E qualcuno dovrebbe votare per questo?

febbraio 29, 2008

Il signore ritratto nella foto, così distinto ed elegante è il senatore Franco Turigliatto, uno dei duri e puri di “Sinistra critica” che dopo aver fatto un grosso favore alle destre, contribuendo a far cadere il governo Prodi, è uscito con tutta la sua corrente da Rifondazione e ha fondato un suo movimento, con tanto di simbolo storico (falce e martello) e un bel sito internet http://www.sinistracritica.org. Prima di lui ci aveva pensato Ferrando, uscito dal Prc per fondare il Partito comunista dei Lavoratori. Ebbene, Turigliatto, Ferrando e i loro epigoni si considerano gli unici depositari della verità e dell’ortodossia marxista. Dicono delle cose belle e condivisibili, però poi dimostrano coi fatti, di fare solo il gioco del borlotto nano e della sua consorteria. Già, perché ci sono, tra i delusi dell’Unione, quelli che si dicono pronti a non votare o al limite a votare i vari Turigliatto, Ferrando & Co., gente che sa stare solo all’opposizione, perché quando si trova al governo si sente soffocare dagli obblighi imposti dal patto di stabilità, dal Trattato di Maastricht, dai conti pubblici e da quella buona dose di compromessi che sono impliciti in ogni coalizione. Loro no, sono i duri e puri. E quindi, ottimi come commensali in cene informali da concludere cantando Bella Ciao o Bandiera Rossa col pugno chiuso, ma non per sedere sugli scranni del Parlamento. Qualcuno si sorprenderà sentendomi parlare così, ma per non riconoscere questo, ci vuole proprio il prosciutto davanti agli occhi. E così, oscillo ancora tra Pd e Sinistra Arcobaleno. Il voto per il primo sarebbe il “voto utile” (concetto che ho appreso immediatamente); per il secondo sarebbe invece “voto di cuore”. Ora, mi domando e dico, ma se il Pdci è nato da una scissione con Rifondazione per tenere in vita un governo di centrosinistra, perchè non ha fatto da collante in un tentativo di salvaguardia della fu Unione e si è imbarcato nella Sinistra Arcobaleno dei vari Bertinotti e Pecoraro Scanio che correrà da sola? Insomma, si poteva fare qualcosa per evitare l’ineluttabile processo di “bertinottizzazione” della Sinistra italiana? Io, da elettore del Pdci ero convinto di sì. Ora potrei votare Pd, purché non mettano in lista soggetti dai quali non mi sento rappresentato, come Gigi Meduri o tutta la nomenklatura regionale che fa capo a Dalema. Staremo a vedere.


L’autorevolezza del bello

febbraio 28, 2008

In questi giorni sono costretto a casa da una fastidiosa bronchite che non ne vuol sapere di passare. Ho più tempo per riposare, dedicarmi alla lettura, a internet e, perché no, alla Tv. Da otto mesi circa sono abbonato a Sky, grazie all’abilità di un operatore di call center che mi ha convinto, complice un’offerta abbastanza vantaggiosa. Ovviamente, non essendo quasi mai a casa, lo sto sfruttando pochissimo quest’abbonamento. Infatti, guardo qualche partita in anticipo o posticipo (Sono abbonato al pacchetto Sky Sport), scampoli di qualche torneo prestigioso di tennis, quando posso History Channel, Espn classic e poco altro. Ma quando ho una manciata di minuti di tempo, metto subito su Sky Tg 24, il mio telegiornale preferito. Dopo il Tg3, ovviamente. A parte l’imparzialità e la copertura 24 ore su 24, colpisce la scelta editoriale di puntare parecchio sull’immagine. E così, i mezzibusti televisivi sono anzitutto belli, ma anche bravi. Sempre un uomo e una donna. Sempre un clone di Barbie e uno di Ken. Un esempio su tutti è quello della trentaduenne Monica Peruzzi (nella foto) , volto e fisico da modella, ma incredibilmente brava come conduttrice. E che dire di quella “strafiga” mora che conduce il Tg la domenica e di cui non ricordo il nome? Sono pochi i non belli che mantengono un ruolo di primo piano. Uno di questi è Gianluca Semprini, che ha un anno più di me e che conobbi nella veste di autore di un libro sull’estremista nero di Terza Posizione Luigi Ciavardini. Evidentemente, Semprini è talmente bravo da permettersi il lusso di non essere bello. A Sky Tg 24, infatti, quelli che hanno raggiunto gli “anta”o non sono fighi  vengono relegati alla rassegna stampa al “touch screen” o comunque a un ruolo dietro le quinte. Stesso discorso per il Meteo. Chi, come me, è cresciuto con i colonnelli Bernacca e Baroni con la bacchetta in mano rimane disorientato di fronte alla bionda svedese che distoglie l’attenzione dalla “carta del tempo”. Ma tant’è. Fino ad oggi, ascoltavamo con attenzione le notizie, confortati dall’immagine sempre gradevole di Bianca Berlinguer, Federica Sciarelli e delle altre. Ma era una bellezza discreta, che non prevaricava. Ora, a Sky Tg 24 ci tocca vedere che le “strafighe” non sono solo belle, ma anche brave. E quindi negli attimi di distrazione si può prestare la dovuta attenzione anche alle notizie. Sarà sicuramente “l’autorevolezza del bello” 🙂


Ma che bel Sanremo

febbraio 26, 2008

Era da un quarto di secolo che non guardavo il Festival di Sanremo. Quest’anno, però, lo seguo con grande simpatia, perché ci ritrovo diversi artisti che, in un modo o nell’altro, sento vicini. Frankie Hi NRG è uno che pensa, scrive e canta le stesse cose che penso, scrivo e canterei io. Il ritornello «non si fa la rivoluzione, l’hanno detto in televisione» è, nella sua semplicità, geniale, in quanto racchiude il senso di un’opinione pubblica sonnacchiosa e addomesticata dalla Tv, che è capace di dire a tutti anche quando ci si può indignare e insorgere e quando no. Insomma, un bel brano, in linea col filone inaugurato dal capolavoro “Quelli che benpensano”. E poi c’è il grande Mario Venuti, protagonista di un bellissimo concerto lo scorso agosto, nel magico scenario dell’anfiteatro di Siderno Superiore. Lo cito, dicendo che «rimetto in movimento, la mia capacità di adattamento» e chi ritrovo? Giò di Tonno e Lola Ponce. Il primo venne a far visita alla redazione della Locride di Calabria Ora i primi di agosto, accompagnato dall’amico comune Peppe Russo delle Remix Show Agency di Roccella. L’intervista finì sulle pagine di Piana Estate (grazie Frà :-)). E dulcis in fundo, voglio citare il re della Taranta, ideatore e protagonista assoluto di Tarantella Power, il grandissimo festival di Caulonia, che da qualche lustro chiude alla grande l’estate della Locride. Ci conquistò una decina di anni fa con “L’anima Persa” e imparammo ad apprezzarlo nelle serate conclusive del festival di Caulonia, in una piazza Mese sempre più gremita, in preda al delirio collettivo e al “groove” della taranta. Il fratello “ricercato” di Edoardo si presenta con un brano che richiama le atmosfere del Mediterraneo e dei concerti di piazza Mese. Il genere è la tarantella rivisitata in chiave moderna e rivolta a un pubblico internazionale, proprio come quello dei Quartaumentata. La soddisfazione cresce quando vedo che sul palco dell’Ariston ha portato due ragazzi delle nostre parti : il bassista Antonio Simonetta e il chitarrista Francesco Loccisano. A quest’ultimo, nella sua carriera costellata di soddisfazioni, capitò persino di accompagnare una mia esibizione. Sicuramente il momento meno soddisfacente del suo cammino di artista.  Era il luglio del 2003 al ricevimento per il matrimonio di Antonella. La parte musicale fu affidata alla sua magica chitarra e alla voce di Cosimo “Cotoletta” De Leo. Grazie alla loro benevolenza, ci fu spazio anche per una mia esibizione. Cantai “Redemption song” di Bob Marley, divinamente accompagnato da Loccisano. Mi auguro di cuore che questa occasione sanremese possa rappresentare in lui il definitivo trampolino di lancio verso i traguardi più ambiti.Ebbene sì, finora questa edizione del Festival della canzone italiana mi piace. Forse perchè Sanremo è “un pò meno Sanremo” 😉


Riecco il tridente dello stocco

febbraio 24, 2008

Per la gioia (o l’invidia) dei colleghi Saverino, Falleti e Licordari, ieri sera, presso la Taverna del Borgo di Mammola, si è ricostituito il trio Albanese-Capocasale-Stivala, che negli ambienti calcistici (e soprattutto conviviali) regionali è molto più quotato degli storici Ma.Gi.Ca. (Maradona, Careca, Giordano) o Gre.No.Li. (Gren, Nordhal, Liedholm). La piacevolissima serata del trio, qui immortalato insieme al titolare del locale Salvatore Tonino, fan storico dell’allenatore del Locri, è stata altresì allietata dalla presenza al tavolo degli amici Totò Ruggia e Raimondo Marando. Segno che anche in un contesto a volte difficile come quello del calcio dilettantistico calabrese, possono nascere delle belle amicizie. Un’esperienza da ripetere quanto prima. La dieta può attendere 🙂


Ma va là, patacca!

febbraio 21, 2008

 Tra i più grandi evasori fiscali d’Italia fino a qualche giorno fa c’era il campione di motociclismo Valentino Rossi, il quale si è messo d’accordo col fisco italiano e se l’è cavata versando una somma di gran lunga inferiore a quella per la quale era debitore. Nessuno ha detto niente, neanche quei tanti cittadini comuni che se non pagano una volta le tasse comunali o il canone Rai vengono tartassati. In fondo, nella società dell’immagine e del successo mediatico, a un campione sportivo si perdona tutto, e ora si parla di Valentino solo per la sua recente relazione con Mandala Tayde, la coprotagonista di “Fuochi d’artificio” di Pieraccioni, quella che abitava sopra l’attore toscano la sera si ritrovava con lui per fare “i passettini” a ritmo di Salsa. Erano grandi amici, poi si innamorarono, sulle note di un classico della musica latinoamericana come “Que hay de malo” di Jerry Rivera. Ora Pieraccioni ha cambiato film e partner e la Tayde si accompagna al centauro di Tavullia. Il rombo dei motori ha preso il posto di “Que hay de malo”. Niente più musica latinoamericana quindi. Di sudamericano, in Italia, c’è solo l’atteggiamento del fisco nei confronti dei potenti di ogni genere. Da repubblica delle banane, appunto. Del resto…”Que hay de malo?”.


Non gliel’ha data!

febbraio 21, 2008

La disponibilità a candidarsi, intendo. Qualche minuto fa, infatti, è giunta la notizia che la soubrette Aida Yespica non ha accettato la proposta del borlotto nano che avrebbe voluto candidarla nelle liste del Pdl. Che peccato! Per loro, ovviamente. La Yespica, infatti, oltre  ad essere molto più bella, è anche molto più intelligente e politicamente capace della Prestigiacomo, e una sua eventuale candidatura, peraltro in linea col sempreverde principio del “cchiù pilu pè tutti» tanto caro alla destra italiana, avrebbe portato qualche voto in più a un Pdl sempre meno tronfio e meno sicuro di vincere. Ma sì, dai. Chi se ne frega? Io lo dico per loro…Io sono di sinistra e preferisco la Borromeo. Nonostante tutto 🙂


Lacerante riflessione (parte seconda)

febbraio 20, 2008

Proprio mentre l’inutile blog si accinge a tagliare il traguardo dei 30.000 contatti, prosegue la mia lacerante riflessione. Già, perchè nei giorni scorsi mi ero scoperto elettore di testa e non di cuore, dimostrandomi disposto, contro ogni previsione, a “turarmi il naso e votare Pd” pur di arginare il pericolo di un ritorno del borlotto nano. E’ vero che la consorteria con a capo quest’ultimo potrebbe candidare Dell’Utri in Calabria (giusto per ribadire il concetto di questione morale); è vero anche che Veltroni e i suoi hanno fatto fuori quel residuato democristiano di De Mita. Però, non sono tra quelli che gioiscono per la mancata candidatura di Visco, che in fondo è un tecnico molto preparato con una sua idea di rigore nella gestione della finanza pubblica. Sì, è brutto quasi come Sircana e il suo cognome fa rima con fisco, ma lui e Bersani insieme, se fanno quello che promettono, sono una buona coppia. Sarà che ogni volta che per strada vedo davanti a me uno di quegli odiosi Suv che rallentano il traffico, gli rivolgo l’imprecazione dialettale «chimmu ti tassava Bersani», però poi mi ricordo che alla fine dovette cedere e invece che tassare gli odiosi mezzi posseduti dai parvenu di tutto il mondo, ha finito per aumentare l’imposizione fiscale sulle vecchie auto senza marmitta catalitica. Ora, siccome Veltroni dice che se il Pd vince da solo può fare quello che promette in campagna elettorale, posso avere la soddisfazione di sentire Bersani che in campagna elettorale dice «vi prometto che ai proprietari di Suv farò un culo così con le tasse?» e magari «Ridurremo nettamente la tassazione sul lavoro dipendente?». I più schizzinosi storceranno il naso. Diranno che sono il solito comunista che alimenta l’odio sociale e che i voti di quelli come me non li vogliono nel Pd. Anzi, vogliono il mio voto ma non le mie idee. Mah. La lacerante riflessione prosegue, e mai come in questo caso sono stato indeciso tra votare Pd o Sinistra Arcobaleno. Stasera ho sentito Bertinotti dire «c’è bisogno di mantenere una sinistra vera in Italia e solo noi siamo in grado di farlo». Giusto. Ma questa sinistra vera dovrà stare vita natural durante all’opposizione e rimanere vittima di una nuova conventio ad excludendum come il vecchio Pci? La lacerante riflessione continua.A proposito, ma era proprio necessario candidare come capolista del Pd al Senato il Gelsomino d’Oro Luigi De Sena e presentarlo come simbolo di trasparenza, legalità e tutte queste belle cose, parlando di lui come  parlerebbe il presidente di una squadra di calcio dopo aver acquistato Ronaldinho? Mica stiamo parlando di Gratteri, Lavorato, Crocetta e così via. Mah! 😦