Firmiamo tutti

maggio 31, 2008

Non ci crederete, ma da ieri ho la bronchite. 30 maggio, cose mai viste. Domani inizio coi soliti antibiotici e poi pazienza e fare finta che fuori non sia estate. Il punto è che le variazioni climatiche sono all’ordine del giorno: a mezzogiorno vai al mare e sudi e poi la sera si alza quel ponentino frizzante (in realtà sembra più Tramontana) che prima ti fai starnutire e poi, il giorno dopo, comincia quella “bestia alla gola, che cammina e non passa” come cantava De Gregori in “Piccoli dolori”. Ma tant’è. L’estate non vuole arrivare in maniera stabile, ci prende un pò per il culo. Ce la fa annusare – l’aria estiva, che avete capito? – e poi ci lascia così “tra color che stan sospesi”. «E’ giunto – come diceva Ciampi – il momento», di proporre uno dei pochi referendum intelligenti mai proposti in Italia. Un quesito referendario che non è mai passato neanche per la testa dei pur fantasiosi radicali: «Volete completare il processo di estinzione delle mezze stagioni e abrogare completamente l’inverno, lasciando solo un’estate per dodici mesi all’anno con la presenza costante dell’anticiclone delle Azzorre?». Quante volte ho pensato di diventare il primo firmatario, fino a portare i cittadini a pronunciarsi su un quesito del genere. Ma ci pensate? Estate 12 mesi all’anno. Sarebbe l’unico referendum che farebbe votare il 50%+1 degli aventi diritto! Ma le immaginate le reazioni?

Gli operatori turistici sarebbero entusiasti: «finalmente potremmo realizzare la nostra antica aspirazione di un turismo non più solo stagionale, ma per dodici mesi all’anno»;

I geni della politica economica penserebbero già all’importante risparmio energetico e alla cessazione di ogni spesa per riscaldamento domestico, indumenti invernali, scarpe e quant’altro. La finirebbero di menarla con i dolci natalizi che fanno ingrassare e col caldo non vanno giù. Idem per schifezze come cotechino, zampone ecc. Finirebbe la mattanza dei maiali nelle nostre campagne e il macabro rito del «morti a ‘ttia e saluti a cu’ ti mangia». Tutti a coltivare cocomeri (da noi “zipangoli”) e a farli raffreddare in riva al mare, o nei torrenti. Ditemi che non è una proposta rivoluzionaria! Altro che abolizione totale dell’Ici. Con un clima sempre caldo si potrebbe dormire in tenda, sulla spiaggia, in campagna e sedici ore di luce al giorno renderebbero allegri anche i depressi cronici. Pensiamoci! Noi cittadini, riappropriamoci dei nostri spazi, non aspettiamo che le scelte vengano, come sempre, calate dall’alto.

ADERISCI ANCHE TU AL COMITATO PER L’ESTATE PERMANENTE!

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Facile profezia

maggio 29, 2008

Lo sketch divertentissimo che vi propongo risale a 12 anni fa. Era una delle tante performance geniali di Carcarlo Pravettoni. Sembrava la satira di una notte buia ma transeunte, un incubo che prima o poi sarebbe finito. Ora, a distanza di dodici anni, va molto peggio. Perchè non dilaga soltanto il malaffare di chiara impronta piduista, ma si è dato libero sfogo agli istinti più biechi, e l’intolleranza si esprime mediante sprangate e manganellate. Poi arriverà il giro di vite sui medici che rilasciano certificati medici per i lavoratori in malattia, tanto che ammalarsi diventerà uno dei tanti lussi che non ci possiamo permettere. Vorrei tanto che a pagare le conseguenze di tutto ciò fossero solo quelli che l’hanno votato. Purtroppo non è così. Perchè paghiamo anche noi che non l’abbiamo votato. E ora ci teniamo tutti i Pravettoni sparsi per il Paese


Priorità assoluta

maggio 28, 2008

Per qualche giorno la mia priorità assoluta sono i nipotini, arrivati ieri mattina dal lontano Piemonte. Per loro, un’escursione termica incredibile. Eccoli all’arrivo insieme a mia sorella


Ci sarebbe anche una terza in arrivo, ma il treno dovrebbe giungere a fine luglio

Per non fare mancare a Vittorio l’ebbrezza delle montagne vicino Cuneo, lo tengo più in alto che posso 🙂


Mi sia perdonata la parentesi personale, ma loro, in questi giorni, sono la mia priorità assoluta 😀


L&P service

maggio 26, 2008

Voglio rivolgere il mio più caloroso benvenuto all’ultimo link Irish Coffee che vi consiglio di visitare perchè è proprio un bel blog. Certo, l’irish coffee non è una bevanda proprio estiva, ma i contenuti del blog sono interessanti.
A quest’ora, chi segue questo inutile blog sin dalla sua nascita, sa che qualcuno (detto Leva & Porta) si sarà già adoperato per stampare il post precedente con la foto e recapitarlo ai soggetti immortalati, al solo fine di mettermi in cattiva luce con loro.
Nulla di male, per carità. Come, sempre, rispondo in prima persona e il blog è accessibile a chiunque. Il punto è che io ci metto nome, cognome e faccia. Il “Leva e Porta” no. Agisce sempre nell’ombra, con lo sguardo basso e, se interpellato, dice sempre che non è stato lui.
Ora, suggerirei a tutti i “leva e porta” del mondo di consorziarsi in un unica grande rete in franchising, che potrebbe chiamarsi “L&P service”. Che ne dite? Ve lo immaginate il logo? Una lingua all’opera, per esempio.
Si accettano suggerimenti.
Una cosa però, vorrei sapere, da tutti questi amici sparsi per l’Italia che perdono il loro tempo a visitare questo inutile blog. Avete capito di che gente si tratta, quando dico “Leva e Porta”?
E’ un’espressione solo locridea, o si usa anche in altri posti?
E da voi, quelli che si comportano così, come li chiamate?
😀


E’ il bar delle larghe intese?

maggio 25, 2008


La scena è inconsueta, e potrebbe preludere a quello che insigni studiosi della politica chiamano già “IL PATTO DELL’APERITIVO”. Siderno, domenica 25 maggio ore 12,20. Nello storico bar Aquila del corso della Repubblica, l’obiettivo indiscreto del gestore di questo inutile blog, coglie un tavolo in cui sono seduti il sindaco, l’assessore all’Ambiente e alcuni fedelissimi della maggioranza consiliare di centrodestra. In piedi, dopo essersi alzati dai rispettivi tavoli, i due “mediatori” (non per mandato ricevuto – ci mancherebbe – ma perchè collocati in posizione intermedia) sono l’amico e collega del Quotidiano Pino Albanese e il panettiano di ferro Peppe Venuto. Sullo sfondo, il capogruppo del Pd in consiglio comunale, nonchè capo dell’opposizione, nonchè subcommissario Afor, nonchè membro dell’assemblea regionale del Pd Mimmo Panetta, insieme all’assessore regionale Liliana Frascà, anche lei del Pd. I due veltroniani-boviani-“adamitici” osservano sornioni. Se “amore” sarà tra i due tavoli, per ora si tratta di un amore platonico, fatto di sguardi, ma i maligni sono pronti a scommettere che presto i due tavoli si avvicineranno, ah se si avvicineranno. Sarà vero? Ai posteri (e agli interessati) l’ardua sentenza. «Giancarlo, un altro aperitivo della casa, grazie. Aggiungiamo un posto a tavola».


Dopo Portosalvo se ne parla…

maggio 22, 2008

“Portosalvo” è la festa patronale di Siderno. Cade l’otto settembre, in onore, appunto di Maria Santissima di Portosalvo. Non porta soltanto migliaia di persone, bancarelle in ogni angolo della città, odore di salsicce e anche qualche topo d’appartamento. Rappresenta, infatti, una sorta di epilogo ufficiale della stagione estiva. Dopo “Portosalvo”, infatti, gli stabilimenti balneari (Ymca compresa) vengono dismessi, finisce lo struscio post cena sul lungomare per trasferirsi di nuovo sul corso, riaprono le palestre e la città ripiomba nelle sue abitudini invernali, anche se magari fuori ci sono ancora trenta gradi.
Mi è venuta in mente, la festa patronale, (che io, notoriamente, non amo) leggendo le cronache delle varie assemblee regionali del Pd. In una di queste si è deciso che le strutture cittadine (non so se si chiamino circoli, sezioni, spero non “club”, di sicuro non “cellule”) devono eleggere il loro segretario (o come lo vogliono chiamare) entro il trenta settembre. Mi è venuta in mente subito Siderno, perchè, da quel che vedo, il costituendo gruppo del Pd è quello più numeroso all’opposizioe in consiglio comunale con i suoi cinque consiglieri. Inoltre, tra i suoi dirigenti locali in pectore, ci sono alcuni carissimi amici sui quali sono disposto a scommettere ciecamente. Insomma, il Pd sidernese potrebbe convincermi a diventare un suo elettore. Anzi, persistendo la preferenza unica, avrei grossi problemi a scegliere chi votare, almeno tra tre-quattro soggetti che meritano tutti la mia stima e la mia fiducia. Tutto ciò anche se ai livelli superiori (Provincia, Regione, Parlamento) il Pd non mi convince affatto. Anzi. Ma torniamo a noi. Sono stato testimone di una riunione un mesetto fa. Ho visto un bel gruppo. Sicuramente si sarà rinforzato dal punto di vista numerico e sarà andato avanti nel suo momento organizzativo. Ma una cosa me la chiedo: perchè, per poter eleggere un leader locale e un gruppo dirigente, c’è sempre bisogno delle direttive che arrivano dall’alto, e non si procede in maniera autonoma? Insomma, perchè bisogna aspettare l’assemblea regionale che dice che per il segretario cittadino ci si può pensare anche “dopo Portosalvo”, o addirittura “dopo San Cosimo e Damiano” (festa patronale di Riace che si tiene a fine settembre). L’elettorato sidernese che non legge i giornali, non segue la politica, ma esercita puntualmente il suo diritto di voto, che percezione ha del Pd locale? Sa chi c’è? Sa cosa vuole? Che punti di riferimento ha, a parte i consiglieri comunali? Chi ha visto in giro sotto quel simbolo? A memoria mia, non ricordo un’iniziativa pubblica col Pd protagonista a Siderno, a parte quelle sotto elezioni con la Laganà e De Sena. Ma un conto è una seppur partecipata manifestazione al chiuso al cospetto dei soliti aficionados, un conto è una presenza pubblica che permetta di farsi conoscere a chi la politica non la segue, ma avverte ugualmente l’esigenza di un rinnovamento, di cambiamento e di una politica diversa. Da potenziale elettore del Pd a Siderno (sia ben chiaro, mi riferisco alle elezioni comunali che, a occhio e croce dovrebbero essere tra tre anni) mi aspetterei qualche cosina in più. E soprattutto che si dia un taglio a tutti i cordoni ombelicali che legano i dirigenti locali in pectore ai maggiorenti regionali. In fondo, chi ha creduto nello spirito delle Primarie, si aspetta una ventata di novità che, fino ad ora, non riesco a individuare, almeno per quanto attiene al modo di porsi nei confronti del cittadino. Non basta abiurare le bandiere rosse, i richiami ideologici al marxismo e buttare all’aria un patrimonio di idee e valori. Non basta spostarsi sempre più al centro, rischiando di fare la fine dell’Spd tedesco. Ci vogliono risposte su temi concreti, facce nuove e pulite (e queste ci sono, eccome 😉 ) e un modo di stare tra la gente che sia meno distaccato e “stantio”. Attendiamo fiduciosi. Ma per “Portosalvo” mancano tre mesi e mezzo. Non si potrebbe anticipare?


50.000 tocchi d’inutilità

maggio 21, 2008


Mentre scrivo, l’inutile blog sta per toccare quota 50.000 click. Incredibile! Incredibile se penso che in fondo sono passati appena nove mesi dal suo concepimento, il tempo che di solito si impiega per fare qualcosa che è molto più importante di un inutile spazio gratuito sul web. Eppure è così. Lo so che corro seriamente il rischio di ripetermi, ma in questi mesi ho conosciuto un sacco di persone interessanti, ho mantenuto un contatto costante con gli amici che per un motivo o per l’altro mi capita di vedere di rado, ho detto la mia e ho permesso a chi si è voluto esprimere in maniera civile e rispettosa di farlo. In un mondo in cui ognuno si vanta delle proprie cose, in virtù dell’antico principio che «ogni scarrafone è bello à mamma soa» e in un settore di attività dove molti si prendono troppo sul serio, ho scoperto il bello di questo blog, che sono io il primo a definire “inutile”. Già, perchè non dà notizie, non è funzionale ai fini economici, politici, istituzionali, non serve come veicolo di marchette, endorsement, o altre schifezze del genere. A volte è stato come una piazza in cui si è discusso di temi di politica locale, regionale, nazionale e internazionale. Ma è capitato perchè l’alto livello medio dei suoi frequentatori porta a confrontarsi anche su questi temi. Di sicuro, non avevo e non ho l’ambizione di fare di questo inutile blog un agorà. E’ capitato, poi, di scoprire la vera natura di chi amava trincerarsi dietro l’usbergo di una falsa cortesia, ma è stata una scoperta accidentale. Così come è capitato di scontrarsi, di sfottersi, di punzecchiarsi, ma il bello è proprio questo, è che chi partecipa a questo spazio virtuale non ha l’ambizione di fare il fustigatore degli altrui costumi. Si limita a dire la propria. Come facciamo da nove mesi a questa parte. E poco importa che per lunghi periodi i suoi contenuti non riescano a mantenere la mordacia dei momenti apicali. E’ assolutamente normale. Perchè è solo un blog. Un diario virtuale che invece che su carta, annota i pensieri più veri di ognuno di noi e li fa vedere a chi lo desidera. Niente di più. Sicuramente un bel gioco, che si spera duri tutt’altro che poco.

50.000 volte grazie! 😀