Caro Presidente

L’esito di exit poll e proiezioni è a dir poco sconfortante, ma siccome io sono uno che vede sempre il bicchiere mezzo pieno, ho deciso di scrivere al Presidente del Consiglio in pectore. Si tratta, come comprenderete, di un atto di grande cavalleria politica. Questo è il testo della missiva:

«Caro Presidente, chi Le scrive è un elettore della Sinistra Arcobaleno, già uno di quei personaggi pericolosi e folkloristici che finalmente Lei e il suo degno compare romano e cinefilo vi state togliendo dai piedi, visto che la loro fastidiosa presenza scomparirà da Palazzo Madama e forse anche da Montecitorio. Caro Presidente, dovrei essere triste, amareggiato, ma non lo sono, perchè penso che grazie a Lei non dovrò più pagare l’odioso bollo auto. Già immagino quei comunisti dell’Ufficio riscossione tributi quando vengono a chiedermi il pagamento della tassa di circolazione e io potrò loro rispondere “il mio presidente ha abolito il bollo auto”…che soddisfazione! Sapesse quanti hanno votato per Lei per questo motivo! Ma non solo, ora che il Presidente sarà lei, non pagherò più un cazzo, tanto ci sarà sempre Lei a venirmi in soccorso con uno dei suoi fantastici condoni! Grazie Presidente. La ringrazio anticipatamente, e poco importa se dovrà sottostare ai ricatti della Lega, senza la quale potrebbe perdere la maggioranza in Parlamento, ci sarò anch’io a proteggerla, e se Borghezio pulirà con l’alcool etilico i sedili dei treni provenienti dal Sud, io strofinerò, centinaia, migliaia di peperoncini piccanti sui sedili degli Eurostar di ultima generazione, quelli che viaggiano solo al Nord, quel Nord che ha votato in massa Lega, così ai passeggeri brucerà il culo, non solo metaforicamente. Certo, presidente, saranno tempi duri per gli immigrati, ma ne risparmi qualcuno. Anzi, visto che stiamo diventando amici, le raccomando due in particolare: uno si chiama Mohamed Sissoko ed è uno di quelli che a noi poveracci ci fa tanto divertire. Arriva dal Mali, in Africa occidentale e, se mi passa il gioco di parole, non ha mai fatto del male a nessuno. So che un suo picchiatore (tale Bonera) ha già avuto (ed eseguito) l’incarico di azzopparlo, ma lui resiste, non si dà per vinto, e allora lo lasci perdere. L’altro, invece, arriva dal Senegal e si chiama Fayè Moussa. Gioca nel Siderno, che ora dovrà disputare i play out per salvarsi e c’è anche bisogno di lui. Sia buono presidente, ci lasci almeno loro. E ci faccia divertire, lei che è un uomo di spettacolo. Ora, Ballarò tornerà ad essere pungente come un tempo, rivedremo certi personaggi che ci facevano ridere così tanto come Socci e poi tanto di quel pilo in Tv da risvegliare ardori che sembravano sopiti. Bravo Presidente, pensi che fra un paio di settimane i nostri sindacati confederali organizzeranno tanti scioperi generali e, lo ammetto, quando il capo del Governo è Lei, riescono molto meglio, c’è molto più gusto a manifestare. E non si faccia scappare l’occasione di nominare Dell’Utri ministro della Cultura e dell’Educazione, lui che ha già detto che farà riscrivere i libri di storia contemporanea, in modo che si sappia finalmente che i partigiani erano dei brutti delinquenti. Bravo Dell’Utri, continui a offrire l’immagine migliore del Sud. E poi la stampa, la stampa. Stavolta la farà tribolare di meno, caro Presidente. Biagi, pace all’anima sua, è morto; la Guzzanti e Luttazzi non li caga più nessuno dopo che sono scomparsi dai grandi circuiti televisivi nazionali e Santoro non merita neanche la Sua considerazione, anzi, lo cacci pure, che tanto quello trova sempre il modo di riciclarsi come parlamentare europeo. Ma una preghiera, per chiudere l’argomento, gliela devo fare: Presidente, CI LASCI ALMENO LA BORROMEO!!!!!!!!!».

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12 Responses to Caro Presidente

  1. Virginia ha detto:

    Eh, amico mio, te l’avevo detto che eravamo arrivati in fondo…a prescindere da Berlusconi è anche e soprattutto colpa nostra se la sinistra è un ectoplasma. E paradossalmente io sono contenta: magari questa batosta farà capire che noi elettori di sinistra siamo stufi e i politici si daranno una mossa e ci daranno di nuovo un motivo per credere. E sennò almeno io passo con Grillo: meglio con uno che mi fa ridere consapevolmente che uno che CI fa ridere dietro dal mondo… Per il resto…come dice Woody Allen ‘L’umanità si trova oggi ad un bivio: una via conduce alla disperazione, l’altra all’estinzione totale. Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene.’

  2. caterina.x ha detto:

    meglio così se siamo arrivati a toccare il fondo…più in basso non si può andare !!! da domani penseremo a risorgere!!!!

  3. Pietro ha detto:

    Ciao Gianluca. Sono molto amareggiato, come potrai ben immaginare. Mi chiedo come stanno coloro che hanno votato col cuore e non con la testa, ma che hanno disgiunto subito il cuore non appena i primi risultati sono venuti fuori. La constatazione che neppure insieme avremmo vinto, vedo, non basta a far capire ad alcuni, in giro per la rete, che non è colpa di Veltroni, perché devono capire che se Veltroni si fosse alleato ancora con certa sinistra che annovera nella sua base certi “Compagni” senz’altro meno ragionevoli ed educati di te, i voti sarebbero stati ancora di meno e l’astensionismo più alto, tra i quali ci sarei anch’io. Ribadisco che non voglio avere a che fare, politicamente, parlando, con chi ha gridato al “tanto, sono tutti uguali” e con coloro che si sono fregiati del bollino blu di Grillo (grande risultato!!!). Ribadisco che se per caso Veltroni si sogna di tornare indietro da questo proposito di correre da soli anche in futuro, perderà il mio voto. Lo perderà perché con quella sinistra per la quale Berlusconi era un giorno dittatore e poi, improvvisamente, il giorno dopo era diventato solo uno spauracchio usato per tenerli buoni e al Governo io non ho nulla a che spartire! Non si devono chiedere perché ha perso Veltroni, si devono chiedere perché in un Paese dove il primo articolo della Costituzione dice che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, i lavoratori non votano quei partiti che a quei valori della Costituzione dicono di richiamarsi. Così, da qualche decennio in qua, il PDS era di destra, poi i DS erano di centro e il PD è, addirittura, la nuova C. Proprio loro che sbraitavano in questa direzione, sono gli stessi che avrebbero voluto che Veltroni se li caricasse di nuovo tutti sul groppone, salvo poi mordergli il collo, come hanno sempre fatto con gli altri dirigenti della sx moderata. Loro, quelli che gridano all’inciucio, si sarebbero alleati volentieri con la nuova DC per sconfiggere Berlusconi…quello che durante il Governo Prodi era diventato uno spauracchio, ora bisognava sconfiggerlo…con un cartello elettorale, l’ennesimo, che compresse la sinistra My Heart e moralista a Di Pietro. No, abbiamo perso, ma ognuno ha perso da solo! E il PD ad aver perso, certo, ma la sx sx sarà ora che invece di occuparsi dei problemi altrui, cominci ad interrogarsi davvero quali sono i suoi problemi. Personalmente ritengo che il problema siano le persone, politicamente parlando, non le idee…quindi, si ricomincia da 0….se mi passi la battuta, si ricomincia da Rifondazione Arcobaleno.

  4. marianna ha detto:

    la sinistra è stata annientata e anche io non mi sento molto bene

  5. marianna ha detto:

    non me l’aspettavo, non così, non con una disfatta di queste proporzioni. oggi ho parlato con il segretario provinciale di rifondazione che mi ha detto: adesso si riparte dal lavoro e dal precariato. avrei voluto sputargli in un occhio, non ha capito un cz

  6. francesca ha detto:

    L’amarezza è condivisa, ma anche il timore. E ora, che succede? Io sono tra quelli che hanno votato con la testa e non col cuore “per non disperdere il seme” e non è servito. saremo uno dei pochi Paesi (gli altri sono probabilmente nel terzo mondo) in cui la gente che dovrebbe stare in galera viene mandata con un plebiscito a comandare. eh, io che avevo fiducia nei “compagni”, ora mi guardo attorno e li vedo sudditi. ahi, che brutta fine mio caro!

  7. paolo ha detto:

    Ok, va bene.
    Non pagheremo più il bollo dell’automobile e nemmeno l’ICI,
    Che spasso, specialmente per i sindaci e i presidenti di Regione di Centro Destra, che dovranno trovare i soldi con altri tipi di tasse.
    Ci prepareremo a tutti i consigli dei ministri fatti a Napoli e a nuove missioni militari in tutte le parti del mondo dove ci saranno guerre.
    Per quanto riguarda la Sinistra, un vecchio adagio recitava “cchju scuru da menzanotti non poti veniri”.
    In ultimo che ne pensate dei risultati del voto a Siderno?

  8. marianna ha detto:

    qualcuno può illustrare i risultati sidernesi please?

  9. Matteo Muià ha detto:

    Caro Gianluca, scusa se mi permetto di scrivere in questo spazio, oggi potrebbe essere visto come un atto di offesa, invece sono qui, caro amico, per rendere a mio modo l’onore delle armi. Io, come te e come tanti altri, faccio politica per un ideale che si rispecchia su un simbolo, su una bandiera, su una militanza. Sò, soprattutto cosa vuol dire fare parte di un gruppo extraparlamentare, sò che senza di voi, io, il mio partito, e buona parte del mio ideale non avrebbe motivo di esistere. Noi, che ci siamo sempre considerati la terza possibilità al comunismo siamo i primi a “piangere” la vostra sconfitta. Ho sempre preferito un nemico debole, ma vivo, ad un amico forte. Faccio onore ai “compagni”, a coloro che negli anni hanno contribuito con il sangue e con la carne a fare di quest’Italia un paese moderno e civile, faccio onore a coloro che insieme ai miei camerati sono stati vittima di quel sistema politico-massone, che ha tenuto l’Italia prigioniera di una strategia del terrone, faccio onore a coloro che insieme a noi sono stati umiliati nelle carceri, faccio onore a quei ragazzi, che forse perchè troppo giovani, ma soprattutto perchè convinti di quell’ideale, sacrificarono una giovinezza all’idea, al popolo, al partito. Rendo onore a coloro che non si sono venduti mai, a coloro che fino alla fine hanno votato rosso, come rosso è il sangue e la loro rabbia nei confronti di coloro che spacciandosi per neocomunisti gli hanno distrutto un sogno. Faccio onore al “camerata” Bertinotti che, uomo ricco per denaro, ha sempre dimostrato di essere soprattutto ricco di buon senso e di intelligienza, di onore e di fede, un uomo che ha fatto politica per un partito e per una categoria in cui non si rispecchiava, ma a cui voleva bene. Vi rendo onore compagni, poichè ho sempre preferito coloro che scelgono di morire per un ideale al posto di coloro che scelgono di vivere per niente, anzi: meglio coloro che scelgono un giorno da leone piuttosto che cento da pecore. Compagni, sono convinto che non scomparirete, sono convinto che fra qualche tempo, avrò ancora l’onore e il piacere di combattere contro di voi sui grandi temi della politica e della moralità di questo paese. Onore ai vinti!

  10. giuseppe ha detto:

    Lettera amara, lettera amara. Purtroppo, il punto di partenza è quest’Italia, questa società italiana che non ha una coscienza pubblica. Nanni Moretti, qualche giorno fa, su Repubblica, invitava a votare Pd per evitare il ritorno dello psiconano, ma, allo stesso tempo, mostrava tutta la sua preoccupazione per l’inesistenza in questo paese di un’opinione pubblica. Berlusconi, ahimè, ha trionfato da molto tempo grazie ad uno tsunami di meccanismi mediatici che hanno inziato a far presa già nella seconda metà degli anni ’80. Oggi l’Italia è un paese che non si riconosce più, è un “gambero estetico” senza identità, nè fantasia. Ricostruire una nuova sinistra, insieme al Pd, sarà un’operazione complicata e difficile, perchè, a mio avviso, non si tratta solo di numeri, ma di idee e riferimenti culturali. Un popolo senza cultura non può che votare per questa destra. Un popolo senza cultura non può che rimanere affascinato dal giullare Berlusconi e dalle sue promesse. Questo paese ha bisogno, per il bene della Sinistra italiana, di una revisione culturale critica, a cominciare dalle scuole. La stessa Sinistra necessita di un bagno di umiltà a corredo di una nuova stagione che potrà aprirsi solo e soltanto con la proposizione di un nuovo modello di società; che non può restare fermo alla lotta di classe e che andrebbe meglio spostato alla lotta alle “caste”. Un modello umano che Veltroni, per l’amor di Dio, potrebbe anche incarnare bene. Ma non basta, ripeto, non basta quando quegli stessi operai oggi, nel 2008, decidono di votare per lo psiconano o per la Lega. Ecco perchè è necessaria una nuova cultura che non può essere sempre quella dei “no” sempre e comunque; la gente non lo capirebbe…Quel che manca è il senso della partecipazione civile alla crescita del paese. Questo paese comincerà la sua Rinascita solo quando il costume della “furbizia” si trasformerà nel costume della “vergogna”.
    Buonanotte all’Italia

  11. Pietro ha detto:

    Il risultato delle elezioni, in Italia, non è viene deciso dei militanti, né dei nostalgici, né dei capi. Questa Italia è di una fascia di popolazione silenziosa che concede delle possibilità alla sx sempre sul filo di lana, dimostrando di gradire l’alternanza, di non cedere supinamente ai proprio istinti di politici prevalentemente di dx. Vuole l’alternanza, ma quando è il turno della sx gli concede soltanto una manciata di voti, soltanto quelli che servono per vincere ma non per governare, almeno non con questa legge elettorale. Questi elettori silenziosi, molto disinformati (sono anni che faccio lo scrutatore allo stesso seggio), si riversano in massa a dx dopo ogni Governo di sx.
    Prodi non ha fatto peggio di Berlusconi, ma mentre Berlusconi rischiò di vincere anche dopo 5 lunghissimi e disastrosi anni di Governo, stavolta Veltroni ha perso di molto.
    Mettiamoci l’anima in pace, perché quella massa silenziosa di elettori non seguono la politica, non gli interessa e sono di destra ma capaci, non tutti, di votare anche a sx. Finché non cambieranno, non ci sarà un’alternanza vera e la sx, qualsiasi sx che non sia dx, sarà destinata a soccombere sotto caterve di voti.
    C’è poco da fare, l’Italia è un paese di destra.

  12. Alessia ha detto:

    carissimo Gianluca,
    il giorno dopo è sempre il più difficile. bisogna affrontare se stessi, fare i conti con le attese vanificate, con le aspettative distrutte. bisogna confrontarsi con ciò che è altro da sè e cercare lo stimolo per credere ancora. stamattina mi hai detto che vorresti avere il mio entusiasmo: l’esperienza politica maturata, seppur poca ancora, mi fa dire che il rovesciamento delle parti, sconvolgente e traumatico come quello dei comunisti, non è sempre foriero di giorni bui. è nella necessità che l’Italia si è riscoperta unita e forte, è nei momenti di maggior pericolo per la libertà e l’esistenza stessa della democrazia che il nostro paese ha sfoderato il miglior ingegno e le forze più rivoluzionarie. dopo ieri devo concordare con chi, anche in questo blog, ha detto che in Italia manca un’opinione pubblica, manca una coscienza di nazione, manca l’intelligenza dello spirito. è un periodo difficile quello che ci attende, e ciò che temo di più è che ora ci siano nel nostro paese, in posizioni di comando, forze che invece di unire disgregano, invece di eliminare le differenze le amplificano; e non parlo solo di quelle economiche e strutturali ma soprattutto di quelle culturali e sociali. ed è proprio in questo momento che l’apporto proveniente dalla culturale solidale e attenta alle fasce più deboli della società come quella dei comunisti è necessaria.
    ricomincerete da ciò che è il vostro mondo, il mondo operaio e lavoratore, per ricostruire quell’identità che in un paese come l’Italia rischia di andare perduta solo per inseguire invano una chimera. è nei momenti di maggior disperazione che, come l’araba fenice, si può rinascere dalle proprie ceneri, ancora e ancora.
    ti conosco ormai da moltissimo tempo, sei sempre stato attento ai mutamenti della nostra società con l’occhio critico di chi conosce bene i travagli degli uomini.
    eri così entusiasta del nuovo progetto del PD e della campagna elettorale appassionata di Veltroni da sentirti parte anche tu di un pezzo di storia che si compiva davanti a te: riscopri quella voglia di rinnovamento!
    anche nel PD si può essere comunisti senza perdere dignità ma soprattutto identità, perchè il passato che avete è un patrimonio che non deve essere disperso.

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