«Bisogna essere duri senza perdere la tenerezza»

Dedico questo post a Max che poco fa mi ha lasciato un bellissimo commento.

La frase del titolo, come i più attenti sapranno, non è mia. Era il motto del più grande eroe rivoluzionario della storia. Un giovane medico argentino, che decise di lasciare la vita agiata di una famiglia borghese, colta e illuminata, per andare a combattere per i diritti dei più deboli. Quando lo fece lui (metà del secolo scorso) forse era più difficile che farlo adesso. Il giovane professionista si chiamava Ernesto Guevara de La Serna, ma per tutti era il “Che”. Non aspirava a un posto in una clinica di prestigio, preferiva curare i lebbrosi a mani nude; non rimaneva indifferente di fronte al triste spettacolo del caporalato nelle miniere, stava a fianco degli sfruttati e le cantava agi sfruttatori; non cercava posti di rilievo nel governo cubano dopo la rivoluzione, ma girava l’Africa e l’America Latina al fianco degli oppressi. Se in ognuno di noi ci fosse una piccola parte di lui, il mondo sarebbe sicuramente più giusto. Intendiamoci, non c’è bisogno di essere eroi, anche perchè i “barbudos” in Europa sarebbero considerati alla stregua dei brigatisti. Basterebbe ricordarsi che il senso della vita può andare oltre alla difesa del singolo orticello, al vantaggio di un momento, all’elemosina di un favore magari ottenuto a scapito di un altro che ne aveva diritto. Basterebbe non lasciarsi ammaliare dalle sirene del potere e da chi lo detiene. Sarebbe sufficiente non svendere la propria dignità «per qualche calore di pelle o prebenda», trattare i potenti di qualsiasi genere alla pari, e magari ricordarsi che sono persone come tutte le altre, con le loro debolezze, i lori difetti e che non possono trattare il prossimo come se fosse uno dei propri servi. Oggi, chi detiene il potere economico o politico pensa di avere il mondo ai propri piedi, e forse molti glielo fanno anche credere. Io e quelli che la pensano come me, no. Sarà per questo che stiamo antipatici a molti. Perchè con chi ha fatto dell’arroganza il proprio modo di agire, non si può che essere duri, anzi durissimi. Mentre con chi subisce delle ingiustizie, non si può non dimostrare una grande tenerezza. Il Che era duro contro chi sfruttava, e anche contro chi era forte coi deboli e debole coi forti (che è più o meno lo sport preferito di quelli che credono di avere capito tutto nella vita). Anch’io, nel mio piccolo, sono duro con gli arroganti e i prepotenti e chi commette ingiustizie. Poco importa se la lettura del mio conto in banca mi mette sempre di pessimo umore. Ho ancora la forza di guardarmi allo specchio. Sempre. Negli occhi. Peccato per chi non lo può fare con la mia stessa naturalezza. Dovrebbe imparare a diventare più duro. Ma senza perdere la tenerezza.

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4 Responses to «Bisogna essere duri senza perdere la tenerezza»

  1. Max Reale ha detto:

    ce ne vorrebbero ancora tanti di “Che Guevara” per far cagare sotto questi porci potenti del mondo…
    Grazie, e’ il post piu’ bello che potevi dedicarmi!

  2. Alessia ha detto:

    ehi Max! sei tu il più comuniscsta di tutti?

  3. Max Reale ha detto:

    Ebbene si, “pasionaria riccia”. Sono comuniscsta, stalinischscta e terrorischsta! E non sono “dì nooschtri”. Inoltre non sono ottimischsta, perche’ non ho aderito alla campagna di ” Ottimismo obbligatorio” che aveva lanciato la deeschtra.

  4. sara ha detto:

    davvero bella questa frase del CHE. hai pienamente ragione. bisogna essere duri con gli arroganti, che forse lo sono per sentirsi qualcuno: l’ho imparato, pensa te, in ufficio, dovendomi difendere da una collega inacidita, piena di cattiveria ed invidia. non è stato semplice, essendo molto ingenua e disponibile. sono andata con un fiore in mano contro ad una pioggia di pietre. il risultato è che non sono più quella di prima, sono più diffidente ma sicuramente più forte. mi spiace per tutti quelli che subiscono il male di prepotenti, se non ci si difende in modo risoluto è finita, si allargheranno sempre di più!

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