuno s’è neppure voltato
gli operai dell’Emilia-Romagna
guardavano con occhi stupiti
i metalmeccanici di Torino e Milano
puntavano in avanti tenendosi per mano
le voci rompevano il silenzio
e nelle pause si sentiva il mare
il silenzio di qulli fermi che stavano a guardare
e ogni tanto dalle vie laerali
si vedevano sassi volare
e alla sera Reggio era trasformata
pareva una giornata di mercato
quanti abbracci e quanta commozione
il nord è arrivato nel meridione
e alla sera Reggio era trasformata
pareva una giornata di mercato
quanti abbracci e quanta commozione
gli operai hanno dato una dimostrazione

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2 Responses to Venerdì 19 : che manifestazione sarà?

  1. Alessia ha detto:

    credo che venerdì mattina, se solo un pò di nuvole copriranno il cielo, ci saranno pochissime persone, come è già successo, come sempre.
    i ragazzi delle scuole coglieranno al volo l’occasione per non fare lezione ma diserteranno la manifestazione come si fa sempre in questi casi; alcuni non verranno proprio, altri torneranno a casa mentre la maggior parte si disperderà seguendo diverse attrattive, ma a nessuno importerà di quello che succede. con tutta sincerità non credo molto a simili iniziative, sono più concreta e fattiva, e quello che ho visto e sentito in questi mesi non mi fa ben sperare.
    prima domanda: dov’è finito l’assessore comunale alla sanità dott. Rispoli, definito dal suo sindaco di fronte alla Lo Moro un assessore che “si interessa” di sanità? un pò troppo anche per chi non se la prende molto…
    seconda domanda: perchè spostare tutto a Locri? forse abbiamo dimenticato le promesse del sindaco Macrì ai suoi concittadini in campagna elettorale? Locri con lui sarebbe tornata ad essere la più importante cittadina del comprensorio, prima di Siderno e alla faccia di Siderno!
    e il lungo ma costante processo di spoliazione è iniziato e procede a ritmo serrato: prima l’ospedale, poi il SERT, poi la COSSEA, alla fine ci toglierà, prosciugandolo, anche il mare. vecchi campanilismi e risentimanti mai sopiti.
    a questo punto è d’obbligo una considerazione:i l piano sanitario regionale prevede sì una riduzione della strutture con conseguente, e augurabile, riduzione delle spese (attualmente circa il 70% degli investimenti) ma con la possibilità di una razionalizzazione operata in condivisione di scelte e obiettivi tra le due strutture. ma questo non va bene,e non va bene a molti. anche a chi in corso d’opera ha prontamente fatto un balzo da un carro all’altro ,e in vista di incarichi più remunerativi e prestigiosi (futura candidatura a consigliere regionale), ora dice di battersi per i cittadini e per offrire un servizio sanitario adeguato ai bisogni della popolazione (e mi si perdoni se la citazione non è esatta ma grosso modo le chiacchiere che sentiamo sono di questo genere).
    l’interrogazione parlamentare del senatore Fuda dei giorni scorsi lascia trapelare, e non molto tra le righe, una gestione non proprio oculata, e di certo non in linea nè con le indicazioni fornite nel mandato nè con la natura stessa di funzionari governativi, dei commissari che amministrano l’ospedale di Locri .e non giustifichiamoli dicendo che non sono manager!basta un pò di buon senso… lo so, sono impietosa ma sono anche stanca di vedere il personaggio di turno che cavalca l’onda gettando fumo negli occhi a noi che restiamo sempre al palo!

  2. gianlucalbanese ha detto:

    In effetti, le iniziative politiche possono essere mlto più efficaci di una mobilitazione popolare, ma a questo punto ne va dell’immagine della comunità cittadina, che ultimamente appare sonnacchiosa, indifferente, apatica. Spero di sbagliare e di assistere a una grande manifestazione venerdì mattina. In caso contrario, beh, ci sarebbe davvero da preoccuparsi.

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