Come il due di coppe quando la briscola è a spade

Questo vecchio adagio, purtroppo mal supportato dalle dimensioni troppo ridotte della carta da gioco, descrive appieno il peso  della classe politica della Locride che è stata praticamente ignorata, almeno fino ad oggi, nella composizione delle liste che concorrono alle elezioni politiche. Ha iniziato il Pd con la madre di tutte le cazzate, ovvero la non candidatura di Fuda al Senato, e hanno proseguito i “popolani della libertà” che hanno ignorato gli amministratori locali che da sempre militano in quello schieramento, e che hanno sempre manifestato tutto l’orgoglio di appartenenza partitica. Sia ben chiaro, io non avrei mai votato per Figliomeni o Macrì, in quanto espressione della parte politica avversa alla mia. Però per un attimo ho temuto che i leader regionali del Pdl potessero candidare qualcuno del posto capace di raccogliere i voti degli scontenti del centrosinistra. E invece no. Se ne sono fottuti. E alla grande. Da qui il ricorso alla metafora suggerita dal giuoco della Briscola, disciplina nella quale non mi cimento da almeno un quarto di secolo. Ma tant’è. Escludendo Carbonella dal novero dei candidati accreditati per l’elezione (ormai è in decadenza anche come oratore di piazza) risulta che non ci sono candidati del comprensorio da votare. Passi per la Sinistra Arcobaleno, che dopo l’abbandono di Sasà Albanese non ha più espresso personalità di rilievo nel comprensorio (anche se un gentiluomo impegnato nel sociale come il roccellese Sandro Gagliardi, che da anni conduce una battaglia per la difesa della ferrovia jonica, un posto lo avrebbe meritato), rimane l’incognita Udc. I democristiani, infatti, stanno battendo il territorio a caccia di delusi del Pd e del Pdl. Ci hanno provato perfino con Lamberti Castronuovo. Potrebbero tentare anche Fuda. E in quel caso sì che farebbe l’asso pigliatutto, visto che l’apprezzamento nei suoi confronti è davvero bipartisan. Vedremo. Intanto, nel duro comunicato diffuso ieri dal “Coordinamento del Popolo della Libertà al comune di Siderno”, si paventava il rischio dell’astensionismo da parte del locale elettorato di centrodestra, per reazione a quelle “esclusioni eccellenti”. Tradotto in soldoni, significa che loro non faranno campagna elettorale. Ma magari… :-)Comunque, è tutta colpa di questa legge elettorale di merda, guardacaso fortemente voluta dal borlotto nano e dai suoi soldatini, quindi…chi è causa del suo mal pianga se stesso.Molti, infine, stanno plaudendo alla scelta di Diliberto, che ha deciso di non candidarsi per far posto a un operaio della Thyssen. Beh, a me Diliberto piace per il modo in cui intende l’attività politica, non certo per questa scelta (molto astuta dal punto di vista mediatico, ma non so fino a che punto costruttiva dal punto di vista politico). Del resto, mi ricordo quando nella celeberrima puntata di Matrix il Borlotto Nano lo definì, suonando il solito disco, “professionista della politica”. Nella sua infinita ignoranza, il brianzolo dimenticò di trovarsi al cospetto di un professore universitario alla Sapienza di Roma, che replicò in maniera ferma «guardi che io ho un mio mestiere». Insomma, sapevamo che il compagno Oliviero non fosse proprio uno della casta, e forse avrebbe potuto risparmiarsi questa mossa a effetto, visto che uno come lui mancherà, e tanto, dagli scranni del Parlamento. A chi crede che io sia classista, replico ricordandogli la teoria leninista delle Avanguardie del Proletariato, più che mai attuale. 

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5 Responses to Come il due di coppe quando la briscola è a spade

  1. Matteo Muià ha detto:

    Mio carissimo amico, approfitto di questo intervento per esprimere la mia opionione, che tradotta letteralmente altro non è che rabbia. Purtroppo come tu ben sai, perchè ormai sono anni che fai politica, non sempre le cose nelle federazioni vanno come dovrebbero. Eppure, però, ci sono momenti in cui dobbiamo ricrederci e ammettere che la politica per il bene del paese non sempre può tenere conto di tutte le realtà. Mi dispiace sia per il camerata Macrì che per il sindaco di siderno, ma sinceramente sono molto più dispiaciuto per il comunicato stampa di stamane, perchè hanno dimostrato ancora una volta di non avere spirito di partito e quindi di sacrificio. Mi permetto di fare di pubblica opionione questo mio pensiero: credo che a volte non vada confuso il proprio interesse con quello pubblico, e che dobbiamo ricordarci che oltre al Parlamento abbiamo altre istituzioni per far sentire la nostra voce. Di tutt’altra storia la notizia di Fuda. In quanto aennino sono contento che non abbiano candidato il Presidente Fuda, ma in quanto Sidernese e persona con un pò di buon senso, per il bene del territorio, della provincia, della regione e, mi permetto, della nazione, il Pd ha fatto una grande “stronzata”. Fuda è un uomo, un grande uomo, e coloro che in queste passete tornate elettorali gli sono stati avversari, in tempi non lontani gli erano vicini, quasi ad essere lecchini. Fuda è un grande tecnico, un grande politico, il più grande che il territorio abbia espresso in questi ultimi decenni. FORZA SENATORE! CARPE DIEM CALABRIA! COGLI L’ATTIMO!

  2. Pietro ha detto:

    Sperare che tutto andasse liscio sarebbe stata un’utopia, ma leggendo te, Alessia e Angelo, spero che qualcuno candidi il Senatore Fuda, che voi dite essere persona per bene che preferisce il fare alle chiacchiere. Mi dispiace, dunque, che non sia il PD a candidarlo. Esprimo la mia solidarietà al Senatore Fuda e spero di vederlo in lista con qualche partito e che sia una lista che voi, cittadini sidernesi, possiate votarlo con soddisfazione. Su Diliberto concordo con quanto dici. Una lista che si propone di rappresentare il mondo del lavoro, dovrebbe essere piana di operai e non aver bisogno di un gesto tanto eclatante come l’autoesclusione di uno dei suoi dirigenti migliori per poterne candidare uno o uno in più.

  3. gianlucalbanese ha detto:

    Subito due commenti interessanti e tempestivi…complimenti!

    A Matteo voglio ricordare che la mia breve e insignificante militanza politica è iniziata nel novembre del 2004 per concludersi nel gennaio del 2006. Quindi, è da allora che “non faccio politica”, pur mantenendo idee, principi e valori inalterati. Seguo la politica, e non solo per motivi professionali, ma perchè ogni cittadino (in quanto tale, quindi, non in quanto singolo che produce-consuma-crepa) dovrebbe farlo. Sai che sei stato bravo a cogliere la mancanza di disciplina di partito da parte dei tuoi sodali nel momento in cui attaccano le scelte dei vertici regionali? E poi, siamo certi che dipenda tutto da Giancarlo e Gegè o c’è lo zampino del borlotto nano e della sua servitù nelle scelte fatte? La risposta che mi sono dato, personalmente, è che anche reagendo a una scelta non condivisa si fa politica. E se è vero che una larga fetta di elettorato di destra della zona non voterà per Il Pdl, il segnale ai vertici regionali e nazionali sarà dato e fatto pagare in moneta sonante alla prossima occasione in cui si faranno dei ragionamenti di natura geopolitica. Credo che non sia logico, ma in politica accade anche che ci si tagli i coglioni per fare un dispetto alla propria consorte. Non ti stupire di questo.

    A Pietro, che vive da tanti anni a Imola, posso dire che chi ha visto all’opera Fuda non può non apprezzarlo. E te lo dice uno che, come Paolo, non l’ha mai votato. Avere un asso del genere e non giocarselo è proprio un grave errore. Su Diliberto, chiarisco ulteriormente che quella mossa se la poteva risparmiare. Non ha dato il suo posto a un operaio in quanto tale; ha semplicemente candidato un personaggio dal forte impatto mediatico (tra l’altro Veltroni lo ha anticipato di qualche settimana, candidando un collega di Argentino) il cui nome è legato a una tristissima vicenda che ha scosso la nazione. Ma credo che il segretario del Pdci avesse sin dai tempi degli esordi della sua militanza politica, gli stessi principi, ideali, obiettivi dell’operaio Argentino della Thyssen, e magari sa farli valere meglio in Parlamento. Lo sappiamo che il compagno Oliviero non si vende per uno stipendio da Parlamentare e neanche per tutte le guarentigie connesse. Poteva semplicemente evitarsi la botta di demagogia. Tutto qua. E i suoi referenti locali, che tanto fecero per candidare nel 2006 l’ex rettore dell’Università di Reggio Alessandro Bianchi, presentandolo come un colpaccio di “mercato elettorale” per poi sconfessarlo dopo pochi mesi, avrebbero potuto spendersi un pò di più per candidare qualche militante di lungo corso che opera nel sociale (penso al già citato Sandro Gagliardi o a Cesare Pelle di Antonimina, giusto per citare due che ho conosciuto e che danno lustro al partito di appartenenza) senza farsi ammaliare dal rettore, dal segretario regionale della Cgil, dalla ragazza affascinante, o dall’amministratore di turno che magari al partito non sono mai stati iscritti. Così facendo, mortificano il valore della militanza partitica e dimostrano di non essere troppo diversi da chi voleva candidare Aida Yespica, o candida Fiona May e Peppino Di Capri. La vera diversità, cari compagni, sta nel candidare la gente comune che si è sempre impegnata nel partito, mossa da ideali e che non ha mai chiesto niente. Sarò troppo sognatore?

  4. antonia ha detto:

    proporrei di votare per i piccoli partiti o gli schieramenti minoritari, quelli in sostanza che se non superano la soglia di sbarramento rischiano di rimanere fuori dal Parlamento. Destra o sinistra che importa?Tanto non si capisce più nulla …Almeno così daremo un senso al voto..Altrimenti non ci rimane che l’astensione perchè sia Pd che PDL, ricettacolo di riciclati troppo attacati alla poltrona, non meritano di essere votati:)

  5. Angelo ha detto:

    Sinceramente non capisco perchè bisogna votare dei partiti piccoli solo perchè ci sono dei riciclati nei due schieramente. Penso che sia ora di pensare ad una politica serie e costruttiva è questo si può fare solo con un’ identità di idee e programmi condiviso seriamente per costruire insieme un progetto e non solo un’accozzaglia di partiti e partitini contro.
    Certo all’interno di un grande partito come il PD è giusto avere varie opinioni come nel Labur inglese , il Partito Democratico americano o la SPD tedesca , per discutere all’interno e successivamente essere uniti all’esterno.
    Sinceramente nel mio partito gente riciclata non ne vedo ma anche se qualcuno lo fosse una goccia d’acqua nel mare non si sente.

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