O mangi ‘sta minestra…

Ieri sera le Iene hanno offerto un altro bel servizio di giornalismo-verità. Marco Berry, infatti, ha intervistato un ex gregario di Pantani, uno che quando era dilettante stravinceva tutte le gare e poi, appena passato tra i professionisti, ha visto avversari e compagni di squadra superarlo sistematicamente, tenendo delle velocità umanamente insostenibili. La verità venne ben presto a galla : nel ciclismo, oggi, se vuoi diventare professionista e condurre una vita economicamente agiata, ti devi dopare. E’ una triste verità che si sente dire da anni e mi sorprende sapere che ci sia ancora qualcuno pronto a puntare l’indice contro quei campioni che, a turno, vengono beccati. Pantani ha pagato da solo per il marcio che c’è in tutto il suo sport. L’hanno fatto passare per carnefice quando era in realtà solo una fragile vittima. Ancora più choccante è stata la rivelazione del ciclista intervistato da Berry «i medici delle squadre sono pagati a incentivi commisurati alle vittorie dei ciclisti in cura» che, tradotto in soldoni, significa che più riesci a dopare bene il ciclista, più lui vince e più il medico intasca quattrini. Ora questo ciclista che, come Pantani ha conosciuto la ricchezza (possedeva due Porsche), il doping e poi l’uso di cocaina si dice convinto di guarire e vuole tornare a correre. Pare che abbia giù trovato una squadra. Ma siamo sicuri che riuscirà a rimanere pulito, una volta rientrato nel giro? Ho i miei forti dubbi. Fosse per me, fermerei le gare ciclistiche dei professionisti per cinque anni. E mi dedicherei solo agli amatori, ai dilettanti che vogliono rimanere tali e quelli della mountain bike, capitanati in zona dal mio amico Domenico Macrì. Questo è il ciclismo che mi piace.

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One Response to O mangi ‘sta minestra…

  1. alessandro ha detto:

    bello – e terribile – il servizio, condivisibile il tuo post. salvo che nelle ultime tre righe. Il doping, purtroppo, incombe anche – e forse persino di più – nelle categorie giovanili, dei dilettanti e degli amatori. Le inchieste della procura sui professionisti coinvolgono sistematicamente quarantenni, cinquantenni e sessantenni – nella vita lavoratori qualunque – che per vincere la domenica forme di parmigiano recuperano sostanze proibite negli stessi modi dei celebrati campioni… E i medici sportivi delle squadre importanti hanno i collaboratori tra allievi e juniores… Consuetudine che oramai non riguarda più solo il ciclismo. Guarda le belle inchieste sugli ormoni della crescita dati agli azzurri del nuoto, vincenti a vent’anni… ciao alessandro

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