Speriamo non vada a finire come la tassazione dei Suv…

Dal sito http://www.gianlucacongiusta.org, scopro di un gran bel disegno di legge.

Leggiamo insieme :

«Il sequestro preventivo dei beni potrà essere applicato a chi si comporta e ha un tenore di vita superiore alle proprie possibilità: lo prevede il ddl che probabilmente sarà sottoposto al Consiglio dei ministri del 23 ottobre. Lo schema di provvedimento si riferisce a persone che per condotta e disponibilità, diretta o indiretta di beni non giustificati dal lavoro che svolge e dal reddito dichiarato al fisco, o di somme di cui non dimostrano la provenienza legittima, sono sospettati di vivere grazie al profitto e ai soldi ottenuti con l’ attività illecita o al loro reimpiego.

La misura riguarderà anche chi si occupa di raccogliere, fare da intermediario, custodisce o mette a disposizione fondi e risorse economiche per favorire l’ attività di associazioni per delinquere. Un altro passaggio rilevante prevede che il sequestro preventivo dei beni possa essere disposto anche a prescindere dall’ esercizio dell’ azione penale. Il provvedimento prevede inoltre che le sentenze di proscioglimento o di assoluzione non escludono la sussistenza dei presupposti per applicare o mantenere le misure di prevenzione.

ARRIVA TESTO UNICO CONTRO GRUPPI CRIMINALI

Dopo il “falso allarme” di venerdi’ il consiglio dei ministri si occuperà, probabilmente il 23 ottobre, del pacchetto sicurezza. Un complesso di norme nel quale la lotta alla criminalità organizzata avrà un ruolo centrale. E a questo proposito il ministero della Giustizia, d’ intesa con i ministeri dell’ Interno e della Difesa, ha predisposto uno schema di disegno di legge delega: lo scopo è di costruire il primo strumento organico ed unitario che raccolga le principali norme per il contrasto della criminalità organizzata, introducendo anche importanti novità soprattutto il materia di sequestro e confisca dei beni.
Un vero e proprio testo unico delle leggi antimafia per coordinare, armonizzare ma anche aggiornare e modificare l’ attuale normativa in materia di misure di prevenzione. Il primo dei quattro articoli del ddl, che indica i principi e i criteri da seguire, stabilisce tra l’ altro che le misure di prevenzione patrimoniali possano essere applicate a prescindere da quelle personali e potranno riguardare anche persone morte, entro i cinque anni successivi al decesso. Le misure di prevenzione personale potranno riguardare chi ha commesso reati di mafia terrorismo, traffico di stupefacenti, contrabbando, criminalità organizzata.

SOSTEGNO A IMPRENDITORI CHE DENUNCIANO – E’ una delle principali novità del ddl: interventi adeguati per sostenere l’ imprenditore che ha presentato la denuncia a condizione che risultino esclusi legami di ogni tipo con il gruppo criminale. Il tribunale potrà disporre il controllo giudiziario per evitare ad esempio, cambiamenti di sede o ragione sociale, fusioni o trasformazioni. Prevista l’ amministrazione fino ad un anno nominando nuovi amministratori.

CONFISCA BENI ANCHE ALL’ ESTERO – La confisca dei beni riconducibili alla mafia e alla criminalità organizzata potrà riguardare anche beni individuati nei paesi dell’ Unione Europea. La novitàrappresenta in sostanza una risposta alle polemiche seguite alla strage di Duisburg che ha riproposto l’ attività e il radicamento della criminalità organizzata, e in particolare della ‘ndrangheta, con forti interessi nell’ economia, nella finanza, nel commercio e nelle imprese di molti paesi europei.

MAGISTRATI DNA NELLE PROCURE – Impulso e coordinamento nei confronti delle procure che proporranno il sequestro dei beni. E’ una delle attribuzioni prevista per la Procura nazionale antimafia che potrà anche disporre, in caso di procedimenti per associazione mafiosa, e in accordo con il procuratore distrettuale competente, l’ assegnazione temporanea di magistrati della Direzione nazionale antimafia alle procure distrettuali per occuparsi di questioni specifiche».

Fin qui l’interessante articolo. E in effetti, nel Sud, le statistiche che parlano di tassi di disoccupazione da paesi in via di sviluppo, fanno a pugni con le macchinone che sfilano sul corso, con le file nei negozi di giacconi griffati che costano come uno stipendio mensile di un dipendente, con i ristoranti di lusso sempre pieni e le bottiglie di champagne stappate nei bar più fighi. Come si chiese Nanni Moretti nel suo film “Il caimano” parlando di un imprenditore brianzolo di bassa statura (una sorta di Marco Ranzani ante litteram) «ma da dove vengono tutti questi soldi?», quando la maggior parte dei salari delle persone per bene che vivono di lavoro hanno perso parecchio potere d’acquisto e certi negozi sembra poterli frequentare solo chi delinque o imbroglia. Speriamo che non vada a finire come quella bella idea di Bersani (il ministro, non il cantautore) che voleva tassare gli odiosi, ingombranti ed inquinanti Suv (i fuoristrada grossi) e poi ha fatto qualche passo indietro finendo per aumentare la pressione fiscale sulle macchine vecchie, quelle che guida chi non ha la possibilità di comprarsene una nuova. Saremo molto vigili sull’iter di questo disegno di legge e staremo molto attenti a chi lo approva e a chi no. Dei vari Previti, Dell’Utri e dei loro grandi elettori, ne abbiamo davvero abbastanza!

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