Lui aveva previsto tutto

Ho appena smesso di guardare Anno Zero perchè il senso di angoscia era tale che continuare ad ascoltare quelle testimonianze mi avrebbe sicuramente levato il sonno. Si parlava delle vittime degli incidenti sul lavoro, proprio in questi giorni in cui la morte degli operai dell’acciaieria torinese ha “fatto notizia” e se ne occupano tutti. Santoro sta conducendo alla grande, mentre la meravigliosa Beatrice Borromeo ha intervistato alcuni compagni di lavoro delle vittime. Ragazzi con accento meridionale, piercing sul viso e tante idee e valori in testa. Un concetto, infatti, è emerso in maniera tragica : i loro compagni sono vittime dell’esasperazione della logica perversa del profitto, che produce precariato per i lavoratori e perdita di sicurezza delle condizioni di lavoro. Un sistema basato sullo sfruttamento, insomma, che si regge nella misura in cui genera profitti per pochi, a scapito delle condizioni di vita dei più, L’uomo con la barba in foto, certe cose le aveva dette nell’Ottocento. Si chiamava Karl Marx. Il suo pensiero è sempre più attuale, alla faccia di chi negli ultimi anni si è riempito la bocca con espressioni come “flessibilità” e ha sostanzialemente avallato una legislazione che ha indebolito alcune sacrosante tutele. Oggi, il sistema di produzione capitalista si basa sullo sfruttamento del lavoro precario in occidente. Poi, cerca altre masse da sfruttare nell’Europa dell’Est, in Cina, in India e nei paesi del terzo mondo in genere. Producono dove conviene, dove guadagnano loro, anche a costo di chiudere dove la legge non permette loro di sfruttare di più la gente. Il sistema capitalista è destinato a implodere. Non si può più andare avanti così. E le forze politiche che si richiamano al pensiero di Marx hanno il dovere di levare alta la propria voce, in un contesto nel quale molti, troppi, avallano le condizioni per creare nuovo sfruttamento. Mai più morti bianche, mai più precarietà, mai più sfruttamento, mai più equidistanza tra sindacato e confindustria, mai più , mai più, mai più!

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6 Responses to Lui aveva previsto tutto

  1. giuseppe ha detto:

    Caro Gianchi, ho guardato anche io Anno Zero e, credimi, mi ha colpito in modo tragicamente positivo quel ragazzo calabrese, Carlo, che ha dimostrato quanta cultura, si cultura, esiste nell’animo della gente lavoratrice e normale come lui. Quello che ha detto in poche semplici parole, dovrebbe far vergognare tutti coloro che oggi sostengono che il capitalismo sia l’unica forma economica che può migliorare le condizioni dell’umanità. Costoro, dimenticano, volontariamente, che l’umanità è composta da circa 6.000.000.000 di persone e che solo un terzo di queste persone vive in condizioni ottimali e di cui una minima parte è vergognosamente straricca. Anche il più sciocco degli uomini capirebbe che questa minima parte di uomini si adagia solennemente nelle sue posizioni perchè altri mille, diecimila o centomila, vivono, a causa della sua straordinaria ricchezza, in condizioni disastrose. La gravità di questo squallido e disumano sistema sta nel fatto che nel tempo, affermandosi, ha fatto perdere agli esseri umani il senso della misura e delle proporzioni. A costo di essere retorico, mi spiego: se un calciatore famoso, un attore, un politico, un industriale, un manager, guadagnano (sottraggono alla collettività) cifre della portata che tutti conosciamo, quando invece un operaio o un giovane ingegnere della Fiat percepisce una retribuzione di 1.200 euro al mese a fronte di 8-10-12 ore di lavoro al giorno, non solo salta il paradigma delle proporzioni economiche, ma anche quello dei confronti morali. Perchè mai un giovane aspirante medico o un giornalista o un avvocato o un operaio, dovrebbero avvertire positivamente il senso della loro professione e del loro lavoro, quando lo stesso viene svuotato di significato e senso dalle spettanze del manager di turno che guadagna (sottrae alla collettività), in forza di questo sistema, 10 volte tanto? Non basta spiegare ai ragazzi che il lavoro del chirurgo che salva le vite, comunque, è carico di un grande valore morale e senso etico. Non può bastare assolutamente. Il guadagno non può essere solo attribuito ad una variante economica, ma soprattutto ad fattore etico e sociale. Cosa è più importante per l’umanità, la Formula Uno che è un gioco, o un intervento chirurgico a cuore aperto? Cosa è più essenziale per l’umanità, un colossal formato da un cast di attori bravi o progettare e costruire una casa? Cosa è più importante per l’umanità l’autista del consigliere regionale o l’impiegato della posta che deve stare seduto sei ore a sbrigare le raccomandate dei cittadini. E’ più importante costruire lidi a ridosso delle foci dei fiumi per le nostre serate o un parco in più? Il capitalismo verte su ragionamenti basati solo ed esclusivamente sui numeri. Se un manager gestisce la produzione della “merda” sarebbe un morto di fame. Fino a quando? Fino a quando quella “merda” non diventerà un “bisogno indotto”, tramite meccanismi pubblicitari che acchiapperanno la fragile cerebralità del consumatore medio, promettendogli che quella “merda” diventerà la sua felicità, il suo futuro, la sua stessa identità. Un’identità che si sostituisce a quella essenziale di cui vive l’animale uomo del pianeta. Una nuova identità che si sostiutisce alla tua stessa storia, nuova e di zecca e che appena l’acquisti darà un senso nuovo alla tua esistenza. Ecco, fino a quando continueremo a ragionare per “numeri” e non per “valori assoluti” allora cadremo infinitamente in questi meccanismi perversi, perchè i numeri cambiano sempre e relativizzano il senso delle cose; i valori sono quelli e per quanto un manager voglia svilirli non possono essere sostituiti. Oggi, il nuovo marxisismo o socialismo dovrebbe interrogarsi su questo: lo zigomo alto o il capello in più (detto da me, fa un pò ridere, ma mi riconosco nella mia coglionagine) spinge l’uomo verso un miglioramento della sua vita intima e sociale oppure lo rende un vuoto pezzo di cartone appiattito da una pressa sino a renderlo un rifiuto di se stesso? Il senso delle proporzioni!!

  2. Migliore ha detto:

    Giuseppe sei un grande, peccato che uomini come te non occupano posti politici. Oggi la nostra classe dirigente sidernese è acqua sporca.

  3. gianlucalbanese ha detto:

    Ringrazio Giuseppe per aver dato, col suo eccellente contributo, la stura ad una serie di ragionamenti sull’essenza del capitalismo, andando a completare il ragionamento che avevo appena accennato nel mio post. Oggi un senso etico del profitto non c’è, Anzi, etica e profitto appaiono irrimediabilmente incompatibili. Mi viene da pensare che una prima forma di disobbedienza civile (stadio primordiale ma necessario al concetto di rivoluzione) sia proprio quella di rimettere l’etica al centro di ogni azione dell’essere umano. Sarebbe già un buon punto di partenza. E non importa sotto quali bandiere, simboli o organizzazioni. L’importante che si inizi. Perchè, caro Migliore, il problema non è solo nella classe dirigente locale, ma investe tutti i potenti del pianeta. Hobbes diceva che i moventi individuali di ogni uomo scaturivano dal suo istinto di autoconservazione, Lo diceva quattro-cinque secoli fa. E mi duole dire, a fine 2007, che non si sbagliava affatto, e che le sue teorie sono di gravissima attualità al giorno d’oggi. Ripeto, recuperare un senso etico in tutto quello che facciamo è già una “rivoluzione basilare”. Ricordiamocelo sempre

  4. peppe 1 ha detto:

    Caro Giuseppe, capisco bene che viviamo in un mondo dove tutto è commerciale, dove anche i più banali divertimenti per bambini, quelli che una volta si facevano per strada, ora si sottopongono al regime dell’economia “evoluta”; si accantonano i veri bisogni della gente per far esaltare e considerare come beni di prima nacessità sono porcherie di tutto il mondo. Saranno cambiate le abitudini sociali? Sarà l’evolversi del capitalismo attraverso la globalizzazione? sarà per colpa dei mass-Media, che hanno preso il posto del dialogo sociale e morale nella famiglia?
    Non lo so, può essere in parte o tutto vero, ma questo non può portarci a nostalgie comuniste, perchè se così fosse, tutta l’umanità farebbe la fine di quel fallimento staliniano che ha visto paesi come la Russia e altri paesi excomunisti, faticare pesantemente per poter entrare in un circuito produttivo ed economico sulla sfera internazionale.
    Certo, a queste domande necessitano delle risposte, non è consentibile parlare sempre di problematiche quando poi non si riesce a trovare la soluzione.
    Se mi consentite volevo rispondere al Sig. Migliore, la classe dirigente della politica sidernese la considera acqua sporca, certo uno di sinistra non può elogiare l’attuale amministrazione, ma non tutti però la pensano come il Sig. Migliore, perchè anche vecchi simpatizzanti della sinistra riescono a percepire ed accogliere l’operato dell’ A.C.
    Forse il Sig. Migliore parla di acqua sporca perchè la conosce, o meglio ha conosciuto la vecchia classe dirigente, quella che l’acqua l’ha sporcata davvero.
    Ora, il Sig. Migliore sa solo lamentarsi, perchè alle prossime elezioni non si candidasse e così riuscirà a filtrarla Lei e renderla magari anche potabile? Chissà magari oltre al nome diventerà il “Migliore” anche in politica. Bisogna assumersela la responsabilità, la classe dirigente si è assunta il dovere e la responsabilità per guidare la Città, perchè gli è stata data dai cittadini.
    La prossima volta si candida Lei alla guida del paese, io La voterò.

  5. giuseppe ha detto:

    Caro Peppe 1, nel fare le mie considerazioni, volevo anticipatamente dirti che io non sono comunista, ma socialista o socialdemocratico. Attenzione: criticare gli eccessi del capitalismo non vuol dire pensare o ritenere che il “mercato” sìia un fallimento, così come l’idea comunista, in sè, è quanto di più nobile possa esistere; purtroppo, è vero, quell’ideologia applicata da impostori come Stalin ed altri, è risultata quanto di più degradante possa esistere per l’umanità. Ciò, però, non significa che questa umanità, proprio perchè arricchita di nuovi strumenti e conoscenze, debba altrettanto rassegnarsi alle deviazioni di un sistema patologico ed aberrante. Io non sono contro il “mercato”, sono contro quelle forme subdole, anzi oramai plateali, che ci portano a considerare gli uomini alla stregua delle merci. Non è così caro Peppe 1, e, proprio per questo, il “mercato”, abbiamo il dovere morale di condurlo verso binari antropologicamente accettabili. Penso che anche a te capiterà di chiederti: “ma perchè io che svolgo un normale lavoro onestamente, debbo arrabbattarmi per campare e chi, ad esempio, nasce bello, con un calendario fa e fa fare miliardi. Potresti rispondermi: “la gente vuole questo” e quindi se la domanda è alta, di conseguenza, viaggia alta l’offerta. Ma questa domanda, ti chiedo, com’è nata? E perchè si è esasperata? Di quanti calendari abbiamo bisogno per vivere, di quanto grandi fratelli? Voglio dire che la domanda di mercato non è così spontanea come si crede, ma è spesso indotta. Se una multinazionale ti ripete per migliaia di volte che la “cacca” fa ricrescere i capelli, finirai con il crederci ma, soprattutto, quell’azienda, prima di lanciare il prodotto, ti ripete allo sfinimento: “ricordati che se non hai i capelli non scoperai mai”. Alla fine, poichè il cervello è una spugna di assorbimento, lo dicono gli “scenziati”, finirai col vivere male se quei capelli ti mancano o se non sei una velina o se non acquisti l’ultimo avveniristico cellulare. E tu, per non vivere male, cosa farai? Comprerai, comprerai, comprerai, finendo con l’arricchire chi ti ha indotto quel bisogno. Moltiplica questo sciocco esempio per 100.000 altri casi e vedrai che siamo invasi da cose che non ci servono, che non sono funzionali alla nostra esistenza. Un surplus che crea depressione e rifiuti. Per vivere bene, serve tutto questo? Un’antica massima latina dice: “in medio stat virtus”. Per quanto riguarda Migliore, credimi, stai sbagliando, perchè lo conosco personalmente ed è un signore, una bella persona, indipendentemente dalle idee politiche. Poi non sarei proprio sicuro che Migliore non abbia mai tentato di inserirsi in politica. Pensi che lo abbiano lasciato libero di agire? Migliore è una persona libera e anche lui paga il prezzo della sua onestà intellettuale. Ciò, però, è quanto di meglio si possa ritrovare in un essere umano.

  6. gianlucalbanese ha detto:

    Concordo pienamente con Giuseppe quando dice che Migliore è una persona per bene e quando teorizza che la domanda di mercato il più delle volte non è spontanea, ma indotta. Mi sembra una geniale intuizione, fatta tra l’altro da uno che mastica economia politica. Sorrido, invece, sull’ipotesi di utilizzo della cacca come surrogato del leggendario Minoxidil, del quale non ho mai fatto uso, e si vede.Ma io mi sento bene anche senza capelli. E soprattutto senza cacca in testa 🙂

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