Il pensiero di un Grande Uomo

Molti di voi lo ricorderanno nella parte finale dello speciale di “Blu Notte” di qualche anno fa sulla storia della ‘ndrangheta, lanciare un accorato appello a tutte le amministrazioni pubbliche calabresi al fine di costituirsi parte civile in tutti i processi di ‘ndrangheta. E’ l’ex sindaco di Rosarno Giuseppe Lavorato, uno che ha fatto l’amministratore in una delle realtà comunali più difficili della Calabria, con le cosche che da qualche decennio allungano i propri tentacoli su tutto : autostrada, porto di Gioia e così via. Oggi, la rubrica “Il Chiosco” di Calabria Ora, ospita a pagina 19 un suo illuminante intervento, in cui invita la Sinistra unita a tornare a essere quel punto di riferimento per le masse giovanili che hanno bisogno di punti di riferimento sani e certi. Lo fa riscoprendo (finalmente) uno dei capisaldi della teoria marxista :la Lotta di Classe, da parte degli sfruttati contro gli psuedoimprenditori mafiosi. Già perchè da noi il precariato è stato sempre diffuso,molto prima della Legge 30 purtroppo molti giovani in cerca di lavoro e con una esistenza ben lontana da quegli standard di benessere imposti dalla Tv e della pubblicità, si fanno ammaliare dalle sirene delle consorterie criminali. Ma plaude anche alla scelta di Confindustria siciliana che pare abbia preso posizione contro la mafia. Dalle parole di Lavorato, dunque, emerge la necessità di riscoprire il gusto della partecipazione nelle realtà associative, in quei “corpi intermedi” teorizzati da Durkheim qualche secolo fa, nei quali il singolo,aggregandosi, diventa cittadino e non si limita a fare l’individuo isolato e vulnerabile. Lavorato racconta che durante il fascismo e subito dopo, la gente povera per “contare”, o meglio, per “annacarsi” aderiva alle ‘ndrine. Poi vennero i partiti politici, i sindacati, le associazioni portatori di interessi collettivi, ideali e valori e i più illuminati lasciarono le ‘ndrine per darsi all’impegno politico e sociale. Oggi occorre rifare quel passaggio, superare il riflusso dell’ultimo ventennio e riscoprire il gusto della partecipazione. E si badi bene che oggi è più facile, coi mezzi di comunicazione a disposizione e l’alto tasso di scolarizzazione. In ogni caso, l’inytervento di Lavorato è da leggere, staccare e conservare. E magari, perchè no, tramandare alle giovani generazioni. Per chi non ha potuto prendere il giornale in formato cartaceo, lo trova dopo le 18 di oggi all’indirizzo http://www.calabriaora.it (edizione completa on line)

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3 Responses to Il pensiero di un Grande Uomo

  1. Virginia ha detto:

    Non conosco Lavorato ma ho letto l’articolo, incuriosita soprattutto dal fatto che, in tempi in cui la lotta di classe viene misconosciuta da chi, come ad esempio Veltroni, dovrebbe essere cresciuto con queste idee ( non chiamiamole ideali, pare che di questi tempi sia una parolaccia…) ci sia chi pensa che è partendo da essa che potremo forse recuperare il disagio e la sfiducia.
    E dopo averlo letto avevo le lacrime agli occhi: è un ‘amarcord’ del sud della mia giovinezza; il sud in cui i giovani, le lavoratrici, i lavoratori avevano COSCIENZA di classe e SPERANZA di affermare i propri diritti!
    Ed è la presa d’atto che la politica, quella in cui speravamo, quella del PCI che era l’anima di quella lotta e di quella speranza, è stata tradita, svenduta… pian piano, in maniera subdola, hanno svenduto al mercato noi, le nostre idee, i nostri ideali, i nostri diritti, il nostro futuro…non dandoci nessuna risposta, o rispondendoci con le politiche neoliberiste e di negazione della lotta di classe e lasciando i nostri ragazzi senza futuro!
    Un’analisi davvero da incorniciare… grazie per averla segnalata; anche se mai, MAI, avrei creduto di vedere in 25- 30 anni questo riflusso, questa decadenza, questo sfacelo e anche se mi torna difficile essere ancora ottimista, certi articoli mi danno ancora un minimo di forza e di speranza che qualcosa ancora si possa fare per i nostri giovani, per il sud, per la dignità della nostra gente.

  2. giuseppe ha detto:

    Oggi la sinistra, come l’intera umanità, purtroppo, è coinvolta in quel processo che definirei di “tecno-rassegnazione” e di intiepidimento volgare delle masse. Il problema che descrive Lavorato sta a monte, nella totale indifferenza ai fenomeni sociali che affliggono il paese. Siamo alle solite: è nato prima l’uovo o la gallina? Gli esponenti politici non danno il buon esempio ma, d’altra parte, chi li vota? Perchè una persona come Berlusconi può permettersi di ritornare al potere da 14 anni e restare sulla breccia dell’onda? Le masse aspirano a vivere di un lavoro dignitoso o a diventare il capo di turno di una banda, ingozzato da quattrini fino al collo? Il problema sono i valori, le idee oramai annacquate dalla follia del Grande Fratello capitalista. Chiediamoci cosa vogliamo, che obiettivi abbiamo…Dovremmo ristabilire il senso della partecipazione che va diminuendo a causa dell’intorpimento mediatico cui siamo quotidianamente sottoposti. La partecipazione può svilupparsi solo attraverso il senso di appartenenza, riscoprendo abitudini e sensibilità primordiali. Le nostre stesse discussioni in questo forum sono ragionevoli ed importanti, ma la partecipazione assume una caratteristica solo e propriamente virtuale. Il passo successivo è riscoprire il confronto guardandoci negli occhi, a pelle, o finiremo a scavare tane come le talpe, abbandonati in un inverno infinito…

  3. Angelo ha detto:

    Chi come me conosce Peppe Lavorato, uomo di grande staura e moralità intellettuale non può che essere daccordo con lui.
    Come ebbi a dire a un convegno all’YMCA ecco l’uomo dei fatti e non solo di parole contro la mafia.
    Fu sindaco di Rosarno e nel 2003 il comune si dichiarò parte civile contro le cosche Bellocco, Piromalli e Molè.
    A settembre 2007 la sentenza ha condannato queste famiglie a risarcire al Comune 8.000.000 di euro.

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